Ma l’IMUrtè…

DAVOLI A MERENDA - I "normali" imprevisti di bilancio
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di Filippo Davoli

Chiunque ritenga che Macerata sia una città noiosa è quanto meno un grosso ingrato: è invece una città con un sacco di attività teatrali; è una città piena di eventi che si susseguono uno dopo l’altro, uno dentro l’altro, a tamburo battente; ovviamente hanno un costo (per gli attori principali e anche per quelli secondari, poi per tutto il personale di scena), ma sono così divertenti a volte – e così tragici certe altre volte – che risultano soldi ben spesi: oltretutto la compagnia stabile della città non fa pagare il biglietto all’ingresso del teatro.
Ce ne sono molte, in Italia, di codeste compagnie teatrali. La nostra, tuttavia, non ha da invidiare niente a nessuna delle altre. Si chiama “Una Nuova Storia”. Ama andare a canovaccio (vero e proprio teatro dell’arte…), e nonostante le innumerevoli prove, quando è ora di andare in scena non rinuncia a colpi di scena e variazioni del soggetto. Sono così bravi, i protagonisti, che ce li invidiano i migliori rappresentanti del Teatro d’Improvvisazione, cercando come possono di carpirne i segreti. Ma attenzione: non c’è trucco e non c’è inganno. I nostri teatranti sono proprio così. Tanto che, con tempestività degna di nota, nonostante reduci da un successo come “Un tuffo dove l’acqua è più blu”, il capocomico ha fatto sapere di essere pronto ad andare in scena entro la fine del mese con un nuovo allestimento, intitolato “Lezioni di ripiano”.

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A questo punto dell’articolo bisognerebbe dire “Signore e signori, abbiamo scherzato”. Io però non posso dirlo, in quanto – a parte le metafore più o meno calzanti – il teatrino del nostro consiglio comunale assomiglia molto al raccontino brevissimo di cui all’asterisco precedente. Come ormai tutti sapranno, risulta che nel bilancio comunale è apparso un buchino bucone che ammonterebbe a milleduecentomila euro (secondo alcuni) oppure a “soli” settecentocinquantamila euro (secondo altri). Secondo il Sig. Sindaco, si tratta di una situazione normale. Ma che dico normale: normalissima!, non ha senso tutto questo polverone per un infimo miliarduccio e mezzo di vecchie lire, che viene a mancare nelle casse comunali! Sono cose che succedono (figurarsi…), basta metterci una pezza, una qualunque. Dunque, vediamo un po’… dove potremmo andare a cercarli, questi soldini? Uhm…

IMUNOPOLI

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Il povero articolista – io, cioè – sente il peso di una concorrenza spietata: un tempo ero io a fare piccole o grandi ironie, servendomi anche di quello strumento efficace che sono i fotomontaggi, ma adesso? Mi sento superato, oserei dire falcidiato dall’insuperabile inventiva di questa amministrazione. Concorrenza spietata, dicevo: io da solo contro gli attori protagonisti supportati dal coro. Non è giusto, non si fa così. È una lotta impari, già stravinta da loro, che non accenna a fornire spazi anche minimi di intervento per rilanciare: ne finiscono una e già son pronti con la successiva. Mi rassegno ad alzare bandiera bianca. Ma come faranno ad essere così tempestivi?

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Prendi il caso di quest’ultima vicenda: il bilancio previsionale l’hanno votato a luglio. Sì, luglio 2012, non il “luglio col bene che ti voglio” che cantava cinquant’anni fa Riccardo Del Turco (porca miseria, sono già passati cinquant’anni…). Dicevamo: l’hanno votato a luglio, l’hanno approvato a luglio, con tutte le loro manine ben alzate, festose, felici… e non si sono accorti che c’era una voragine di quella specie? Ma come è possibile?? Come ci sono riusciti??
Poi, una settimana fa, eccoli nuovamente in municipio coi loro gagliardetti migliori a festeggiare finalmente l’approvazione d’indirizzo del polo natatorio.
(Chiedo a mia zia: ma noi, col mutuo, che stiamo pagando, allora? Abbiamo sbagliato indirizzo? Perdindirindina, ma non ce l’avevamo il navigatore?
Replica: – Certo che no, non abbiamo mica la barca per navigare! Non stiamo mica al mare! Anzi, non abbiamo nemmeno la piscina!
Ammetto: – In effetti… ).

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Intanto, ecco che arrivano i consiglieri, pronti a rilasciare dichiarazioni: capigruppo più contenti da una parte, capogruppi meno soddisfatti da un’altra parte, “privati sì privati no” (par di veder piovere sul tetto del municipio, a mo’ di Mary Poppins, Elio e le Storie tese – qui tesissime… – che intona “Italia sì Italia no” con le parole cambiate). Beh, insomma, il senso definitivo è: 1. tenere in equilibrio commerciale e sportivo, 2. pagare in metrature (se non ho capito male) quel famoso milione e mezzo della “geologic surprise” (è come la “spending review”: in inglese fa più fico…) e 3. dritti alla meta (no, il baseball non c’entra. O almeno credo…).

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Ora: qualcuno vorrebbe farci credere che qualcun altro non sapeva, una settimana fa, che era in arrivo il “mancamento” (che è uno svenimento, ma solo per noi cittadini: per loro amministratori e dirigenti è una cosa normalissima, come dice il sindaco… )? Nessuno si era accorto che mancava all’appello quella discreta sommetta?
Ma questo è un insospettabile coup de theatre! Una genialata gigantesca (Devo proprio rassegnarmi: non c’è fantasia che possa competere, con una concorrenza così)!

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Tuttavia, se non ricordo male, qualche tempo fa alcuni si chiedevano come mai non fosse stato ancora richiesto ad una nota azienda il milione di euro che doveva al nostro Comune. Al che, il povero personaggio in cerca d’autore che sono diventato vorrebbe chiedere:
se davvero ce li dovevano e non ce li hanno ancora ridati, non se ne può sollecitare la restituzione, anche a fronte di questo… normalissimo imprevisto (però, che bell’ossimoro!…)?
O solo nelle tasche degli altri cittadini si può andare a battere cassa?



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