Barricate all’Helvia Recina
per Maceratese-Civitanovese

VERSO IL DERBY - Allo stadio spuntano blocchi di cemento, ma la gradinata difficilmente aprirà. La prevendita per la curva è bloccata: i 550 tagliandi sono già terminati. Domani la risposta definitiva dalla Commissione comunale
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L’ingresso della gradinata riservato ai locali

 

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I blocchi di cemento dividono il settore cuscinetto dall’ingresso della gradinata per i locali

 

 

di Filippo Ciccarelli

La gradinata dell’Helvia Recina non aprirà per il derby. E’ questa, allo stato attuale, la situazione in vista della partita di domenica che si svolgerà tra Maceratese e Civitanovese, tornate a confrontarsi in campionato dopo anni di lontananza calcistica. Nonostante il settore-cuscinetto che si trova al centro della gradinata, la Maceratese non è autorizzata a sistemare i suoi tifosi nel lato  destro (guardandolo dalla tribuna) del settore stesso. Perché, dalla parte opposta, ci sarebbero quelli della Civitanovese, e nonostante la massiccia presenza di forze dell’ordine e lo spazio fisico delimitato dalle cancellate, i responsabili dell’ordine pubblico sono orientati a concedere solamente la curva per il tifo locale. Ma i biglietti, acquistabili solamente in prevendita, sono già esauriti per la curva; quindi la società biancorossa è stata costretta a fermare, momentaneamente, la vendita dei tagliandi. Un danno doppio, dato che domenica i botteghini saranno chiusi. Domani ci sarà la commissione comunale che delibererà in maniera definitiva sulla questione; ma al momento le speranze per i tifosi biancorossi di poter assistere al match dalla gradinata (in una posizione

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Il “muro” serve ad evitare il contatto visivo tra le tifoserie

migliore e con più spazio a disposizione) sembra ridotta.
Allo stadio, intanto, hanno fatto la propria comparsa 34 blocchi di cemento armato, alti circa un paio di metri, che dovrebbero – in caso di apertura della gradinata ai supporter biancorossi – fare da vero e proprio “schermo” tra le opposte tifoserie. Non una barriera fisica, perché c’è già diverso spazio, delimitato da cancellate e presidiato dagli agenti, a separare le due tifoserie, ma una sorta di “paravento” che, impedendo la vista dei tifosi avversari, dovrebbe evitare situazioni di pericolo. Una scelta che appare francamente eccessiva, per un derby di serie D disputato in un paese regolato dallo stato di diritto. Sia gli amanti del calcio che quelli indifferenti a questo sport sono chiamati ad una riflessione: che messaggio viene dato, alzando in fretta e furia barricate di cemento, riguardo al movimento calcistico e a chi frequenta gli stadi in Italia? Lo stato non è in grado di tutelare l’incolumità dei cittadini ed il rispetto del vivere civile usando gli strumenti a disposizione e le leggi in materia? E’ utile trattare chi va a vedere una partita alla stregua di un cane che, vedendo un gatto, potrebbe abbaiare e corrergli dietro? Alcuni tifosi,

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Il settore centrale, diviso da inferriate e cancelli, dovrebbe essere presidiato dalle forze dell’ordine e fare da cuscinetto

purtroppo, non forniscono una buona immagine al movimento calcistico; lo scorso sabato, per esempio, ci sono stati scontri tra sostenitori dell’Ancona e della Jesina (squadre che militano nello stesso girone di Maceratese e Civitanovese). Per questo motivo è stato deciso di mettere sotto osservazione la condotta dei tifosi dell’Ancona, insieme al blocco delle trasferte per i supporter dorici, adottando una decisione che colpisce, anche chi va allo stadio per vedere la partita, per sostenere – pure con cori e sfottò, ma non necessariamente con la violenza – la propria squadra. Si tratta, giova ricordarlo, di una minoranza; a Macerata sono attese migliaia di sportivi che attendono il derby con un sano spirito di rivalità, ma non di odio. La militarizzazione degli stadi, la necessità di erigere in fretta e furia nuovi divisori, il filo spinato, la viabilità stravolta con il percorso ad ostacoli per raggiungere il luogo dell’incontro, addirittura un muro costruito come nelle zone di guerra non fanno solamente perdere la voglia a chi vuole godersi 90 minuti di partita. Sono misure percepite come fuori posto nella realtà maceratese, evidentemente “isola felice” a giorni alterni; è un messaggio di dominio del tifoso-teppista che va contenuto, perché ha in mano il pallino della situazione, perché comanda all’interno dello stadio. Mentre la Maceratese attende di conoscere, entro il primo pomeriggio di domani, la decisione definitiva sui settori che

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La gradinata

saranno aperti per il derby, a Civitanova continua la prevendita dei tagliandi; gli ospiti hanno acquistato circa 300 biglietti, la prevendita scadrà alle ore 19 di sabato prossimo.

(Foto Cronache Maceratesi – Vietata la riproduzione) 

 

 

 

 

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L’ingresso della gradinata riservato ai tifosi ospiti, visto dallo spazio neutro

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La curva dell’Helvia Recina



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