Accoltellata al settimo mese di gravidanza
La ventisettenne simulò l’aggressione
MACERATA - Dopo mesi di indagini i carabinieri hanno denunciato la donna per aborto auto procurato, simulazione di reato e reato continuato. Avrebbe ucciso il feto che aveva in grembo con delle grosse forbici
Una delle vicende più terribili che ha colpito la nostra provincia lo scorso anno sembra essere giunta ad un prologo ancora più drammatico e inaccettabile di quanto non lo fosse già finora. Il 17 novembre scorso una ballerina rumena di 27 anni chiamò il 112 dalla sua abitazione di Piediripa, chiedendo disperatamente aiuto (leggi l’articolo). La giovane, al settimo mese di gravidanza, dichiarò di essere stata aggredita ma dopo mesi di indagini sul tentato omicidio, la conclusione alla quale sono giunti i carabinieri è che la donna avrebbe fatto tutto da sola e con un paio di grosse forbici si sarebbe inferta diversi colpi al torace, tra cui quello mortale per il feto.
Nella notte del 17 novembre, i carabinieri la trovarono esanime all’esterno dell’abitazione sul marciapiede di fronte ad una chiesa, ferita da coltellate multiple al torace di cui una più profonda all’addome le aveva lacerato gravemente l’intestino. La donna fu ricoverata d’urgenza all’Ospedale di Macerata dove fu sottoposta a un intervento chirurgico disperato, nel corso del quale fu appurato che il colpo subito aveva comportato una ferita mortale al capo del piccolo feto che aveva in grembo. La ragazza fu ricoverata in prognosi riservata, per poi essere dimessa dopo un lungo ricovero
Le indagini, concluse il 4 marzo dopo circa 3 mesi di accertamenti, hanno evidenziato la responsabilità della 27enne, ritenuta responsabile dei reati di aborto auto procurato, simulazione di reato e reato continuato. Sono infatti emersi nei suoi confronti indizi di colpevolezza scaturiti dalle indagini svolte in esito agli accertamenti tecnici operati sul posto: non ci sono tracce di un’altra persona sulla scena del crimine, né segni di effrazione ma è stata recuperata una grossa forbice, presunta arma del delitto. Esito negativo dai riscontri avuti dai carabinieri in esito ai rilevi tecnici biologici e ai risultati degli esami medico legali. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Macerata sono tutt’ora in corso negli ambienti dei nightclub sia in quello delle amicizie della donna sia in quello del suo passato in Romania, al fine di chiarire se non vi sia stato nell’efferato fatto di sangue l’indiretto coinvolgimento di qualcun’altro.