Notturno Maceratese

La rivisitazione dei personaggi politici maceratesi (e non solo) attraverso i titoli dei film

- caricamento letture

davoli-a-merenda

 

di Filippo Davoli

Alcuni anni fa (ormai dovrei parlare di decenni, ma evito di farmi fare i conti anagrafici…) il maggior gusto estivo maceratese che avevamo era quello di restare a giocare a briscola e tresette sotto la Loggia dei Mercanti fino almeno alle quattro di notte, quando l’unico rumore possibile era quello – peraltro molto raro – di un’ala di piccione che segnalava uno spostamento da un tetto a un altro. Essendo felicemente affetto da randagismo notturno (e con una necessità naturale minima di recupero di sonno), le sere in cui gli amici non uscivano o andavano altrove mi prendevo il gusto di percorrere tutte le vie del centro in completa solitudine, parlottando con qualche gatto randagio come me, accarezzando i muri delle case, sbirciando la campagna in fondo ai vicoli che qua e là aprono sul panorama, e pensando: a me, alla mia storia (perché le piccole lotte con lo specchio sono sempre e comunque salutari), e poi agli altri, passati presenti e futuri, e quindi alla città. La nostra Macerata (dice: non eri fermano? Sì, di nascita. Beh? Che c’entra? Non si è capito ancora che il totem fermano mi serve per difendermi da una tristezza insanabile quando vedo come hanno ridotto Macerata?).

Canesin-Il-rabdomante

Alferio Canesin

*
In una notte estiva del 2012 in cui il mal di schiena mi ha risparmiato, ho riprovato l’escursione notturna fino all’alba. Nessuno si attenda un capovolgimento di emozioni: la città è ancora sé stessa, con tutte le sue segrete bellezze e meraviglie. I piccoli stupori sono intatti, nei muri delle case c’è qualche ragno in meno e qualche ristrutturazione in più, di gatti randagi molti meno (in centro c’è Manuela Tombesi che, oltre a organizzare il Barattolo con tenacia e sapienza, si prende cura di essi), gli slarghi sulla campagna sempre emozionanti. Anche stavolta ho pensato: prima allo specchio (è sempre una lotta, peraltro quotidiana), poi agli altri e alla città. È anche una bella occasione per pregare. Come gli ebrei, che portano la kippah in testa (quella che noi chiamiamo papalina) e che non è un vezzo o una tradizione esteriore del vestiario, ma il segno e il sigillo che sopra la testa ancorché geniale di ogni uomo c’è sempre Qualcun Altro.

 

 

Blunno-Carancini-Febbre-da-cavillo

Marco Blunno e Romano Carancini

*
Pare che in Arena ci sia un omaggio a Mario Del Monaco. Capisco punire Nazzareno Antinori per aver ardito assurgere a ruolo di direttore artistico, ma escluderlo dai festeggiamenti del suo maestro (e Mario Del Monaco considerava Antinori il suo erede naturale, come sanno bene i figli di Del Monaco) mi pare una smarronata: come se io organizzassi un omaggio a Remo Pagnanelli e non invitassi Guido Garufi; o un omaggio a Liviabella e non coinvolgessi la Scuola di Musica che ne ha onorato il nome; o un omaggio a Mons. Tarcisio Carboni e non invitassi Mons. Giuliodori. Oltretutto, si perde un’occasione per pacificarsi. Come a dire “guarda, abbiamo scelto un’altra strada per lo Sferisterio, ma sappiamo che comunque sei un grande artista e te lo dimostriamo con questo invito”.
Niente: l’oblio imposto, come purtroppo sa bene, in questa città, chi non fa parte delle cerchie elette, rimane sempre l’arma prediletta per rimuovere gli ostacoli. Peccato.

 

Ballesi-Ammazzali-tutti-e-torna-solo2-149x300

Giorgio Ballesi

*
La notte maceratese percorsa per strada suggerisce, a un certo punto, di alleggerire i brutti pensieri ricominciando il gioco dei titoli. Stavolta, però, col cinema. Magari la cara Fulvia Nabissi, che da tanto tempo arricchisce l’estate maceratese con un cartellone di film all’aperto degno di menzione, cercherà qualche produttore cinematografico disposto a finanziare remake come quelli che mi vengono in testa, chissà… Proviamo:

Alferio Canesin, in cerca di un terreno ulteriore su cui poter costruire la piscina, nella sofferta pellicola “Il rabdomante”.

Romano Carancini e Marco Blunno, tesi a difendere con ogni mezzo il Bilancio dagli emendamenti consiliari, in “Febbre da cavillo”.

Francesco Micheli, alle prese con le audizioni dei cantanti, nel film “Lilli e il vago bando”.

L’intera amministrazione, da due anni in qua, nel film “Bagnomaria”.

L’intero consiglio comunale nel thriller “La casa dalle finestre che ridono”.
Giunta-Bagnomaria

Il comitato per la statua di Padre Matteo Ricci ci riprova col cinema, nel film “Mission impossible”.

Il comitato per la statua della Massoneria interpreta “Mission impossible” 2, 3 e 4.

Mario Monti protagonista convincente in “Balle senza lupi”.

Graziano Pambianchi punta sul classico “Com’era verde la mia valle”.

Il mite e conciliante Romano Mari dà il meglio di sé in “Missione di pace”.

I consiglieri di maggioranza e opposizione, in rotta con la giunta, ne “La rivolta degli schiavi”.

Lo Sferisterio, travolto in quella che il suo direttore artistico definisce la “settimana santa laica precedente gli spettacoli”, in “The passion”.

Irene Manzi, impegnata in un atroce dilemma tra notti bianche rosse e verdi, in “La scelta di Sophie”.

I dirigenti comunali, ancora alle prese con gli incentivi, in “Ciliegine”.

Il comitato per il parcheggio di Rampa Zara interpreta con impegno “L’incredibile viaggio della tartaruga”.

Luciano Pantanetti va su un classico e reinterpreta il felliniano “La strada (Mattei-La Pieve)”.

Le ditte appaltatrici della piscina olimpionica, richiedenti tre milioni e mezzo di euro in più per iniziare i lavori, in “Una pura formalità”.

Manzi-La-scelta-di-Sophie

Irene Manzi

Giorgio Ballesi, stanco dell’immobilismo amministrativo, in “Ammazzali tutti e torna solo”.

Non può mancare Marco Guzzini, sempre alle prese col dilemma di apparire sulla stampa, in “Io sono lì”.

Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni, tra alleanze e dissociazioni, in “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”.

La cittadinanza maceratese, preparandosi al voto per il rinnovo del Consiglio comunale (ovviamente tra tre anni e non prima), in “E venne il giorno”.

***

La puntata precedente:

La rivisitazione dei personaggi politici maceratesi (e non solo) attraverso brani musicali (leggi l’articolo)

Rampa-Zara-Lincredibile-viaggio-della-tartaruga

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X