Agricoltura e tradizione
contro la criminalità

Riflessioni dopo il duplice omicidio di Montelupone

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piero-giustozziSul terribile delitto di Montelupone riceviamo e  pubblichiamo l’intervento del nostro lettore  Piero Giustozzi, pensionato, che ha  vissuto gli anni della giovinezza nel borgo maceratese:

“La tragica ed assurda fine dei coniugi Marconi, nella campagna di Montelupone, ci costringe ad alcune considerazioni sull’attuale stato sociale della comunità e della tutela del suo territorio, omettendo di commentare il fatto delittuoso. Montelupone giustamente è considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Un piccolo Comune da moltissimi anni governato da una classe politica capace ed onesta. Le attuali condizioni sociali ed economiche, in presenza di una crisi recessiva di vasta portata, colpiscono pesantemente la popolazione autoctona e gli immigrati. Si sono così create situazioni nuove, che richiedono un diverso impegno politico da parte di tutte le Istituzioni.

Che tutto non andasse per il verso giusto nella comunità di Montelupone si era già avvertito a causa dei diversi furti, più o meno gravi, verificatesi sia in paese che in campagna, a danno soprattutto di persone anziane sole (leggi l’articolo). Di ciò sono fedele testimone, avendo mia madre vissuto fino ad aprile 2011 in una casetta rurale nella zona di San Firmano. Questa situazione non può essere imputata esclusivamente alla scarsa efficacia della sorveglianza ed azione protettiva delle forze dell’Ordine.

Il territorio di Montelupone  nei versanti verso l’Asola e il fiume Potenza ha terreni collinari e scoscesi, sufficientemente coltivati, con casolari sparsi, soltanto in parte abitati da agricoltori anziani ed immigrati. Una stessa situazione si riscontra nei terreni della pianura attorno all’abbazia di San Firmano, sebbene siano coltivati in maniera più intensiva. Gran parte di essi appartengono alle Opere Laiche Lauretane, ente pubblico del tutto inutile, privo di qualsiasi rilevanza sociale ed economica. Questi terreni dovevano e devono essere dati a coltivatori, possibilmente giovani, facilitandone l’acquisto con mutui a lungo termine e a tassi agevolati, sì da creare aziende agricole moderne di stampo europeo. Il degrado del territorio agricolo non si sconfigge con la green economy, una buffonata, concepita da esponenti di spicco della nostra regione, per creare centrali biogas al solo scopo di facilitare i soliti amici-compagni, procacciatori di fondi perduti. Ben altra cosa è il modello agricolo dei paesi più sviluppati in Europa, che ci converrà seguire, persistendo la recessione economica, che, statene certi, durerà alcuni anni.

Quel che certamente, in ogni caso, va perseguito è un maggior  presidio del territorio e nuove forme di agricoltura sostenibile. In qualche modo, il degrado ed abbandono del territorio agricolo si riconnette agli immigrati, che vivono in alcuni casolari rurali. Se è vero, come è vero, che molti di loro sono sempre stati ben accolti dalla comunità monteluponese e la maggior parte si è inserita proficuamente ed integrata nel tessuto sociale, è pur vero che una minima parte di essi vive sbandata, di espedienti e commettendo reati. Occorre essere franchi. O lo Stato si fa carico di questi ultimi o quelli che sono senza permesso di soggiorno, senza lavoro e delinquono  vanno rispediti al loro Paese. Giova rammentare che in Italia vige un regime  pseudo democratico. Alcune caste, non soltanto quelle politiche, possono rubare legalmente e liberamente, vantarsene anche, mentre la popolazione vive di scarsi redditi, di precarietà e disoccupazione.  E’ preferibile un governo forte, se capace di fare le necessarie riforme, che ridiano dignità e giustizia al cittadino e pongano fine ad ogni forma di  lassismo e di permissione.

Mi piace dire ai giovani che, negli anni immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, a governare il comune di Montelupone andarono soprattutto contadini, persone oneste, che sebbene non erudite, seppero amministrare con saggezza, facendo gli interessi della comunità, realizzando compiutamente la vera Democrazia. Fatto questo rivoluzionario. Infatti, nei secoli passati il Comune era stato sempre governato da notabili e possidenti.  Ciò serva da monito per l’attuale classe politica sia regionale che nazionale.

In questo momento storico difficile, segnato dal crescente degrado sociale e politico, bisogna che i responsabili delle Istituzioni assumano drastiche decisioni, per assicurare ai cittadini tranquillità di vita, iniziando con il non demandare soltanto al comune di Montelupone il compito di risolvere i problemi di sussistenza ed educazione dei figli del giovane disgraziato, autore del terribile misfatto.”


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