Silvano Iommi racconta la Macerata che non c’è più
Riparte sabato "Venanzetti Cultura"
“Venanzetti Cultura” riparte, dopo la pausa dei mesi più freddi, con un ricco cartellone di eventi che vedrà il proprio inizio sabato prossimo 12 maggio alle ore 17:30 col primo di una serie di appuntamenti in compagnia dell’architetto Silvano Iommi. Iommi, che è stato anche assessore in città, racconterà e mostrerà una Macerata che non c’è più: quella che riemerge dalle mappe antiche e dai documenti polverosi che solo la sua certosina pazienza di ricercatore, unita alla passione professionale, tornerà a vivere in tutto il suo insospettabile splendore negli incontri al Caffè Venanzetti. Negli incontri di “C’era Macerata”, organizzati in collaborazione con Cronache Maceratesi, strade che non esistevano, vicoli spariti, chiese demolite o spostate o ricostruite, piazze orientate diversamente, veri e propri borghi nel centro storico di cui si è stravolta l’identità e smarrita ogni traccia, riaffioreranno come per incanto, grazie all’affabulazione sobria ma innamorata di Silvano Iommi, in grado di restituirci un “paese delle meraviglie” difficile da dimenticare.

Non me frega cosa de Macerata che non c’è più, viorrio che se parlasse de Macerata che ha da venì, ma de quesso li politici non sa di cosa.
Caro Bati,
il futuro – come dovresti sapere – ha radici antiche…
Bravo Filippo.. Silvano oltre ad essere un appassionato di storia ha di suo una forte sensibilità nei confronti del bello sopratutto nel settore dell’estetica monumentale pubblica e quindi di tutto il settore attinente a quello che oggi definiamo a livello amministrativo dei lavori pubblici.. sarò con voi da lontano perchè vado a Roma per la marcia della vita, con mio figlio e mio marito.
Consigliera Pantana se da rajò a Filippo me fa piacere, ma dimme che progetti c’hai per lu futuru de Macerata perché de quesso dovete parlà vojardri politici.
tiu,tiu,tiu……
“La Pantana è uno scolopacide di medie dimensioni immediatamente riconoscibile per il lungo becco rivolto leggermente all’insù e per il colore verdastro delle zampe e dei piedi; altro carattere distintivo è il generale colore grigiastro della parte superiore, mentre, in volo, spicca il groppone bianco e lo specchio alare privo di fascia bianca. Quando si invola allarmata, emette un chiaro “ tiu-tiu-tiu”, meno musicale del verso emesso dalla pettegola.” (Wikipedia)