“Dovevo partire, ma il volo non è riprotetto”
Disagi a valanga per il crac Windjet

La tolentinate Mila Tchernii, che ha la famiglia in Ucraina dove manca da 3 anni, denuncia i disservizi e l'abbandono da parte delle autorità competenti: "il call center non risponde e succhia solo soldi". All'aeroporto di Kiev non sapevano nulla della situazione ed aspettavano regolarmente l'aereo
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windjet-aereodi Filippo Ciccarelli

E’ possibile che una compagnia aerea italiana fallisca, con tanto di divieto di volo, e che negli aeroporti europei non ne sappiano nulla? Sì. A Kiev, per esempio, attendevano con gioia l’arrivo per il volo Windjet che sarebbe dovuto partire domani poco dopo le 9 da Rimini.  Purtroppo però quel volo non partirà; al momento non è stato riprotetto da un’altra compagnia. Questo vuol dire che nemmeno pagando un sovrapprezzo (stimato intorno a 85 euro per i voli nazionali, cifra che può arrivare a 250 per quelli internazionali) c’è la possibilità di raggiungere la destinazione prenotata, in alcuni casi con mesi di anticipo, in altri a ridosso del mese di agosto quando è esploso il caso Windket. A spiegare la situazione è Mila Tchernii, ucraina di nascita e residente a Tolentino da anni, che dopo il nostro servizio (leggi l’articolo) ha deciso di raccontare il suo calvario:
“Da una settimana non abbiamo informazioni. Prima dicono che ci riproteggono, poi no. A Kiev non sanno nulla, addirittura mia madre ha chiamato l’aeroporto ed ha scoperto che il personale non è stato nemmeno avvisato dell’annullamento dei voli”.

Non è possibile volare anche con un sovrapprezzo?
“No, perché Alitalia ci ha detto che non c’è modo di avere un volo Rimini-Kiev, nemmeno pagando l’extra di 250 euro. Ci hanno risposto che gli dispiaceva, ma che avremmo dovuto acquistare un biglietto a prezzo pieno. Ho cercato su internet, e un biglietto di sola andata, da Roma, costa 300 euro. Da Rimini proprio non partono verso la capitale ucraina”.

Quando ha prenotato e quanto ha pagato per il suo viaggio?
“Ho pagato il biglietto per andata e ritorno il 16 luglio scorso; immagino che Enac, Alitalia, Windjet sapessero già della situazione, ma nessuno mi ha avvertito. Ho pagato 370 euro e non ho nemmeno una garanzia. Il mio compagno, che ha pagato un biglietto di sola andata, ha speso altri 169 euro”.

Ha provato a chiamare il call center Windjet?
“Certo, non rispondono mai. Però costa oltre un euro al minuto, non i 96 centesimi che indicano: mi ha solo mangiato un sacco di soldi. Ho chiamato l’Enac al numero verde, ma dopo tre squilli diventa occupato. E sono tre giorni che provo ininterrottamente. Da una settimana non abbiamo alcun tipo di informazione. Vorrei sapere poi perché Mosca e San Pietroburgo hanno il volo riprotetto e Kiev no. Manco da casa da tre anni, può immaginare quanto mi stiano aspettando, e al momento non potrò partire “.

Cosa farà adesso?
“Proprio non lo so. Dall’aeroporto di Rimini stanno tentando in extremis un accordo con un’altra compagnia diretta a Kiev, forse c’è una speranza sempre con centinaia di euro di sovrapprezzo da pagare. Ma non lo saprò prima di stanotte, quando dovrei essere in viaggio per arrivare all’aeroporto! Al momento non so nemmeno se, quando, da dove e a che prezzo partirò”.



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