“E figurato è il mondo in breve carta”
Ad Apiro la mostra con le foto dell'archivio Balelli sulla provincia di Macerata
“E figurato è il mondo in breve carta” è un verso tratto dalla canzone Ad Angelo Mai di Giacomo Leopardi, in riferimento alle carte geografiche che, dopo le scoperte di Cristoforo Colombo, hanno potuto far conoscere una più esatta costituzione della Terra. Esaltando Colombo, “ligure ardita prole”, e la sua italianità insieme con altri a lui molto cari, Ariosto, Tasso e Alfieri, Leopardi prefigura la nuova visione del mondo.
Il verso è stato scelto dall’associazione dei geografi italiani per il convegno che si svolse l’anno scorso all’università di Macerata, al quale furono presenti duecento geografi che ebbero in dono il libro fotografico da cui il convegno ha preso il titolo, che raccoglie le foto più interessanti della provincia di Macerata di Carlo Balelli. Ne è seguita una mostra che in questi giorni, dall’otto al quindici agosto, è nel foyer del teatro Giovanni Mestica di Apiro, uno dei primi biografi di Leopardi, in occasione del festival del folklore internazionale.
Si arriva ad Apiro, in alta collina, costeggiando il lago artificiale di Castreccioni, formato dalla diga sul fiume Musone, e si scopre la cittadina dalle architetture ben curate, con una popolazione civile e cortese, e un’amministrazione che fa dell’accoglienza la sua nota distintiva. Lo si è visto anche dalla cura con la quale essa ha seguito in ogni dettaglio
l’allestimento dell’esposizione del Centro studi per la storia della fotografia, intitolato a Carlo Balelli.
Nel foyer le foto sono disposte in una forma narrativa ragionata, dando una ricca rappresentazione di Macerata e del suo territorio, dando particolare risalto ad Apiro. Il catalogo della mostra, edito con la collaborazione dell’università e della biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, ospita una serie di saggi, degni di attenta lettura. dedicati alla fotografia, all’ambiente geografico e alla cultura della provincia.
