Operazione anticamorra della DIA
Un indagato anche a Macerata

Il blitz è stato portato a termine all'alba: in manette imprenditori e politici legati al clan dei Casalesi

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Il blitz della Dia

Il blitz della Dia

di Filippo Ciccarelli

Perquisizioni, sequestri ed arresti: è questo il bilancio dell’imponente operazione Alma, condotta nelle prime ore del mattino dalla Dia (Direzione Investigativa Antimafia). La sezione operativa di Salerno ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare e sequestro di azienda, emesse dal gip presso il Tribunale di Salerno su richiesta della Procura campana. Gli arresti hanno riguardato esponenti di un certo rilievo: in manette è finito ad esempio il sindaco di Battipaglia, Giovanni Santomauro, che era in strettissimo contatto con due imprenditori dell’area casertana, Nicola Madonna e Guida Attillio, a cui erano stati affidati lavori di completamento della casa comunale. Secondo l’ipotesi investigativa, il clan dei casalesi si sarebbe aggiudicato gli appalti proprio grazie a Madonna, ritenuto contiguo al clan camorristico, che grazie a dei prestanome avrebbe ottenuto appalti per un valore di cinque milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione è stata sequestrata anche un’azienda edile dal valore di circa un milione di euro. Le perquisizioni si sono concentrate soprattutto nell’area campana, con i sequestri e gli arresti focalizzati nelle province di Caserta e Salerno. Gli uomini della Dia, col supporto dei carabinieri, hanno però effettuato perquisizioni domiciliari anche in Toscana, in Emilia Romagna e nella nostra regione.  Nelle Marche il blitz è scattato a Macerata: le forze dell’ordine hanno controllato un uomo residente in città. L’uomo non è stato arrestato, ma risulta indagato nell’ambito dell’operazione Alma: nel 2009 è stato il direttore dei lavori dell’appalto che è finito all’attenzione degli investigatori. All’alba Dia e carabinieri hanno bussato alla sua porta, per effettuare una perquisizione domiciliare al fine di acquisire documentazione relativa alle indagini. I capi d’accusa di cui dovranno rispondere gli indagati  vanno dalla turbativa d’asta aggravata dalla finalità mafiosa, alla concussione, corruzione di pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e interposizione fittizia di beni.

 

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