Conti scrive al Ministero: “Scongiurare la chiusura del carcere”
CAMERINO - Lettera al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per chiedere nuove assunzioni
Dopo l’allarme lanciato dai sindacati per la carenza di organico nel carcere di Camerino e il paventato rischio di chiusura (leggi l’articolo), il sindaco di Camerino, Dario Conti scrive al Ministero della Giustizia per chiedere provvedimenti al fine di evitare i disagi denunciati, di seguito il testo della missiva:
“Poiché sono apparse di recente sugli organi di stampa notizie riguardanti la difficile situazione in cui si trova ad operare il personale di sorveglianza della Casa Circondariale di Camerino che, a causa dell’ormai cronica carenza di organico, non è in grado di assicurare sicurezza per la difficoltà nella copertura dei turni di lavoro, faccio appello affinchè siano presi tutti gli opportuni provvedimenti ed in particolare perchè siano assicurate nuove assunzioni e/o attivate procedure di mobilità onde far fronte ai disagi che, inevitabilmente, si acuiranno in concomitanza con il periodo feriale. Sarebbe oltremodo inopportuno che, in una città che sta attendendo la costruzione del nuovo carcere, in ordine alla quale colgo l’occasione per sollecitare ancora una volta un risolutivo intervento, si arrivi addirittura alla chiusura di quello esistente ed al trasferimento dei detenuti, eventualità ventilata dalle rappresentanze di categoria del personale, esasperato dal continuo ricorso agli straordinari e dall’impossibilità di usufruire in modo accettabile di riposi e ferie. E’ superfluo aggiungere che simili condizioni di lavoro si ripercuotono in maniera assai negativa sulle condizioni di vivibilità della struttura e mettono seriamente a repentaglio la sicurezza degli operatori e dei detenuti. Nella speranza che vorrete predisporre gli opportuni interventi in grado di assicurare al personale che opera nella città che rappresento delle condizioni di lavoro più consone all’importante ruolo che svolge, invio distinti saluti”
Amici politici della Provincia di Macerata è assurdo che ancora una volta il Ministero di Grazie e Giustizia tratta la nostra zona giudiziaria in questa maniera. Il Palazzo di Giustizia di Macerata è da anni senza Caecere Circondariale è come se l’Ospedale Torrette di Ancona non avrebbe la sua Facoltà Universiataria. Il Carcere di Camerino andrebbe difeso da tutta la classe politica regionale. Sempre anni fa ci portarono via le Casermette di Macerata a favore di Taranto, le mie proteste non ottennero nulla. Si continua ancora a spendere denaro pubblico trasportando i detenuti dal Carcere di Ascoli Piceno al Tribunale di Macerata. Per il carcere di Camerino, si parlava di spostarlo a Belforte del Chienti, la supestrada grazie al Maceratese Sen. Baldassarri è una realtà certa, quindi Camerino deve avere ristrutturato il suo Carcere per metterlo al servizio del comprensori giudiziario della provincia di Macerata.Attenzione amici politici: L’Ospedale deliberato a Campiglione di Fermo è partito, la ristrutturazione del Carcere di Fermo potrebbe arrivare fra non molto, il Tribunale di Fermo non si tocca. Difendere le nostre realtà provinciali è un nostro dovere sentiamoci… Ivano Tacconi capo gruppo Udc Comune di Macerata
Siamo legati a logiche troppo antiquate di politica, gentile Tacconi.
Rispetto 50 anni fa, oggi abbiamo alcune cose innovative come la videoconferenza, la firma digitale e le email firmate digitalmente (senza parlare del caso italiano della pec). Se le nuove tecnologie fossero applicate agli iter giudiziari potremmo avere:
1) notifiche in 5 minuti
2) udienze in videoconferenza, con imputato altrove, con avvocati altrove, con testimoni altrove
3) con la dematerializzazione degli atti giudiziari recupereremmo spazi e non assisteremmo più all’obbrobrio delle pratiche che si perdono, dei faldoni nei corridoi dei tribunali, dei costi assurdi per la produzione di copie.
Dall’altro lato siamo in un momento congiunturale in cui non possiamo più permetterci sprechi. Non sopporto che si continui a parlare di costruire nuovi carceri, quando risorse inutilizzate ce ne sono moltissime. Specie gli ospedali già dismessi che sono facilmente riadattabili in strutture carcerarie (e nella regione ce ne sono tanti).
Oppure nel caso specifico di camerino, ci sono dei collegi universitari dismessi (san paolo, fazzini) che ospitavano oltre 100 studenti cadauno che con gli standard carcerari possono diventare tranquillamente, specie il fazzini, 250 posti, tutti con bagno in camera. Perché partire con nuovi progetti faraonici, quando già ci sono strutture a fare la muffa inutilizzate?
Viceversa, se si deve costruire ex novo, c’è da ragionare nell’ottica di carceri da almeno 2000 posti. Si sa che la logica di scala contiene i costi e utilizzando le nuove tecnologie (videoconferenza) il carcere potrebbe anche essere collocato su un isola (o all’estero) e nello stesso tempo evitare la processione dei cellulari della polpen a portare in gita i carcerati per la nazione.
In realtà l’alzata di scudi degli enti locali non avviene con l’obiettivo di offrire un servizio migliore, ma semplicemente di conservare i privilegi acquisiti nei tempi degli sprechi, delle vacche grasse. Mi spiace, ma il modello camerino (cittadina con la densità di dipendenti pubblici tra le più alte d’italia) è fallimentare e da dimenticare.