Ombrelloni chiusi, sale la protesta

Bolkestein: massiccia adesione dei bagnini lungo la costa maceratese
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di Stefano Palanca

Protesta contro la Bolkestein: ombrelloni chiusi fino alle 11 e bandiere a mezz’asta anche nei Comuni (leggi l’articolo). Non hanno incrociato le braccia ma si sono dovuti scusare cercando di convincere i loro clienti i bagnini della costa che stamattina hanno aperto gli ombrelloni tra le 10 e le 11. A mezz’asta pure le bandiere dei comuni della costa come Luciano Monticelli, sindaco di Pineto nel teramano e delegato al Demanio per l’Anci dei Comuni, aveva proposto. “Siamo solidali coi nostri operatori e vogliamo difendere la tipicità delle attività balneari, ma non dimentichiamo le concessioni del porto” dice il sindaco di Civitanova Tommaso Corvatta. Stessa cosa per il sindaco Rosalba Ubaldi di Porto Recanati: “Aderiamo alla protesta per far sentire la nostra voce”. Allineato anche Sergio Paolucci di Potenza Picena: “Non disperdiamo questo patrimonio creato negli anni”. Gli chalet, quindi, questa mattina hanno tenuto chiusi gli ombrelloni finché hanno potuto e i bagnini magari hanno dovuto scherzare coi clienti, offrendo caffè e spiegando i motivi della protesta: la direttiva europea Bolkestein che prevede le concessioni demaniali all’asta nel 2015. Claudio Pini della Sib-Confcommercio e dell’Abat oggi sperava in una massiccia adesione e può ritenersi soddisfatto.

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Gianluca Battistelli

“Se riuscivamo a fare una media dell’80% era già buono ma così è ancor meglio” spiega euforico Pini “Dopo le 10 abbiamo mollato, era naturale con bimbi e anziani, ma sono soddisfatto. E’ andata benissimo, oltre il 90% chiusi tranne i due lidi istituzionali, bene Porto Potenza e abbastanza bene Porto Recanati. Ci dovranno ascoltare perché anche in Romagna e Abruzzo siamo su questi livelli”. L’ultimo incontro col Governo era avvenuto il 23 febbraio scorso e da quel giorno nessuna buona nuova e sono rimasti solo cinque mesi per salvare il salvabile. Soddisfatto anche il presidente dei bagnini l’Ancora di Porto Recanati Marco Dovesi: “La maggioranza doveva rimanere chiusa e così è stato, anzi, direi quasi tutti lo sono stati visto che su 52 concessioni una manciata sono rimaste aperte”. Tra queste anche il suo vecchio chalet ora in gestione a terzi. “Purtroppo ognuno fa le sue scelte: era stato avvertito e ha preferito non perdere i clienti” conclude Dovesi. In centro in pochi erano aperti. Gli 8 km di spiaggia, infatti, erano lunghi da tenere sott’occhio, i clienti duri da convincere e gli ombrelloni difficili da mantenere chiusi, soprattutto in due zone come l’area sud di Santa Maria in Potenza martoriata dalle mareggiate e Scossicci, prettamente turistica e con villaggi e residence alle spalle di molti chalet. I bagnini del comitato L’Unione fa la costa, infatti, hanno lavorato come se niente fosse, con l’arrivo della poca clientela della mattina e del giorno infrasettimanale. “No comment” sulla protesta e sulla loro mancata adesione. All’estremo nord, tra risate, lamentele, adesioni di bagnini e mancate partecipazioni, tutto è andato bene. Mauro Monina dell’Acapulco, ad esempio, si è salvato con la sua simpatia creando quasi uno show per i suoi clienti. “Gli ombrelloni sono rimasti incappucciati fino alle 11 e come la notte: la gente ha capito che se ci vogliono devono aiutarci e noi li tratteremo bene”.

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Giacomo Arbuatti

Serrati fino alle 11 pure da Andrea Marcelli del Barracuda, nel direttivo dell’Ancora di Porto Recanati e delegato alla Difesa della costa per l’Abat. “Siamo riusciti a mantenere chiuse le attrezzature e la gente è stata solidale con noi senza lamentarsi, un successo”. Più difficile al Lido sabbia d’Or di Giacomo Arbuatti con tante famiglie: “Coi campeggi e i residence non potevamo negare l’ombrellone ai bimbi, ma la gente ha capito”. Qualche difficoltà alla Baita ma le tre file chiuse hanno tenuto e la manifestazione simbolica c’è stata, un po’ meno da altri come da Massi che ha trovato la protesta controproducente e coi soli clienti a pagarne le spese. Stessa cosa o quasi da Gianluca Battistelli che si è discolpato: “Fino a quando ho potuto sono rimasti chiusi, ma poi è stato difficile per la clientela di anziani e famiglie: dopo le 10 abbiamo dovuto aprire”. Oltre a Civitanova, infatti, esperienza positiva anche a Porto Potenza come il presidente e suo vice Giuseppe Carbone conferma: “Uno solo aperto su tredici concessioni, un buon successo e un buon risultato”.

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Andrea Marcelli



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