Azienda fermana realizza il più grande
impianto fotovoltaico del mondo
Il valore della commessa è di oltre 1 miliardo di euro
Parla fermano il più grande impianto fotovoltaico al mondo. Ha fatto un colpaccio l’imprenditore fermano Luca Ferracuti Pompa, già amministratore unico della Energy Power Plants S.r.l e ora anche Amministratore Delegato della Energy TODS, che nei giorni scorsi ha firmato un appalto del valore di oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro per la realizzazione del Parco Solare Fotovoltaico più grande al mondo, meglio noto come “Progetto Onegiga Serbia” sviluppato e promosso dalla di Venture Capital Management “Securum Equity Partners & Associates” con sede in Lussemburgo. Si tratta di un’iniziativa colossale senza precedenti: 1,05 miliardi di euro investiti nella costruzione, 495 milioni di euro investiti nei successivi 25 anni per la manutenzione degli impianti, 3.300 ettari di superficie occupata e 1,15 TeraWattora annui di produzione di energia elettrica. L’inizio dei lavori è previsto per settembre 2013. Onegiga sarà composto da 100 parchi fotovoltaici del taglio di 10 MWp ciascuno realizzati nel corso di 4 anni. Per la realizzazione del progetto non saranno utilizzati terreni agricoli, ma un’ex miniera di carbone in disuso messa a disposizione direttamente dal Governo Serbo nel Comune di Costolaz in parte già bonificata e pronta per ospitare i primi impianti. L’Ingegner Luca Ferracuti Pompa, oltre ad essere a capo della Società General Contractor, grazie alla sua decennale esperienza in Italia, sarà anche il coordinatore della Divisione Engineering della Energy TODS che si occuperà anche della progettazione e della direzione lavori del Progetto ONEGIGA. “Tutto è iniziato ad aprile 2012, quando “Energy TODS” firma un contratto di Progettazione e di Consulenza per il progetto ONEGIGA Serbia con la Società MX Group Spa, allora General Contractor – spiega l’ingegner Ferracuti – poi lo scorso 15 Marzo firmiamo il contratto in esclusiva per la realizzazione del parco fotovoltaico più grande al mondo, il Progetto ONEGIGA, vincendo la concorrenza di Alcuni dei più grandi gruppi industriali presenti nel panorama internazionale”.

complimenti !!!
Anche la Serbia ci sovrasta ormai.
Il più grande parco solare fotovoltaico del mondo!!!
Qui tutti hanno paura di rovinare il paesaggio!! poverini.
Tra poco torneremo a lavorare la terra con i muli.
Posso capire le proteste per i termovalorizzatori che bruciano i rifiuti!!
Poi neanche tanto, perchè è demagocia anche quella, bruciandoli a norma di legge si produce energia per migliaglia di famiglie!!
Ma produrre energia con sole e vento è la cosa più bella che ci possa essere!!!
Continuiamo ad usare il carbone e a cementificare tutto il territorio.
Che mondo lasceremo ai nostri figli???
Isacco Newton, con tutto il rispetto… 3.300 ettari sono 33 milioni di metri quadrati, una superficie pari ad un quadrato di territorio con un lato di 5.750 metri. Non credo sia corretto criticare al tempo stesso cementificazione del territorio (e concordo con lei) e magnificare un progetto di questo tipo: occupare 33 milioni di metri quadri di territorio, un’enormità, se pensa che la lottizzazione produttiva di Valleverde è ci circa 60 mila metri quadrati.
In Italia non è sostenibile. Il territorio va protetto.
caro Newton,
la serbia vieta i parchi solari su aree agricole ed infatti questo parco solare viene installato sopra un area devastata da una miniera di carbone esausta e bonificata grande più di 3000 ettari.
Avessi anche io un territorio butterato come Kostolac, ambirei anche io a poter trovare un utilità a tali siti, magari coprendoli con milioni di pannelli.
Vivendo in italia e non avendo miniere di migliaia di ettari in disuso e non ipotizzando neanche lontanamente di continuare lo scempio del voltaico sull’agricolo fortunatamente fermato dagli organismi competenti, magari valorizzerei l’uso del fotovoltaico sulle coperture delle costruzioni o, magari volendo maggiore efficacia, opterei per un incentivo all’eolico promovendo i tulipani eolici.
Per i termovalorizzatori, avendo avuto la fortuna di averci vissuto vicino per qualche mese, la inviterei a valutare di farvi una piccola vacanza nei dintorni prima di prendere una posizione…
Non so perchè, ma mi vengono in testa fior di luminari che per anni, anche a fronte di prove certe, hanno sostenuto che le emissioni dell’Ilva erano assolutamente innocque, ma questo è un altro discorso.
Ritornando all’articolo, Grandi felicitazioni all’Ing.Ferracuti per l’importantissimo risultato raggiunto.
Ciò, tuttavia, è soltanto una mia opinione
Rettifico un errore: la lottizzazione Valleverde occupa una superficie di 600 mila metri quadrati. Il senso della mia opinione non cambia. Ben venga l’energia dal sole ma non possiamo seguire strade di questo tipo: occupare il suolo. E non solo per considerazioni di mera estetica.
Sig. Nardi.
Concordo sul fatto che in Italia superfici cosi enormi per il fotovoltaico non ne abbiamo.
Dobbiamo sicuramente proteggere il territorio, ma non precludendo le energie rinnovabili,
che secondo il 99% degli scienziati sono l’unico modo per rallentare il surriscaldamento globale dell’atmosfera.
Che forze lo tralasciamo, ma è il problema numero uno da risolvere.
Le rinnovabili ci consentirebbero di mantenere quasi gli stessi livelli di vita odierni, e infatti i paesi che prima si sono mossi in questo verso sono quelli del nord europa che paradossalmente hanno meno sole e vento di noi.
Certamente non possiamo occupare i nostri migliori terreni agricoli, sarebbe un sacrilegio verso l’intelligenza visto che la popoplazione mondiale aumenta da decenni in maniera esponenziale.
Le soluzioni si troverebbero, basta che le parti lo vogliano e non pensino al proprio tornaconto elettorale. Ci vuole la politica, quella fatta bene e che guarda proiettata ai prossimi decenni e non alle nuove elezioni di giugno (speriamo di no!!).
In linea di principio sono d’accordo con lei e concordo con la priorità del tema e soprattutto nel riflettere su orizzonti temporali che vadano al di là del domani o del mese prossimo.
A Isacco che scrive un sacco (di concetti) ma forse non li ha molto chiari. E’ un controsenso affermare che si possono bruciare rifiuti a norma di Legge, bruciare rifiuti si può fare solo “a **** di cane”. I rifiuti vengono bruciati perché si lucra sui contributi pubblici per i Kw prodotti che paghiamo noi in bolletta, altrimenti nessuno li brucerebbe, è antieconomico. I rifiuti sono una risorsa da Recuperare Riusare, Riciclare e progressivamente Ridurre, intervenendo dalla produzione (imballaggi), informando e cambiando stili di vita e tipo di acquisti. Quello che non rientra nel concetto delle tr R. non va prodotto. Sulle energie rinnovabili siamo d’accordo ma, vanno eliminati i contributi pubblici e concessi solo incentivi a tutti, ma solo per piccoli impianti, che coprano il fabbisogno domestico e aziendale singolo.