84enne di Morrovalle muore in ospedale
“Non è infenzione da meningococco”

L'uomo è deceduto per complicazioni nella struttura sanitaria di Macerata. Aveva contratto un tipo di meningite diversa da quella che ha causato il ricovero in terapia intensiva di due trentenni, ma è panico tra le famiglie del paese. Fuori pericolo l'ultimo dei ragazzi che era in terapia intensiva

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L'ospedale di Macerata

L’ospedale di Macerata

di Filippo Ciccarelli

Un uomo di 84 anni è morto all’ospedale di Macerata, dopo essere stato ricoverato per sospetta meningite. L’anziano viveva infatti a Morrovalle, paese dove nell’ultima settimana sono stati registrati due casi di meningite batterica e un caso di meningite virale, e si pensava potesse essere stato contagiato dal medesimo ceppo batterico che aveva colpito due giovani di 30 anni. Ieri le analisi del liquor, effettuate tramite puntura lombare, hanno però smentito questa evenienza: il tipo di meningite contratto dall’ottantaquattrenne non era da meningococco e dunque il suo caso era diverso da quelli che si sono presentati ai medici di Macerata e Camerino dove erano ricoverati in terapia intensiva. 

“Posso confermare che il signore ultraottantenne ricoverato non aveva contratto una meningite meningococcica: purtroppo è deceduto a causa di complicazioni intervenute in un quadro clinico già precario, situazione non rara nei pazienti in età avanzata” dichiara la dottoressa Tiziana Bentivoglio. Nonostante il tipo diverso di meningite e dunque l’impossibilità che l’ultimo caso fosse collegato ai precedenti, a Morrovalle è scattato il panico tra le famiglie, soprattutto quelle con bambini piccoli che frequentano la scuola: “Stiamo rassicurando gli istituti scolastici, chiaramente i genitori sono impauriti perché in un quadro di ipotetico contagio le aule scolastiche rappresentano un luogo chiuso in cui il batterio potrebbe diffondersi con facilità. In realtà siamo fuori dal periodo finestra di 10 giorni dalla comparsa delle due meningiti batteriche. Questo è infatti il termine in cui bisogna sorvegliare le persone che hanno avuto contatti con chi si è ammalato di meningite, ma per fortuna non ci sono stati nuovi casi”.
Ci sono ottime notizie, intanto, per il ragazzo che era ricoverato a Macerata in terapia intensiva e tenuto in coma farmacologico: è stato infatti dimesso da quel reparto perché le sue condizioni di salute sono migliorate, e prosegue la terapia in attesa di un recupero completo. Il suo caso è stato quello che ha permesso ai sanitari di accertare immediatamente il meningococco C, perché una ragazza aveva contratto la meningoencefalite virale – non contagiosa e causata da un virus e non da un batterio – mentre al ragazzo ricoverato a Camerino non è stato possibile praticare il prelievo spinale a causa di uno choc emorragico e le sue analisi sono state inviate all’Istituto Superiore di Sanità che potrà stabilire successivamente con precisione il tipo di batterio che lo ha colpito: è probabile, comunque, che si tratti del meningococco C.


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