“Se Macerata si salva,
noi ci autosospendiamo”

L'assemblea provinciale del Pd di Fermo ha approvato una serie di misure di protesta contro la proposta di riordino del Cal Marche
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Samuele Biondi, segretario del Pd Fermo

La proposta di riordino delle Province che, votata dal Consiglio delle Autonomie Locali (leggi l’articolo), sarà  presa in esame domani dalla Commissione Affari Istituzionali della Regione Marche, non piace al Pd di Fermo. La divisione del territorio in quattro Province non stravolgerebbe l’attuale assetto ma comporterebbe l’accorpamento di Ascoli e Fermo, la cui provincia è nata non più di qualche anno fa. Sindaci, assessori e consiglieri provinciali del Pd del Fermano però non criticano la necessità dell’accorpamento con Fermo dettata dal Cal quanto piuttosto l’asse, che secondo loro si sarebbe creato, tra Ancona, Ascoli e Pesaro.
Sono perciò pronti ad autosospendersi dal partito perchè il Consiglio delle autonomie locali ha proposto l’accorpamento della Provincia di Fermo con quella di Ascoli Piceno e salvando invece Macerata. La protesta, clamorosa, è annunciata da un ordine del giorno approvato dall’assemblea provinciale del Pd di Fermo che si è svolta ieri pomeriggio. Le misure previste sono la costituzione di un gruppo autonomo degli eletti del Pd nella Provincia di Fermo, il congelamento della iscrizione al partito dei sindaci e degli assessori del Pd di tutto il territorio provinciale (il sindaco di Fermo, con i suoi assessori, quelli provinciali e il sindaco di Porto San Giorgio hanno già aderito). La stessa direzione provinciale propone una autosospensione dalle attività dell’esecutivo provinciale.



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