“Non lavoro e volevo
aiutare mia madre
Così ho fatto la rapina”
CIVITANOVA - Il rapinatore marocchino che aveva preso di mira le Poste di via Duca degli Abruzzi risponde alle domande del gip: "Ho deciso tutto quella mattina"
di Gianluca Ginella
“Non lavoro e volevo aiutare mia madre, così giovedì mattina ho comprato una pistola giocattolo in un negozio di cinesi e sono andato a fare la rapina all’ufficio postale. Sono pentito”. Lo ha detto questa mattina al Gip, il marocchino 23enne, Rabii Bounaim, che la scorsa settimana ha messo a segno una rocambolesca rapina all’ufficio postale di via Duca degli Abruzzi, a Civitanova (leggi l’articolo). Il colpo si era concluso in un inseguimento con sparatoria. Per il giovane, questa mattina si è svolta l’udienza di convalida. Il nordafricano, nel corso dell’udienza, che si è svolta nel carcere di Camerino, ha risposto alle domande del Gip Enrico Zampetti, e ha spiegato il perché della rapina, che ha detto essere nata all’improvviso. “Sono stato spinto dalla necessità, vivo con mia madre e solo lei lavora. Ho deciso tutto quella mattina, volevo aiutare mia madre”. Il giovane, che vive a Monte San Giusto da circa un anno, la mattina di giovedì ha preso l’autobus per andare a Civitanova. Dopo aver comprato una pistola giocattolo e essersi messo baffi e barba posticci, alle 12 era entrato nella filiale di via Duca degli Abruzzi. Nel giro di un minuto è entrato, ha intimato alle impiegate di consegnargli il denaro e se n’è andato con 1.225 euro. Poi è scattata la massiccia
caccia al rapinatore della polizia di Civitanova. Nel corso delle ricerche del malvivente gli agenti hanno anche esploso tre colpi di pistola, a scopo intimidatorio. Il marocchino è stato arrestato a meno di due ore dal colpo. Al termine dell’udienza di questa mattina, il giudice Zampetti, ha deciso per la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato e per il pericolo di fuga. Gli vengono contestati i reati di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale (ha avuto una colluttazione con gli agenti prima dell’arresto). “Nei giorni prossimi ripresenterò l’istanza per una misura cautelare diversa dalla detenzione in carcere” ha detto l’avvocato Maria Antonella Mercuriali, che assiste il giovane marocchino.

