Pesca, norme UE mettono a rischio 900 addetti
Lo sostiene Coldiretti Impresa-Pesca, dopo la decisione dell'Unione Europea di rivedere le norme sulla acque dove si pescano cozze e vongole
“La riclassificazione delle zone marine mette a rischio il settore della pesca dei molluschi e mitili nelle Marche, con 300 imbarcazioni (tra pesca ed allevamento) e 900 addetti tra marinai e lavoratori dell’indotto”. Lo sostiene Coldiretti Impresa-Pesca, dopo la decisione dell’Unione Europea di rivedere le norme sulla acque dove si pescano cozze e vongole. “Nuovi modi di applicare la norma già esistente che finiscono per penalizzare duramente il nostro settore e che scaricano sui pescatori le mancanze delle amministrazioni nel tutelare il mare – sottolinea il responsabile nazionale dell’ associazione, Tonino Giardini -. Siamo i primi a volere acque pulite e controlli continui a tutela delle nostre produzioni e dei consumatori, ma in questo modo non si fa un buon servizio né alle une né agli altri, mettendo in ginocchio un settore che è il fiore all’occhiello della pesca regionale e nazionale, con il 45 per cento del prodotto in esportazione, con il rischio di chiudere un settore economicamente sostenibile”.