Per le produzioni culturali
siamo nei “top ten” italiani

E ci si mangia: 506 milioni di fatturato, 11.500 occupati. “Musicultura”, "Opera Festival", l’istituto “Gentili” e tre ragazzi da dieci in pagella: Perugini, Habibaj, Dancianu
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liuti-giancarlodi Giancarlo Liuti

Visto che a me piace mettere in risalto le buone notizie – e malgrado il parere di molti non mi sembra un gran difetto – vorrei parlare dei successi ottenuti il primo dalla provincia maceratese, il secondo dallo Sferisterio e il terzo da tre ragazzi dell’istituto tecnico “Gentili” di Macerata. L’argomento è la cultura, quella che secondo un’opinione abbastanza diffusa non si “mangia”, nel senso che non darebbe lavoro né guadagni immediati.

Ebbene, secondo un’indagine dell’Unioncamere e di “Symbola” (leggi l’articolo), il Maceratese si piazza all’ottavo posto in Italia per ciò che riguarda la ricchezza – e la ricchezza si mangia – prodotta dalla cultura (le province sono centosette ed entrare fra le “top ten” non è da poco). Riassumo i dati. L’anno scorso il Pil dell’industria culturale maceratese ha raggiunto il 7 per cento di quello provinciale generale, superando i 506 milioni di euro e impiegando 11.500 persone, pari all’8 per cento di tutti gli occupati. Che cosa s’intende per industria culturale? S’intendono le “imprese creative”, quelle che operano nel design manifatturiero, nell’informatica, nel cinema, nella tv, nella radio, nelle arti figurative, negli eventi teatrali e musicali. Di tutto questo si è già data ampia notizia nei media, ma credo sia importante tenerne conto anche per porre ancora una volta in evidenza il ruolo non secondario giocato dallo Sferisterio.

La serata finale di Musicultura (clicca sull'immagine per guardare il video)

La serata finale di Musicultura (clicca sull’immagine per guardare il video)

Si è da poco conclusa la ventiquattresima edizione di Musicultura (leggi l’articolo), certamente una delle migliori, sia per la qualità dei cantanti e delle canzoni in gara, sia per il valore degli ospiti, sia per la grande partecipazione di pubblico. Ormai questa rassegna ha assunto il ruolo di faro nazionale nella canzone d’autore (lo dimostra lo spazio dedicatole dalla Rai nelle dirette radiofoniche quotidiane e presto, in differita, nelle riprese televisive) in un abbraccio fra musica, canto e poesia che affonda le radici nella tradizione popolare e al tempo stesso continuamente la innova diventando un’autentica espressione culturale della contemporaneità (le tre serate finali in arena sono state precedute dagli incontri “La Controra”, svoltisi nelle piazze, nei palazzi storici e nei cortili della città alla presenza di personaggi assai noti in campo musicale, letterario, giornalistico e perfino enogastronomico). Lo Sferisterio? Gremito, tre volte di seguito. Al direttore artistico Piero Cesanelli  chiedo qual è stato il momento più emozionante per lui. Dice: “La presenza di Josè Feliciano, la star mondiale dai nove premi ‘Grammy’ – addirittura più di Frank Sinatra – che fra l’altro ci ha riproposto ‘Che sarà’, la celebre canzone composta da Jimmy Fontana, cioè Enrico Sbriccoli, uno di noi, uno della nostra terra”.

Francesco Micheli, direttore artistico del Macerata Opera

Francesco Micheli, direttore artistico del Macerata Opera

Fra dodici giorni e lungo tutto il mese di luglio si svolgerà la quarantanovesima stagione del “Macerata Opera Festival”, che resta fra le più quotate rassegne operistiche europee all’aperto. Stavolta si rischiava una partenza sottotono perché i tagli della “spending review” avevano imposto di rinunciare alla progettata riproposizione di un’opera di grande richiamo popolare come la pucciniana Bohème nel ricordo dell’edizione del 1984, alla quale il regista Ken Russell diede clamore internazionale. Ma alle verdiane “Nabucco” e “Trovatore” il geniale direttore artistico Francesco Micheli ha aggiunto due opere (“Il piccolo spazzacamino” e il “Sogno di una notte di mezza estate”) di un illustre compositore moderno come Benjamin Britten e, soprattutto, ha fatto sì che a far da traino allo Sferisterio si creasse un crescente interesse popolare e giovanile col “Festival Off”: oltre settanta appuntamenti pomeridiani, serali e notturni con ospiti di prestigio e su temi di varia cultura. E, infine, una lieta sorpresa che riguarda l’aspetto finanziario: il botteghino dell’arena ha registrato un aumento del 21 per cento rispetto all’anno scorso.

Ma c’è qualcosa di più profondo e significativo che attiene proprio alla vocazione culturale dello Sferisterio, e mi riferisco ai passi avanti compiuti stavolta verso una sempre più evidente vicinanza tra Musicultura e Opera Festival, da una parte con l’accentuazione della creatività poetica della canzone d’autore (il vincitore, Alessio Arena, si autodefinisce “cantascrittore” e l’evocativo titolo del suo brano non contiene “amore” che fa rima con “cuore” ma allude ai “satelliti di Urano”) e dall’altra parte, come dimostra la scelta delle due opere di Britten, con un audace ma stimolante salto nella contemporaneità (Britten è scomparso nel 1976, all’età di 63 anni). Mi pare di cogliere, insomma, un’emergente consanguineità tra le due manifestazioni. E lo Sferisterio ringiovanisce, trova nuove energie che esaltano la sua naturale “missione” di teatro di cultura. Il tutto sollecitato dalle numerosissime occasioni d’informazione, formazione e dibattito: quelle di “Controra” di Musicultura e quelle del “Festival Off” per la stagione lirica.

Da ultimo vengo a un ulteriore successo certamente culturale che è stato ottenuto dall’Istituto tecnico commerciale “Gentili”, dove Nicola Perugini, maceratese puro sangue, ha superato il quarto anno sfiorando la media del dieci (9,8), la più alta in città e forse in provincia. E nella sua stessa classe – questo è il punto che voglio sottolineare – due ragazze hanno avuto pressappoco i medesimi voti, e non sono maceratesi puro sangue, visto che si chiamano Maria Georgiana Dancianu e Morena Habibaj, discendenze rumene la prima e albanesi la seconda. Dunque l’integrazione, il superamento delle barriere, il futuro del mondo. Un applauso a tutti e tre, alle loro famiglie, agli insegnanti del “Gentili” e al civismo di Macerata.



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