Anche Paoloni (Pd) critico sul nuovo centro commerciale di Corridonia

"Come mai non si rinnovano mai gli esistenti parchi commerciali o non si pensa mai all’ampliamento degli attuali?"
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Roberto-PaoloniDopo il segretario provinciale di Sel Esildo Candria (leggi l’articolo) anche Roberto Paoloni (membro assemblea provinciale del Partito Democratico) critica il nuovo centro commerciale di Corridonia:

“Un tempo la qualità della vita delle persone aveva parametri differenti rispetto a ora, il vivere assieme e in armonia con la città e la natura, le occasioni culturali, la qualità  dell’istruzione, una lettura di un buon libro, la visione di un bel film al cinema o il semplice fermarsi a parlare con un amico o conoscente era certamente un modo per renderci felici con noi stessi ma soprattutto con gli altri.

Un tempo il vivere bene in una città era sentirsi in armonia all’interno delle mura cittadine e nelle campagne limitrofe e con il paesaggio che ci circondava. Ora tutto sembra essere cambiato: la qualità della vita e il “blasone “di una città si misura in base al numero e alla grandezza dei grandi centri commerciali presenti.

Alla presenza delle autorità oggi è stato inaugurato (leggi l’articolo) l’ennesimo centro commerciale nel nostro territorio provinciale, il Corridomnia a poca distanza da un altro nella sponda opposta del fiume Chienti e di altri due a Tolentino.

corridomnia-01-300x196Comprendo che in un momento di crisi si possa credere che ogni costruzione vada bene perché tutto può servire far ripartire un’economia in grandissime difficoltà che si ripercuote sugli imprenditori e sui lavoratori, ma anche un ragionamento puramente consumistico e mi si lasci dire alquanto egoistico non può non tener conto di alcune scelte e priorità per il territorio.

Si è pertanto deciso per logiche puramente commerciale e speculative di costruire una struttura di 70.000 mq in una zona che vedeva la presenza di altre strutture simili, se pur non nel medesimo comune di Corridonia, in un luogo già molto antropizzato e con problematiche di natura logistica dettate dalla sua allocazione stessa, vista la sua vicinanza al fiume Chienti.

Si è scelto così di svuotare tonnellate di cemento vicino all’argine di un fiume, dimenticando così tutto ciò che è accaduto in quel territorio così fragile. Completamente trascurate le ultime alluvioni che hanno provocato enormi danni nella provincia maceratese sino alla richiesta dello stato di calamità, che hanno prodotto continue “transumanze” di sindaci e amministratori a protestare sotto le sedi istituzionali del Governo Italiano, che giustamente richiedevano dei fondi per risistemare il territorio e non l’inserimento di un’ennesima tassa sulla benzina per pagarci in sostanza da noi i danni.

La presenza di questa nuova struttura commerciale sarà anche certamente causa di ulteriore traffico in quel tratto di strada già notevolmente congestionato, provocando notevoli file all’ingresso e all’uscita della superstrada, senza parlare dell’aumento delle polveri derivanti da traffico veicolare.

Sul piano occupazionale certamente saranno nuovi posti di lavoro, senza però considerare quanti esercizi economici del territorio saranno costretti a chiudere nei vari centri storici rendendo così ancora più deserti e meno attrattivi sul piano turistico i nostri centri storici.

Faccio una domanda come mai non si rinnovano mai gli esistenti parchi commerciali o non si pensa mai all’ampliamento degli attuali? Faccio un esempio a Tolentino perché non si è rinnovato il vecchio centro commerciale magari aumentandolo di un piano se era possibile o se c’erano reali richieste di nuovi negozi? Forse perché le logiche della grande distribuzione e dell’edilizia sono più forti del buon senso?



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