Continua il Pop-dibattito elettorale

Il Festival del contemporaneo divide la politica civitanovese. Intervengono Corvatta, Silenzi e Marinelli

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Popsophia-dove-stiamo-andando-In-2000-per-Umberto-Galimberti-300x147di Laura Boccanera

Dopo il vespaio di polemiche che da Civitanova hanno raggiunto anche Macerata (leggi l’articolo), Tommaso Claudio Corvatta fa un passo indietro rispetto alle sue precedenti dichiarazioni su Popsophia e corregge il tiro “Nessuna minaccia a Popsophia e nessuna intenzione di disconoscere il carattere culturale e popolare della manifestazione – dice Corvatta – Il discorso è un altro: quali sono le priorità del Comune, che continua ad andare avanti senza un bilancio di previsione? Il Sindaco Mobili farebbe meglio a rispondere, rivolgendosi a me e soprattutto ai cittadini, senza suscitare spauracchi su Popsophia e senza tirare in ballo altre persone e dovrebbe inoltre fare chiarezza sulla proprietà del marchio “Popsophia”, spiegando anche per quale motivo i costi della manifestazione sono a carico del comune, mentre i ricavi sono riservati ai privati.”

Più articolata la replica che arriva dal Pd e da Giulio Silenzi che sottolinea come il centrosinistra non taglierà Popsophia, mettendo invece in luce “la miopia di Mobili”.
“Le polemiche di questi giorni riguardo Popsophia evidenziano alcuni aspetti critici sulla gestione dell’iniziativa – sottolinea Silenzi – che di per sé non è mai stata messa in discussione e questo va ribadito per evitare strumentalizzazioni elettorali. Popsophia si fara’ per gli anni a venire e dovremo sempre migliorarla. Le ultime dichiarazioni di Vando Scheggia, vice presidente di Popsophia, che si permette di dire che il festival ha numerose richieste e può emigrare altrove, oltre che non essere accettabili e vanno respinte, stanno a dimostrare la miopia e la scelleratezza dell’amministrazione Mobili nel non essersi tutelata nella gestione del marchio, nel non aver legato il nome di Civitanova in modo oltre che burocratico anche identitario alla manifestazione che rimane così strutturata come esportabile”.

“Spesso la toppa è peggio dello strappo”. Così commenta Erminio Marinelli l’intervento di Giulio Silenzi su Popsophia. “Dopo che il candidato Corvatta ha affermato per iscritto che il Festival non giova alla città e danneggia Civitanova Alta le parole di Silenzi purtroppo valgono poco. La Sinistra è contro lo sviluppo. Stop. La Sinistra – prosegue Marinelli – vede nella cultura un mezzo strumentale per fare politica. Già per Tuttoingioco fecero pressioni affinché non fosse fatto a Civitanova. Per loro la Cultura fatta dagli altri è campagna elettorale, dal ’95 il Centrodestra qui ha ristrutturato i contenitori culturali più all’avanguardia, dando spazio ad ogni colore politico. Non si può dire infatti che gli ospiti di Popsophia siano di centrodestra, anzi. Almeno nella Settimana Santa – conclude – cerchiamo di essere tutti più civili”.

 


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