Onde alte tre metri sulla costa,
danni e allagamenti
MALTEMPO - La più colpita Porto Potenza, distrutte le vetrate di alcuni chalet di Porto Recanati
Il maltempo era stato annunciato e lungo la costa maceratese si è fatto sentire con l’urlo del mare. Le onde, infatti, si sono infrante per oltre dodici ore con la loro potenza sul litorale allagando tratti di strade e mettendo ancora a rischio gli stabilimenti balneari. La più colpita, questa volta, la costa di Porto Potenza, con difficoltà ai residenti e ristoratori della zona a confine con Civitanova, il Lidobello. Il pontino Spinaci, davanti al ristorante L’Approdo, si è nuovamente allagato e in alcuni tratti viale Gramsci ha sofferto la pioggia della nottata. Tutto il piazzale del ristorante la Lancetta, poi, si è allagato a causa del mare, del cattivo deflusso dei tubi sistemanti per ovviare a questi problemi e alle precipitazioni. Ancora una volta l’attività commerciale subisce il maltempo senza poter fare nulla. Complicazioni anche per lo chalet La Rosa dei Venti che per tutta la notte e l’intera mattinata fino al primo pomeriggio ha subito la forza dei marosi senza che i sacchi di sabbia e le altre protezioni potessero far nulla perché in parte insabbiate per proteggere il locale di Francesco Zampa, ormai sfiduciato e <pronto ad abbandonare l’attività> dopo oltre 25 anni di lavoro e tanti investimenti.
Le onde alte quasi tre metri, però, hanno creato disagi anche lungo la costa porto recanatese. Sul lungomare Lepanto, in crisi nel passato, le barriere davanti lo chalet Panetti e al Circolo della vela hanno tenuto senza far arrivare le onde sulla passeggiata come già successo, ma allo chalet Paola altre vetrate si sono infrante sotto i colpi del mare. All’estremo nord, a Scossicci, dalle parti del ristorante Bebo’s le onde sono arrivate vicino alla strada lasciando e scoprendo ancora le fondamenta del ristorante. Detriti, acqua accumulata e sabbia, invece, davanti gli chalet della costa di Santa Maria in Potenza, bersagliati dalla mareggiata. Il sottopasso pedonale davanti uno degli ingressi della Rotonda di Enzo Pandolfi è allagato e le onde sono passate anche dalla spiaggia fino ad arrivare in strada, quasi davanti lo chalet Mauro. Qui, invece, il mare si infrange paurosamente contro i sacchi di sabbia messi a protezione del ristorante, aperto al pubblico, di Mauro Antognini e della sua famiglia, superandoli e ricadendo sotto le palafitte su cui in parte poggia. Meno rischi, invece, per La Rotonda, ora chiusa e difesa da pannelli di cemento e altri di legno. Allo chalet Masaya, poco più a sud, il mare non è abbastanza potente per arrivare sulle vetrate del locale, si è già mangiato terrazza e parti di cemento nell’ultima mareggiata, ma qualche pezzo continua a cadere in mare.







Ormai è la regola. Mareggiata, operatori balneari che si stracciano le vesti per ottenere un ripascimento, gli enti locali sperperano soldi pubblici per riportare camion e camion di breccia prelevata dalle montagne, arriva una nuova mareggiata e siamo punto e accapo.
L’innalzamento delle acque è ormai un fatto assodato, non si può combattere contro il mare che avanza, ma bisognerebbe iniziare a lasciare libere le fasce prossime al litorale per avere margini di manovra quando il mare avrà cancellato le coste attuali.
Sarò cinico, ma questi operatori balneari non hanno la mia simpatia. La lotta contro la scadenza delle concessioni è una chiara violazione al diritto di tutti (il bene demaniale è anche mio).
mare assassino e distruttore o stupidità umana?
Il problema è il seguente: la politica come al solito ha sbagliato, sono state date delle concessioni che non potevano essere date, è stato costruito dove non si poteva, poi ci lamentiamo degli alluvioni del mare, ecc… ma se tu costruisci sul letto di un fiume cosa ti aspetti? Ora però ci sono molti piccoli imprenditori che hanno investito sul proprio chalet, magari incosapevoli di certi pericoli (mica sono dei tecnici), ovvero se un Comune mi da un concessione che io pago, penso pure che ci siano tutti i presupposti perchè il mare non mi si porti via lo chalet. Allora iniziamo a prendere tutti quegli assessori, sidanci funzionari pubblici e facciamo a loro risarcire i danni, perchè ovviamente io come privato cittadino mi sono rotto le scatole di pagare per i danni che hanno fatto in passato