La grande attesa è finita
La fumata bianca è arrivata nei tempi brevi desiderati con la vittoria dei riformisti
di Donatella Donati
Il clima di attesa che ha connotato il conclave appena concluso ci riporta indietro all’11 novembre del 1415 quando a Costanza, nel corso del concilio, si svolse il conclave per l’elezione del successore di Gregorio XII, rinunciatario al pari di Benedetto XVI della cattedra di San Pietro e sepolto a Recanati (leggi l’articolo). Entrambi, Angelo Correr e Joseph Ratzinger, sono vicini ai novanta anni, entrambi sono stati esclusi dal conclave e lo hanno seguito da lontano, entrambi hanno avuto pochi amici tra i partecipanti, i cardinali da loro nominati nell’ultima fase del loro pontificato.
Entrambi hanno regnato per un periodo breve, reso tuttavia difficile da problemi esterni ed interni della chiesa di Roma per le faide e le scelleratezze di alcuni membri e per le richieste pressanti di riforme. Gregorio XII era alla fine di uno scisma che ha contrapposto la chiesa di Roma a quella di Francia, Benedetto XVI non è riuscito a imporre il primato della fede sugli interessi e gli egoismi personali. I due conclavi hanno visto la presenza di forti personalità straniere. A quello di Costanza, oltre i cardinali romani, hanno partecipato i rappresentanti delle cinque “nazioni” accreditate, la Germania, la Francia, l’Inghilterra, la Spagna e l’Italia; al conclave di questi giorni cardinali provenienti da tutti i continenti dove il cattolicesimo si è diffuso. Che ci fosse e ci sia un contrasto tra riformisti e romani è nei fatti, anche se le parole lo smentiscono. Sono i romani a prevalere nel conclave di Costanza durato tre giorni e la vittoria va a Ottone Colonna, appartenente a una delle famiglie più potenti di Roma, che assume il nome di Martino V. Ci vorranno cento anni per la riscossa dei riformisti quando il 31 ottobre 1517 il monaco agostiniano Martin Lutero affiggerà sul portone della chiesa di Wittenberg le 95 tesi con la denuncia della vendita delle indulgenze e di altri soprusi della chiesa di Roma, dando avvio così alla riforma protestante. Ieri, dopo solo due giorni di conclave, la fumata bianca è arrivata nei tempi brevi desiderati con la vittoria dei riformisti.
Il papa sudamericano che si rivolge per la prima volta alla folla dei fedeli con un inaspettato “buonasera”, che si muove in metropolitana e non ha ancora un autista ci dà grandi speranze. da gesuita qual è esperto di scienza dell’ educazione, per la valorizzazione della pedagogia degli oppressi, il cui più importante teorico è il brasiliano Paulo Fretre.



Mi piace l’articolo di Donatella Donati e mi intriga la chiusura. E’ esagerato dire che con Papa Francesco tutto non sarà più come prima? Che la “fede nel mistero” verrà sostituita dalla “scienza dello spirito”?
Siamo ormai alla rivoluzione-evoluzione nella Chiesa, come nel Parlamento Italiano, con l’avvento del Movimento 5 Stelle. Tutto scenderà sulla base e dalla base tutto arriverà al vertice.
Speriamo che Papa Francesco possa portare a compimento la sua rivoluzione-evoluzione. Non è più tempo di pugnali e veleni, ma non si sa mai…
Da buon agnostico penso: …forse la Chiesa , che con i suoi massimi teologhi si lamenta della secolarizzazione e altre cavolate,invece di predicare bene e razzolare molto male deve dare solo il buon esempio. Credo che questa sia la vera CATECHESI