Una poesia per Stefano Scodanibbio
Il musicista maceratese è morto un mese fa in Messico
Una poesia dedicata al grande musicista maceratese Stefano Scodanibbio, a un mese dalla scomparsa (leggi l’articolo)
di Mario Monachesi
E’ MORTO STEFANO SCODANIBBIO
Cuernavaca e Macerata
piangono sulla spalla del mondo
piange il mondo
l’Italia
il Messico
piange la musica per contrabbasso
il contrabbasso
piangono tutti i contrabbassi del mondo
piange la musica contemporanea
la sua ricerca
il suo futuro
i suoi festival
il festival di Nuova Musica di Macerata
piangono gli amici di Macerata
gli amici del mondo
i cittadini di Macerata e del mondo
piangono gli spettatori seduti
in piedi
a note
piangono i maestri
i compositori
gli esecutori
piange chi non c’è più
il vento rimasto
piange il suono puro
ogni suono puro
quello più puro
piangono gli assoli
le vette degli assoli
gli scavi nell’ignoto di Pollenza
piange l’Oceano
la luce
la luna
l’arco sotto il cielo
le corde di sudore
piangono i rumori di speranza
i ritmi
i cerchi
gli scarabocchi più marcati
piangono gli universi
i pianeti
i rinascimenti
piange il rinascimento nuovo
il suo rinascimento
il futuro per baciarlo
il pianto inizia a Macerata
e non finisce a Cuernavaca
continua in angoli stridenti
pizzicati
nei soffi lasciati sulla carta
nei balzi rigo a rigo
negli urli
nella grandine di un vuoto messo a lavorare
a fare
sui palchi
sopra la sedia per la sosta
il pianto non finisce a Cuernavaca
Messico
sotto il suo sole largo
scelto
sposato per lasciare in vita il contrabbasso
un contrabbasso
continua ovunque il saio
si fa lezione e rima
fiume
ovunque il tempo
del salto espone il miele
espone il giorno
il sogno
e fiera la vittoria.
