Contributi in cambio di voti
Rinvio a giudizio
per Gentilucci, Ronchetti ed Ermini
CAMERINO - La vicenda è iniziata nel 2009 quando la Comunità Montana, in prossimità delle elezioni, bandì sussidi per le famiglie e le imprese. L'ex sindaco di Pieve Torina: "E' un'accusa senza fondamento"
di Alessandra Pierini
Rinvio a giudizio oggi al tribunale di Camerino per Luigi Gentilucci, ex sindaco di Pieve Torina e leader della Lam, Venanzo Ronchetti, vice sindaco di Serravalle ed Ennio Ermini, ex sindaco di Acquacanina che dovranno rispondere di peculato e voto di scambio. Tutto è iniziato nel 2009 quando i Carabinieri di Camerino sono entrati nella sede della Comunità Montana di Camerino per ritirare gli atti relativi alla concessione da parte dell’ente di contributi straordinari a famiglie e piccole imprese in difficoltà, per la crisi economica.
La vicenda risale a pochi giorni prima delle elezioni comunali e provinciali del 2009 quando la Comunità Montana di Camerino emanò un bando, con sussidi per far fronte alla crisi diretti a famiglie ed imprese bisognose del luogo, con contributi compresi tra 250 e 1550 euro circa, per cui in totale sarebbero stati stanziati 65 mila euro. Dall’inchiesta, estesa ai vari comuni dell’ente montano, sarebbe emerso che in alcuni sarebbero stati gli amministratori indagati a consegnare personalmente i sussidi ai beneficiari. Per la vicenda erano stati inviati 36 avvisi di garanzia, di cui 5 ad amministratori e 31 ai beneficiari del bando. L’udienza di questo pomeriggio si è conclusa però con il rinvio a giudizio solo per i 3 amministratori. Nel processo si era costituito parte civile anche il Pdl provinciale.
«Siamo rimasti molto sorpresi dalla decisione del giudice – ha commentato Gentilucci – visto che ritenevamo questa accusa senza fondamento. Conto di uscire estraneo considerato anche che sono stati prosciolti i responsabili del procedimento. Non vedo perciò come possa essere considerato colpevole io».
Sulla stessa lunghezza d’onda Corrado Aucconi, legale di Venanzio Ronchetti: «L’accusa di voto di scambio è basata su documenti falsificati. In sede di dibattimento, avremo modo di dimostrare la realtà dei fatti e far assolvere il mio assistito». Non c’è nessun reato secondo Roberto della Cerra, difensore di Ennio Ermini: «Tutto si è svolto secondo la regola e l’accusa si basa su presupposti inesistenti».

