Contributo per le famiglie in difficoltà, exploit di richieste
PORTO RECANATI - Sono più di 170 coloro che hanno presentato una domanda per l'accesso al bando del Comune
di Stefano Palanca
Contributo straordinario di 50.000 euro ai lavoratori e alle famiglie di Porto Recanati in difficoltà economiche: oltre 170 domande. Sono almeno centosettanta, ma è solo una stima approssimata, le domande arrivate in Comune per il bando di concorso scaduto giovedì sera e rivolto a quanti hanno perso il lavoro o che si trovano in condizioni economiche particolari. Ogni famiglia, infatti, potrà ricevere un massimo di 500 euro per far fronte alle spese immediate, come le bollette, se uno dei componenti ha perso il lavoro nel 2012. . Il Bando per l’accesso ai benefici comunali a sostegno delle persone e famiglie – Fondo 2012, infatti, è rimasto aperto un mese e era destinato a quanti hanno un reddito Isee riferito al 2011 di 10.500 euro ma che, nel frattempo, hanno perso la loro fonte di sostentamento.
La crisi, infatti, ha toccato anche la punta di diamante del turismo maceratese e le domande pervenute all’Ufficio Servizi Sociali lo dimostrano ampiamente. Nella tarda mattinata, infatti, a una prima conta i moduli con gli allegati richiesti e le ulteriori certificazioni erano ben oltre 170. Il bando, rivolto a famiglie in difficoltà, aveva infatti come presupposto il reddito rimodulabile in funzione del cambiamento di condizione economica familiare. In soldoni, l’eventualità della perdita del lavoro all’interno di un nucleo familiare.
Ora, però, inizia la seconda fase, quella di valutazione delle domande. . Tra i criteri di rivalutazione, infatti, ci sarà la perdita del lavoro senza indennità, con mobilità in deroga, con disoccupazione ordinaria o a requisiti ridotti, con indennità di mobilità o a lavoratori autonomi che hanno cessato l’attività da più di due mesi. Tra le priorità per accedere al finanziamento di massimo 500 euro del fondo comunale di 50.000 euro totali ci sono invece la proprietà della prima casa nel territorio, la presenza nel nucleo familiare di una persona autosufficiente a carico e la residenza a Porto Recanati da almeno 10 anni.
I tre faldoni che spiccavano sulle scrivanie dell’ultimo piano di palazzo Volpini dimostrano che anche la città della riviera non è più un’oasi felice e piena di prosperità. Lungo il corso Matteotti e in qualche via interna, infatti, è vero che sono nate nuove attività commerciali ma è pur vero che molte hanno abbassato la saracinesca e altre soffrono gli affitti elevati e le spese più attente dei loro clienti. Nella zona industriale di Santa Maria in Potenza anche qualche attività sta subendo i contraccolpi della crisi mentre altre, come la Sialp, hanno chiuso i battenti.

perchè meravigliarsi siamo entrati in un baratro;quello che da fastidio è che non esistono ammortizzatori sociali per chi ha perso il lavoro da più di un anno,ne x le famiglie in difficoltà devoluti dallo STATO o dalla comunita EUROPEA fino ad ora solo comuni e provincie sono riusciti a dare pochi spiccioli ai meno indigenti
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