Roberto Paoloni sul Cosmari: “Serve ancora un inceneritore in provincia?”
Da Roberto Paoloni, membro dell’assemblea provinciale del PD, riceviamo:
“Il presupposto di questa breve riflessione è che l’utilizzo dei sistemi d’incenerimento dei rifiuti è parte pregnante delle buone pratiche dettate dall’Unione Europea per lo smaltimento dei rifiuti, venendo anche preferito alle discariche. Ovviamente l’incenerimento deve essere però fatto utilizzando il principio delle BAT, in altre parole utilizzando le migliori tecnologie per la realizzazione e gestione dell’impianto.
Non è pertanto possibile essere contrari all’incenerimento in maniera “ideologica” ma è certamente giusto che la popolazione di un territorio ove sia presente un impianto d’incenerimento di rifiuti domandi che sia utilizzata la migliore tipologia di tecnologia adesso impiegabile e che siano usati le migliori modalità per la gestione dell’impianto e il massimo controllo delle emissioni provocate, facendo così grandissima attenzione alla salute dei cittadini.
La linea di incenerimento del COSMARI, per motivi strutturali ed anagrafici è da considerarsi alquanto obsoleta. La funzione principale della linea d’incenerimento non è la produzione di energia ma soprattutto la possibilità di smaltire oltre sessanta tonnellate giornaliere di rifiuti.
Certamente l’ aver avuto un inceneritore nel territorio maceratese per tanti anni ha contribuito a far in modo che meno materiale arrivasse in discarica e che pertanto le discariche presenti avessero una durata maggiore, per questo motivo si può dire che grazie alla presenza di questa tipologia di impianto si sono realizzate meno discariche rispetto a quelle che sarebbero servite se non avessimo avuto un inceneritore, ma ora è ancora giusto avere un inceneritore in Provincia di Macerata?
I tanti sforzi fatti dai cittadini della provincia di Macerata hanno fatto in modo che si arrivasse a raggiungere percentuali eccellenti di raccolta differenziata, diminuendo la quantità di materiale che se non recuperato sarebbe andato ovviamente in discarica. Questo è stato notevolmente utile nell’ultimo periodo, in una fase dove il territorio provinciale non aveva discariche di appoggio da poter utilizzare, e dovendo il COSMARI portare i rifiuti fuori provincia e sostenendo così dei costi aggiuntivi molto alti, ma ora che sembra chiuso l’iter giuridico e burocratico per la realizzazione della discarica di Cingoli, è ancora utile continuare ad avere un “vecchio” inceneritore?
Non sarebbe invece più opportuno portare la città di Macerata, capoluogo di Provincia, definitivamente verso una raccolta differenziata nei limiti di legge previsti, cosa che timidamente si sta cercando di fare e che in alcune zone sta dando ottimi risultati? Certamente il successo nella raccolta differenziata del capoluogo non è ininfluente per numerosi motivi: per la quantità di ulteriore materiale da riciclo che si potrebbe intercettare evitando che del materiale finisca in discarica o nella “bocca” dell’inceneritore, per il guadagno che si avrebbe nell’inserimento degli imballaggi recuperati all’interno della filiera CONAI e per tanti altri motivi di natura economica ed ecologica, non da ultimo per il buon senso civico e culturale.
Non sarebbe più giusto fare la prima cosa che la normativa europea e nazionale ci chiede, ovvero ridurre la produzione di rifiuti. Tutto questo sarà possibile attraverso politiche di riduzione dove certamente la politica può e deve intervenire con azioni reali coinvolgendo attività produttive e di categoria non da ultimi i cittadini e le associazioni.
Sarebbe giusto incoraggiare all’interno del COSMARI ogni tipo d’investimento rivolto all’acquisto e allo sviluppo degli impianti di selezione del materiale per migliorare la qualità del prodotto e per incentivare così una filiera industriale legata ai prodotti così detti banalmente “riciclati”, creando come si è fatto in altre parti d’Italia occupazione nel territorio facendo in modo che il prodotto riciclato diventi ulteriormente un vantaggio per la popolazione della zona che con tanta fatica l’ha raccolto.
Le risorse utilizzate per la gestione, la manutenzione, il filtraggio dei funi e lo smaltimento delle ceneri potrebbe essere utilizzato per finanziare politiche verso “rifiuti zero” e per ammodernare ulteriormente i sistemi di selezione e per realizzare definitivamente impianti e sistemi per la riduzione dei cattivi odori che infestano la Valle del Chienti.
Alla luce di tutto questo non si può pensare di spegnere definitivamente la fiamma che anima l’inceneritore del COSMARI che tanto fa discutere e allarma giustamente la cittadinanza vicina?”
