“Pubblicheremo le tue foto osè su Facebook”
Sotto processo due civitanovesi
Oggi, durante l'udienza al tribunale di Civitanova, la ragazza romana ha ridimensionata le accuse a carico dei due fratelli imputati per detenzione di materiale pedopornografico e violenza privata
Si è presentata questa mattina nella sezione distaccata del tribunale di Civitanova la giovane romana che ha accusato due ragazzi civitanovesi di detenzione di materiale pedopornografico e violenza privata. I due imputati, i fratelli R. V. di 31, fisioterapista, e D. V., 35 anni, molto conosciuti in città, avrebbero, secondo il pm Stefano Lanari, conosciuto attraverso una chat istantanea una ragazza romana di appena sedici anni, avrebbero scambiato con lei alcune fotografie osè che la ritraevano dal collo in giù. E quando la ragazzina avrebbe interrotto le chiacchierate via web, i due civitanovesi avrebbero minacciato di pubblicare su Facebook gli scatti hard. Questa mattina il giudice Giovanni Manzoni ha ascoltato la ragazza come teste. La giovane, oggi maggiorenne, non si è costituita parte civile e ha, nella sua deposizione, ridimensionato di molto le accuse a carico dei due fratelli. La ragazza ha raccontato che la frequentazione via web sarebbe iniziata in maniera spontanea: non parla di pornografica, ma al massimo di qualche scatto audace e un po’ spinto che lei avrebbe inviato ai civitanovesi, foto di cui la ragazza aveva pudore, specie nei confronti dei genitori. Il giudice ha chiesto al teste se avesse detto ai giovani con il quali chattava, difesi dagli avvocati Federico Valori, Benedetta Tommasoni e Domenico Biasco, che fosse minorenne. Secondo la ricostruzione fatta i due civitanovesi non hanno mai chiesto esplicitamente l’età della loro compagna di chat e lei credeva che loro la sapessero. Solo quando hanno minacciato di pubblicare gli scatti su Facebook lei avrebbe rivelato la vera identità anagrafica, fattore che ha poi scoraggiato la frequentazione che è andata via via scemando. Prossima udienza maggio 2014 per la deposizione di altre testimonianze.
