Macerata alle prese con lo sciame… di api

Un nugolo di insetti sta ronzando in giro, spostandosi per le zone della città: si stimano oltre 10.000 unità alla ricerca di un posto tranquillo dove costruire il proprio favo
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api-favodi Filippo Ciccarelli

Sciame sismico? Non solo, per fortuna. La città di Macerata è alle prese con migliaia di simpatiche api che ronzano da una parte all’altra del comune, tra la preoccupazione dei cittadini che tempestano di telefonate i vigili del fuoco.
“Noi possiamo fare poco quando queste sono ancora in volo” dicono gli uomini del 115 “da questa mattina stiamo rispondendo a molte chiamate, ma c’è poco da fare, anche perché le api sono animali protetti ed è bene che lo siano, visto il ruolo fondamentale che svolgono per l’ecosistema. Possiamo intervenire quando hanno scelto un posto dove stabilizzarsi, e potrebbe essere sotto a un tetto, su un albero, in un cassonetto. Questo periodo è proprio quello in cui le api sciamano e creano un po’ di disagi nella popolazione, ma non pungono: diventano “cattive” solo quando hanno fatto il favo ed iniziano a produrre il miele”.
Lo sciame che si sta spostando sulla città è probabilmente originato dalla presenza di due regine in un favo, situazione non ammessa nel mondo socialmente organizzato degli operosi insetti. La regina fuoriuscita dalla casa originaria è stata seguita da alcune migliaia di api operaie, che devono ancora decidere dove costruire il nuovo favo. C’è una citazione famosa attribuita ad Albert Einstein, anche se pare che il premio nobel per la fisica non l’abbia mai pronunciata, secondo cui all’umanità resterebbero 5 anni di vita dalla scomparsa delle api. Un modo per ricordare agli uomini, responsabili degli stravolgimenti climatici e dell’inquinamento che sta decimando questa specie di insetti, il lavoro fondamentale svolto dalle api con l’impollinazione della flora.



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