Indagini sugli appalti ai Casalesi
Sequestrati documenti
all’ingegner Cioppettini

MACERATA - L'avvocato Vando Scheggia difende il professionista: "Mi ha detto di essere assolutamente tranquillo e di non aver favorito nessuno, men che meno la camorra"

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Il blitz della Dia durante l'operazione Alma

Il blitz della Dia durante l’operazione Alma

 

di Filippo Ciccarelli

E’ l’ingegner Fabrizio Cioppettini, appartentente allo studio d’ingegneria e di architettura Gruppo Marche di Villa Potenza, il maceratese indagato nell’ambito dell’operazione Alma, partita su input della Dda e della Procura di Salerno, condotta all’alba dell’8 maggio sul suolo nazionale (leggi l’articolo). Cioppettini, 49 anni, si trova indagato per il reato di falso ideologico, ma nell’inchiesta vengono ipotizzati anche altri reati ascritti a diversi imputati, quali la turbativa d’asta, l’abuso d’ufficio ed il reato associativo e in concorso. Nell’occhio dei pm sono finiti professionisti come Cioppettini, ma anche politici, tecnici ed imprenditori. L’accusa nei confronti del maceratese è quella di aver favorito la Guida Impianti srl, attraverso la redazione di una perizia di variante approvata il 13 novembre 2009, riguardante i lavori alla Casa Comunale di Battipaglia. Secondo l’accusa, non c’erano necessità tecniche alla base della modificazione del progetto, bensì la volontà di far aggiudicare l’appalto proprio alla Guida Impianti srl, appalto che non avrebbe vinto in una gara regolare. Il tutto, sempre secondo l’ipotesi della Procura, aggravato dall’aver favorito la camorra, in particolare il clan dei Casalesi, visto il rapporto tra Nicola Madonna e l’organizzazione criminale. Nicola Madonna, insieme a Raffaele Iuliano (direttore tecnico della ditta Emini) e Attilio Guida avrebbero intessuto tra loro una rete di rapporti collusivi proprio per “pilotare” l’esecuzione dei lavori, ed avrebbero poi fatto pressione sugli altri attori coinvolti nella vicenda anche grazie all’appoggio del sindaco di Battipaglia, Giovanni Santomauro, arrestato dagli uomini della Dia e che attualmente si trova ai domiciliari. Nel modificare il progetto, poi affidato tramite trattativa privata alla Guida Impianti, ci sarebbe poi stato un rilevante danno economico, con i costi lievitati da circa 3.7 milioni di euro a 4.8 milioni di euro, con un rialzo pari a più del 30% dell’importo totale. L’avvocato Vando Scheggia, difensore di Cioppetini, non ha ancora incontrato di persona il proprio cliente, raggiunto dall’avviso di garanzia e dalla perquisizione domiciliare al termine della quale le forze dell’ordine hanno sequestrato un paio di documenti: “Era fuori per lavoro, ma l’ho sentito assolutamente tranquillo, direi serafico. E’ certo di non aver mai voluto favorire nessuno, men che meno la camorra: si ipotizza che le relazioni scritte da lui non corrispondessero al vero, ma non posso dire altro perché non ho avuto ancora modo di analizzare le carte con il mio cliente”.


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