Allo Sferisterio l’addio di Guccini
Alessio Arena vince Musicultura

MACERATA - Nella serata finale si intrecciano le storie del 29enne cantautore partenopeo che si aggiudica la 24esima edizione e di uno dei più grandi artisti italiani che a 73 anni ufficiliazza il passaggio di testimone alla sua band, "I Musici". Grandi applausi anche per Mariella Nava e Josè Feliciano
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Alessio Arena, vincitore della 24esima edizione di Musicultura, premiato dal presidente della Ubi, Banca Popolare di Ancona

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Alessio Arena conquista l’Arena

di Carmen Russo

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(Foto-servizio Lucrezia Benfatto)

La ventiquattresima edizione di Musicultura è stata ricca di colpi di scena, anche se i segnali di chi avrebbe vinto arrivavano dall’alto. Arrivavano dalla luna piena che in questa serata ha illuminato l’Arena, quella dello Sferisterio, sì, ma soprattutto Alessio Arena al quale ha portato fortuna il satellite terrestre per la sua canzone “Tutto quello che so dei satelliti di Urano”. Il vincitore assoluto della ventiquattresima edizione avrà un’altra storia da raccontare nelle sfortunate situazioni d’amore. Magari racconterà di quello che è successo nell’ultima serata del festival della canzone d’autore. Racconterà che un pubblico numeroso, rinfrescato da un leggero venticello ha assistito alla gara tra lui, il marchigiano Ducadombra, il giovane Alfredo Marasti e la dolce Alice Clarini. Racconterà che quest’ultima ha vinto il premio della critica consegnatole da Fausto Pellegrini presidente e portavoce dei giornalisti e Mario Volpini, vicepresidente della Camera di Commercio. Racconterà ancora di come l’assessore Pietro Marcolini considera questa manifestazione “portatrice della vera musica, nell’epoca in cui fortunatamente non si dice più che con la cultura non si mangia, anzi si investe sempre più su essa”.

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Mariella Nava

E del forte legame dimostrato anche durante la serata tra Musicultura e Macerata Opera Festival rappresentata dal direttore artistico Francesco Micheli che simbolicamente raccoglie il testimone della stagione dedicata alla musica: “Da domani toccherà a noi, inzieremo le prove e per l’anno prossimo bisognerà inventarsi qualcosa da fare insieme perchè siamo fratelli, noi festeggeremo la 50esima edizione, Musicultura la 25esima”.

O magari, Alessio Arena (29 anni, canta-scrittore nato a Napoli ma residente a Barcellona)   racconterà di una performance bellissima di Mariellia Nava che in venticinque anni di carriera ha dimostrato grinta e passione, le stesse doti utilizzate sul, da tutti ammirato, palco dello Sferisterio. Con il suo “Manifesto” ha commosso addirittura Fabrizio Frizzi che l’ha lasciata cantare ancora di fronte ad una platea partecipe ed entusiasta.

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Francesco Guccini passa il testimone alla sua band

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Francesco Guccini ascolta i suoi “Musici”

Chissà, racconterà di come Francesco Guccini, dopo avere annunciato il ritiro dalla scena live, sancisce sul palco di Musicultura, un ideale passaggio del testimone alla sua band,  “I Musici”, che continuerà a portare in tour i suoi brani. Francesco Guccini non ha cantato ma è stato in assoluto il più applaudito. “Non mi mancherà il palco – ha detto –  ma il prima e il dopo con gli amici della band, a tirar tardi fino a notte. Canterò solo per gli amici e continuerò a scrivere libri. L’addio ai palcoscenici è definitivo: “Sono convinto che questo era il momento giusto per smettere di cantare”. L’ironia è sempre la stessa: “Sono già stato qui allo Sferisterio, per giocare al pallone elastico”. E’ sicuro di lasciare in buone mani: “Chi meglio di loro possono suonare queste canzoni, è quello che hanno sempre fatto”. E li presenta uno ad uno, a partire dagli “storici” Juan Carlos Flaco Biondini (chitarra), Vince Tempera (piano), Antonio Marangolo (sax, percussioni, tastiere), Pierluigi Mingotti (basso). La voce sarà quella di Danilo Sacco, ex dei Nomadi, che sul palco dello Sferisterio si è detto “emozionatissimo e onorato”. “Ma qui nessuno sostituirà nessuno, ci mettiamo a servizio della musica”.
L’addio di Guccini è tutto nel titolo del suo ultimo disco, “L’ultima Thule”, ovvero l’ultimo approdo, registrato nel Mulino di Pavana, nella campagna pistoiese, che la moglie Raffaella Zuccari ha voluto raccontare in un documentario, proiettato prima della serata finale di Musicultura al Cinema Italia.
“Lascio molto volentieri a loro tutti gli autografi, le interviste e le circa 600 foto dai cellulari che ho fatto oggi”, conclude  tra una battuta e l’altra. Poi scende dal palco e si siede in prima fila Guccini per ascoltare la sua band.

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Il sindaco Carancini consegna un premio a Josè Feliciano

E come non potrà parlare Arena del grande ospite internazionale di questa Musicultura 2013, José Feliciano. L’artista che è riuscito ad unire due generi opposti come quello del rock e del latino – americano. Già unitosi al maceratese Jimmy Fontana, rinnova il connubio portando sul palco dello Sferisterio anche La Compagnia di Musicultura che fa da coro ai suoi brani emozionanti. da “Ligth my Fire” a “Angela” alla nuova “No me olvides”. E di come il sindaco Romano Carancini consegna il premio Awards (un quadro)  all’artista portoricano. O addirittura dirà di come Fabrizio Frizzi ha recitato, provando il dialetto maceratese, la poesia del grande Mario Affede. E racconterà certamente di come infine è stato premiato da Corrado Mariotti, presidente della Banca Popolare d’Ancona con un assegno di 20mila euro.

 

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Nella conferenza stampa notturna le prime parole del vincitore

E di come si è ritrovato, alle due di notte,  nel mezzo del tavolo della consueta conferenza stampa tra Piero Cesanelli, direttore artistico di Musicultura, il sindaco Carancini, l’energico presentatore Fabrizio Frizzi, il presidente della Provincia Pettinari, e il duo di Radio Uno Rai Carlotta Tedeschi e Gian Maurizio Foderaro. E di come Cesanelli promette, scherzando: “L’anno prossimo cercheremo di fare peggio, perché meglio sarà difficile. Infatti, tra il festival nel festival La Controra e le serate finali abbiamo collezionato 89 ospiti.”
E il tifo silenzioso e professionale di Frizzi proprio per il vincitore proclamato che tramite le sue parole e la sua melodia l’ha toccato dentro: “Lavorare per questo festival è come andare in vacanza premio. Si cresce e si impara molto da ogni singolo componente”.

E forse, Alessio Arena,  ribadirà le sue stesse parole: “Di solito canto con gli occhi chiusi, ma stasera li ho tenuti aperti perché volevo vedere e uno spettacolo così, non sapevo se l’avrei mai rivisto”.

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L’esibizione di Ducadombra

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L’esibizione di Alice Clarini, premiata dalla critica

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L’esibizione di Alfredo Marasti

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Fabrizio Frizzi con l’assessore regionale alla cultura Pietro Marcolini

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Francesco Micheli, diretore artistico del Macerata Opera

 

 

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Mario Volpini premia Alice Clarini

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