Al via il ‘progetto Appennino’, fondi per un milione e 250mila euro
Il presidente della Regione Gian Mario Spacca annuncia la sperimentazione "' E' una possibilità per far fronte all'emergenza occupazionale"
”Favorire l’accesso al lavoro nell’ambito della forestazione, della difesa del suolo e della manutenzione del verde rappresenta una efficace risposta alla crisi occupazionale e alla fragilità dei sistemi economico-sociali montani. Si rilanciano così questi settori che sono strategici per il riequilibrio territoriale, per lo sviluppo del turismo e per la tutela ambientale, anche contro il rischio del cambiamento climatico”. Lo ha detto il presidente della Regione Gian Mario Spacca annunciando la sperimentazione del ‘‘Progetto Appennino” con la definizione delle linee di indirizzo per la presentazione di progetti da parte delle Amministrazioni provinciali ha preso il via nelle Marche. Lo stabilisce una delibera di Giunta, in attuazione dell’articolo 26 della legge regionale 31 del 2009: il Progetto Appennino verrà avviato individuando i progetti pilota da attivare nei territori montani. I fondi stanziati dalla Regione per questa iniziativa ammontano a 1 milione e 250 mila euro. ”Il Progetto – ha aggiunto Spacca – rappresenta l’attuazione degli impegni assunti dalla Regione con la firma della Carta di Fonte Avellana e costituisce un programma di interventi nell’Appennino marchigiano che coinvolge, oltre alla Regione, le Comunità montane, i Comuni, i Centri per l’impiego, l’orientamento e la formazione e le Cooperative forestali. Tra le finalità del progetto, dare continuità nel tempo e nel territorio alle attività di manutenzione, recupero e salvaguardia, miglioramento, valorizzazione e messa in sicurezza del patrimonio forestale e naturale attraverso un’occupazione stabile delle maestranze che già lavorano nel settore così da garantire anche il presidio del territorio e la residenza nelle aree rurali e montane. E’ una possibilità per far fronte all’emergenza occupazionale individuando interventi organici in grado di offrire garanzie lavorative ai lavoratori in mobilità e in cassa integrazione delle aziende del territorio da reimpiegare nel campo della difesa del suolo.”
