Civitanovese, tifoseria furiosa con Antonelli:
“Meritiamo rispetto, dimettiti”
SERIE D - Il gruppo Curva 12 Nord Sconvolts attacca duramente il presidente e non risparmia critiche al vice Paniccia. "Questa società non è un passatempo"
Acque agitate in casa Civitanovese. A criticare l’operato societario nel difficile momento sportivo che i rossoblu stanno vivendo (in piena lotta per evitare la retrocessione in Eccellenza) ci pensa il gruppo Curva 12 Nord Sconvolts: “La Civitanovese Calcio merita rispetto! Rispetto per la sua storia, per chi l’ha sempre sostenuta, rispetto per la città stessa, e per i suoi civitanovesi: tutto ciò che è mancato in questi 8 anni di dirigenza con a capo Umberto Antonelli – si legge nella prima parte della nota stampa – Se costui ha deciso di punto in bianco di abbandonare la Civitanovese Calcio allora lo faccia, perché siamo stufi di vedere per anni questo strano personaggio che facendosi scudo della posizione dirigenziale acquistata, ha più volte offeso e calpestato ciò che la storia ci ha tramandato: l’orgoglio di essere civitanovesi. Noi non dimentichiamo gli insulti gratuiti rivolti in più di una occasione alla nostra tifoseria, e in altre anche alla tifoseria sambenedettese nostra gemellata; come non dimentichiamo le insistenti richieste di sostegno per le campagne di abbonamenti a fronte di progetti di squadre così tanto valide che ogni anno vengono smantellate”.
Nel comunicato diffuso da una frangia di supporter rossoblu si parla anche “dell’inspiegabile aumento dei biglietti popolari a fronte di una crisi economica globale. E infine non dimenticheremo mai il modo con cui è stato cacciato via dallo staff il nostro comandante Osvaldo Iaconi, l’unico che in questi anni sia riuscito a riportare la voglia di Civitanovese ai civitanovesi. Potremmo star qui a parlare per ore, evidenziando decine di episodi in cui il presidente Antonelli si è reso responsabile di colpe che hanno offeso la tifoseria e la città intera, ma adesso abbiamo altre priorità. Adesso abbiamo in mente solo la salvezza della Civitanovese Calcio. Ci rivolgiamo a te, Sandro Paniccia (vicepresidente della Civitanovese ndr): a te che sei entrato nella compagine societaria da salvatore della patria, e forse non hai ben riflettuto su cosa ciò potesse significare. A te che di fronte i tuoi concittadini ti permetti di dire: ”Io mi faccio da parte” come se parlassi del più insignificante dei tuoi passatempi, dimenticando che parlavi della Civitanovese Calcio. Cosa credevi di fare quando sei entrato in società: volevi farti bello agli occhi della città o era solo l’ennesimo investimento pubblicitario? Perché se possiamo aspettarci delusioni da chi non abbiamo mai stimato, non potremmo mai accettare per mano tua un fallimento o una cessione della Civitanovese Calcio a persone poco raccomandabili, perché tu che sei civitanovese come noi, diventeresti l’unico responsabile”.
I supporters concludono rivolgendosi a chi si vorrà avvicinare alla società: “Noi c’eravamo anche prima di loro, ci siamo e ci saremo sempre, comunque vada e in qualunque categoria la nostra beneamata Civitanovese Calcio giocherà, e da ora chiunque vorrà avvicinarsi alle sorti societarie della nostra squadra sarà il benvenuto, ma ciò che chiediamo e pretendiamo è il rispetto e la professionalità che un presidente è tenuto a dare a una tifoseria e ad una città come Civitanova Marche”.



Carissimi amici di tante gioie e di tante delusioni, chi vi scrive è un tifoso che, forse, è da più anni dei vostri che entra nel nostro piccolo santuario del calcio; ma che dico calcio, forse del nostro più grande amore. Purtroppo Antonelli è stato, è e sarà sempre una persona malata di protagonismo; nel suo fare, nelle sue parole, nella sua indole da imprenditore, quindi si sapeva chi fosse e cosa cercasse, da imprenditore. Oramai il calcio non è più uno sport, ma un business, non ci sono più le bandiere ma l’aspetto economico. I giocatori guardano il soldo, i presidenti il tornaconto. Quando poi ci si imbatte in tifoserie calde, come possono essere la Civitanovese, la Samb, l’Ancona e qualche altra, si crede di trovare la manna e poi ci si spaventa delle conseguenze. I presidenti oramai prendono una squadra o perchè ci vogliono guadagnare o per la passione. E noi non siamo come la Juve o l’Inter che abbiamo tifosi in Italia, ma lo dobbiamo trovare a casa nostra. Ma gli imprenditori hanno paura (vi devo ricordare le manifestazioni davanti lo studio di Bracalente o sotto casa di Ruggeri? ). Spesso gli errori si pagano e oggi ci troviamo a dover sopportare mercenari forestieri (i vari Torre, quello dopo siciliano che non mi ricordo, Battaglioni, oggi Antonelli, che prende casa a Civitanova per essere civitanovese, ma che neanche sa la rivalità che c’è tra noi pesciaroli ed i pistacoppi). Una volta l’amministrazione ci mise una toppa col biciclettaro Saantoni; mi sa che tra poco questa nuova dovrà rimetterci le mani; ci riusciranno i nostri (anzi, vostri) eroi? Più volte ho criticato Antonelli & Co. (quella su Osvaldo è stata una str….ta atronomica), tipica di chi vuol comandare e non capisce niente di calcio; un tipo che si fa vedere accanto a Benigni ad Ascoli e poi dall’Ascoli ci fanno venire le scartoffie, mandando le nuove speranze a svernare da altre parti. Se poi un presidente si mette a fare anche il direttore sportivo, con il risultato di portare a Civitanova i giocatori scarti degli altri club, allora siamo arrivati al paradosso. Meglio che rimaneva a fare il presidente con i soldi anche degli altri, come ha fatto bene prima, che mettere le mani dove non sa e quindi fare danni. Con la squadra dell’anno scorso, senza un paio di giocatori e con tre o quattro nuovi innesti io penso che, se non eravamo primi, forse tra i primi tre lo si era. Invece stiamo lì lì per andare ai play out. Grazie Antonelli per la grande figura di m…da che ci hai fatto fare coi pistacoppi.
P.S. il derby? vista come è andata la partita di andata con la paperopoli del portiere nostro e la partita di ritorno con loro che non hanno tirato in porta, forse qualche biscottino??? Se fosse così, meglio un presidente scalzo che un imprenditore senza portafoglio.