“Carcere di Camerino a rischio chiusura”

L'allarme dei sindacati: "Pochi agenti e sorveglianza al minimo"

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La polizia penitenziaria davanti al carcere di Camerino

La polizia penitenziaria davanti al carcere di Camerino

La casa circondariale di Camerino potrebbe chiudere entro metà maggio a causa della mancanza di personale e dell’impossibilità di coprire tutti i turni di lavoro.  Gli ispettori Antonio Nottola (Osapp) e Nicola Quadraroli (Uilpa), in veste di rappresentanti sindacali, hanno lanciato l’ennesimo grido di allarme: “Per il mantenimento della sorveglianza di tutta la struttura vengono impiegati soltanto 6 agenti, per turni che, di regola, doverrebbero essere ricoperti giornalmente da 11 (ipotesi minima).  E’ difficile disporre i turni con un personale che ha abbondantemente superato il budget dello straordinario (di norma 60 ore al mese, qui supera le 80), senza la possibilità di un giorno di ferie. L’organico è esausto e stressato, con conseguenze sulla salute e nei rapporti di lavoro e con i propri familiari. Addirittura si è arrivati a chiedere ai detenuti più calmi e che godono di particolari permessi di svolgere alcune mansioni che invece dovrebbe svolgere il personale”.

I numeri parlano chiaro: a Camerino non viene assegnato nuovo personale da ben quindici anni, solo nell’ultimo periodo le unità di servizio sono diminuite della metà. Gli operatori del carcere danno atto del coraggio del Commissario che comunque si sta assumendo pesanti responsabilità per quel potrebbe succedere. “Non siamo in grado di svolgere un serio controllo su chi visita i detenuti – aggiungono –  C’è l’altissimo rischio che possano essere portati sostanze vietate o oggetti atti da offendere. Il servizio traduzioni avviene con personale assolutamente insufficiente, con grossi rischi”.  A rischio anche la sorveglianza del tipo dinamico (a Camerino per diverse ore le stanze restano aperte), dei passeggi, dei colloqui, del transito e dello smistamento. “Il servizio si svolge — spiegano i sindacalisti  — con due, massimo tre unità di polizia penitenziaria per turno, che si sobbarcano doppie-triple mansioni”. C’è anche tensione per la forzata convivenza di elementi di diverse etnie e di detenuti per reati gravi, il cui controllo è difficile, anche se alcuni progetti di evasione sono stati anticipati. Alla chiusura del carcere maschile seguirebbe quello femminile, unico nelle Marche centro-sud. Secondo i sindacati se nessuno interverrà  il prossimo 11 maggio la casa circondariale di Camerino potrebbe essere chiusa.


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