Primarie Pd: sfida a tre Berdini-Bigoni-Silenzi

CIVITANOVA - Ufficializzate le candidature. Gli iscritti sono subito chiamati alle urne. In casa Pdl Marinelli chiede le primarie e attacca Mobili: "Sembra vivere una mutazione genetica, da espressione di una coalizione a leader autoritario"

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Giulio Silenzi, segretario comunale del Partito Democratico

Tutto come previsto. Sono tre i candidati alle primarie del Pd di Civitanova che chiamerà alle urne i suoi iscritti domani e domenica in vista delle primarie di coalizione e delle successive elezioni comunali di maggio. Giorgio Berdini ha sciolto le riserve e ha presentato oggi la candidatura assieme a quella scontata del segretario Pd ed ex presidente della Provincia Giulio Silenzi e a quella anticipata ieri di Catia Bigoni.

“Oggi alle 12 – scrive Giorgio Berdini –  si è chiusa la possibilità di candidarsi a nome del PDalle primarie di coalizione. Dall’estate scorsa ci siamo impegnati per promuovere le primarie dei nomi dicendo che erano si importanti ma non sufficienti per creare un nuovo ciclo amministrativo a Civitanova: servivano infatti anche e soprattutto le primarie delle idee!Un progetto ampio, condiviso, partecipato, alla cui costruzione dovevano contribuire tutti quei soggetti che sono l’anima pulsante, viva e prolifica della città: semplici cittadini, associazioni, comitati, intellettuali. Abbiamo criticato un dibattito asfittico e tutto incentrato su veti di carattere personalistico, su coalizioni dettate dalle segreterie o su modelli precostituiti con rari interventi basati su questioni programmatiche. Credo che per accettare di correre alle primarie sarebbe bastata la

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Giorgio Berdini

necessità di rappresentare una componente vitale e partecipata del partito, MoDem per esempio, o per sostenere le ragioni di quanti non credono ad un partito rappresentato da una sola persona. Sarebbe stato sufficiente questo ma per come intendiamo la politica e per il Partito Democratico in cui crediamo e che auspichiamo questo non basta! Non si tratta infatti di rappresentare soltanto una minoranza o una componente del partito, un’area di pensiero o una diversa impostazione dei rapporti politici. Si tratta di dare seguito ad istanze sentite e radicate in città convinti che così facendo non saremo perdenti o velleitari. Interpretare quindi un sentimento comune, condiviso, diffuso, che ha dignità e necessità di rappresentanza. La mia storia politica e personale sono a disposizione di queste istanze, di quanti vedono la politica come servizio e non come strumento di affermazione sociale, di chi crede con tenacia che insieme si fa meglio e di più, di chi pensa che la determinazione e la difesa delle proprie idee sia meglio che puntare su compromessi o ammucchiate indefinite. Credendo di poter interpretare tutto questo metto a disposizione l’esperienza politica fatta al di fuori della casta, la conoscenza della macchina amministrativa, la voglia di portare alla ribalta la politica fatta dalla gente comune puntando sulla concretezza delle cose da realizzare piuttosto che ai distinguo politici e di partito”.

 

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Catia Bigoni

Queste invece le prime dichiarazioni post-candidatura di Catia Bigoni: “La mia è una candidatura che trova la sua giusta motivazione in un percorso politico iniziato insieme ad altri amici e democratici, da più di un anno e mezzo.
Abbiamo cercato per lungo tempo di portare all’interno del PD una voce che fosse non solo quella degli iscritti ma anche e soprattutto la voce della città, di quella città avulsa dalle logiche e dalle conte dei partiti, una città attraversata, non
dall’antipolitica come alcuni sostengono a spada tratta, ma da una nuova consapevolezza di giovani, uomini e donne, stanchi di sentirsi in mano a persone e politici impegnati a difendere e sostenere la loro persona, più che i bisogni ed i desideri della collettività. In questo contesto, abbiamo chiesto continuamente da Maggio dello scorso anno ad oggi al PD di prendere delle posizioni, ma le nostre domande sono sempre cadute nel vuoto, lasciando invece in piedi una linea politica confusa e poco chiara che ha ruotato sempre e comunque attorno alle persone invece che ai programmi ed alla condivisione di percorsi amministrativi. Questa posizione protratta nel tempo, ha determinato una lunga serie di eventi
e di divisioni all’interno della possibile coalizione di centrosinistra.
A tutt’oggi ci troviamo di fronte, come detto all’ultima assemblea degli iscritti del PD ad una coalizione flessibile, che potrà cambiare a seconda della persona che sarà scelta.
Ecco, è in quest’ottica che la mia candidatura prende forma, penso che la mia persona non solo possa unire una coalizione
ma rappresenti anche la voce della città e delle donne, essendo però consapevole di non avere ne esperienza e nemmeno il potere di chi invece è avvezzo a questo. Abbiamo già un programma pronto anche se da rivedere e migliorare,
è un programma nato dalla città in maniera totalmente trasversale, dove ogni civitanovese ha potuto scrivere la sua idea per Civitanova Marche.
E’ questo, quello che noi vogliamo rappresentare, non più decisioni prese dall’alto e calate sulla città come panacee, ma la città inserita in una democrazia partecipata che decide il percorso da seguire per il nostro futuro.
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Pier Paolo Rossi

Sulle primarie interviene anche un altro esponenete del Pd, Pier Paolo Rossi:
“La situazione politica che si prospetta dinanzi all’elettore civitanovese di centro sinistra può sembrare bizzarra ma potrebbe diventare davvero imbarazzante agli occhi di un elettore del Partito Democratico. Tra poco più di 90 giorni i civitanovesi decideranno il loro futuro, il futuro della loro città; avranno la tremenda responsabilità di affidare il Comune ad un nuovo Sindaco, a dei nuovi amministratori.
L’elettore di centro sinistra aspetta questo momento da 5 anni (in realtà da 18!). Il vento è cambiato: Silvio non c’è più, il
centro destra non governa più la nostra Provincia, l’Amministrazione Mobili sembra aver alimentato un malumore diffuso nella cittadinanza. L’elettore si aspetta una coalizione di centro sinistra bella compatta trainata da un PD deciso, coraggioso ed un bel candidato Sindaco scelto “dal basso” attraverso elezioni primarie aperte. L’elettore si aspetta una svolta epocale.
Infatti! Proprio per soddisfare questo entusiasmo che sembra aver ridestato l’elettore di centro sinistra, in seguito ad un
lungo e sofferto periodo di riflessioni dovute ai soliti tatticismi e personalismi, prende corpo una coalizione dal profilo
innovatore! La coalizione elastica. Una coalizione dalla forma indefinita ed elasticamente portata al cambiamento in
relazione al profilo del soggetto che supererà i vari gradi di giudizio elettorale.
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Allo stato attuale la coalizione di centro sinistra sembra formata dal PD, da SEL e da UNITI PER UNIRE una compagine “civica”
capitanata dal Dott.Corvatta (per ora unico candidato certo alle primarie) che riunisce tra gli altri il PSI di Costamagna,
repubblicani, ecologisti : attorno a questa coalizione orbitano fluttuanti, in attesa di capire chi sarà l’Eletto delle Primarie, la Federazione della Sinistra, l’UDC, l’IDV, La Nuova Città, L’Ancora.
Eh si , perché sembra che se dovesse uscire vincitore Silenzi (non ancora ufficiale ma quasi certo candidato PD) allora la
coalizione elasticamente si espanderebbe lasciando spazio a L’Ancora (che ha già esternato il gradimento per il segretario
del PD) e probabilmente all’UDC; se dovesse avere la meglio un altro qualsiasi candidato del PD allora la presenza
dell’Ancora non sarebbe garantita ma potrebbero aggiungersi quasi sicuramente l’UDC, L’IDV, La Nuova Città anche se
proprio la presenza dei partiti di Carusone e di Foresi probabilmente terrebbe distante SEL e la Federazione della Sinistra; nel caso in cui venga scelto Corvatta dal popolo delle Primarie allora la coalizione potrebbe assumere una diversa forma con la sicura uscita de L’Ancora (hanno esternato anche questa possibilità!)e la quasi scontata defezione dell’ UDC.
Mi vengono in mente le parole di una vecchia canzone dei Litfiba: “E’ il mio corpo che cambia nella forma e nel colore è in
trasformazione”.
Ecco che, come conseguenza naturale, come un fluido che prende la forma del suo contenitore, anche l’elettorato sarà
mutevole, per qualità e quantità.
Personalmente da elettore di centro sinistra mi chiedo, a prescindere dal vincitore, quale sarà la coalizione che poi dovrò
sostenere nelle elezioni amministrative e di conseguenza quali saranno gli amministratori che dovrò eleggere? Come potrei, per onestà intellettuale, sostenere formazioni politiche e uomini che non hanno condiviso il metodo per la scelta del candidato del centro sinistra? Perché partecipando alle primarie di coalizione di centro sinistra potrei ritrovarmi costretto alle amministrative di maggio a votare per partiti e uomini che, anche storicamente, poco hanno a che fare con i miei ideali, con i miei valori?
Da elettore del PD invece l’incertezza e lo spaesamento aumentano a dismisura perché tutta questa incertezza è stata legittimata dall’Assemblea degli iscritti del Partito Democratico di sabato 28 votando una relazione del Segretario Silenzi: una sessantina di iscritti su 350 circa hanno deciso per tutti gli elettori del PD (almeno quei 4639 che hanno votato alle ultime provinciali) questo stato di incertezza; sessanta persone hanno deciso pavidamente di non scegliere.
E come se non bastasse, gli stessi sessanta hanno deciso, sempre per tutti, in modo del tutto inusuale, di arrivare alle
primarie attraverso una selezione propedeutica: una specie di pre-primarie o “primarie delle secondarie” come le ha definite il Segretario Regionale Ucchielli.
Chiedo, a che pro? “Per rispetto degli iscritti….Gli iscritti hanno il diritto di dire la loro altrimenti per cosa si
differenzierebbero dagli elettori!” hanno risposto. Sarà un caso ma sono sempre quei sessanta che decidono per tutti gli
altri.
Non credo di essere soddisfatto della risposta e quindi mi chiedo: “Perché si vuole questo metodo, perché questa
preselezione in barba anche ai regolamenti statutari Regionali e Nazionali?”.
Per evidenziare, per segnare, per separare.
Una provocazione per la minoranza interna al partito: per segnare la linea, la direzione decisa dalla segreteria; per separare chi è pro da chi è contro; per evidenziare chi è buono e chi è cattivo.
Per legittimare la propria autorità più che la propria autorevolezza.
Ma soprattutto per mostrare i muscoli prima della gara: i 60 o i 350 fedeli sono voti sicuri, gli altri 4639 elettori no di
certo!!
Condivido queste riflessioni con un gruppo di elettori, iscritti e dirigenti del Partito Democratico di Civitanova Marche che caldeggiano la candidatura alle “primarie interne del PD” di Catia Bigoni. Catia rappresenta una seria candidatura alle
Primarie di coalizione: un profilo inedito, alternativo, popolare ed eterogeneamente rappresentativo.
Per ribadire ed evidenziare, però, il disaccordo di questo gruppo con le decisioni prese in seno all’Assemblea degli iscritti
dello scorso 28 gennaio riguardanti le modalità di candidatura alle Primarie di coalizione del prossimo 3 e 4 marzo, i
sostenitori di Catia Bigoni legittimeranno, in occasione delle “primarie interne”, la candidatura con il minimo di voti
necessari, ovvero uno (1), così come stabilito dalla maggioranza della stessa Assemblea degli iscritti: chiediamo quindi agli iscritti del PD che, nel prossimo fine settimana, fossero intenzionati ad appoggiare la nostra candidata di astenersi dal dare la propria indicazione di voto così da delegittimare la “farsa” di questa pre-primaria permettendo al contempo una autorevole ricandidatura alle vere Primarie, quelle di coalizione; la famosa “coalizione elastica”!
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Erminio Marinelli

FRONTE PDL: ERMINIO MARINELLI CRITICA MOBILI DOPO LE DICHIARAZIONI DI IERI (LEGGI L’ARTICOLO)

Mobili sembra vivere una mutazione genetica: da espressione di una coalizione a leader autoritario; a volte fatico a riconoscerlo!

E’ grave l’invasione di campo uscita oggi sui giornali. Strano che Massimo non se ne sia accorto ma il partito è vivo ed attivo, ne sono testimonianza i ripetuti incontri e le continue riunioni di questo periodo.

La sua disponibilità  a ricandidarsi di fatto è divenuta un’autoricandidatura sparata sulla stampa e mai posta come ipotesi di disponibilità nelle sedi opportune e soprattutto mai scelta dal partito come definitiva.

In un momento in cui la maggioranza politica attuale ragiona su come e con chi riproporsi ad amministrare Civitanova, l’artefice massimo dell’attuale impasse politica dovrebbe fare appello al buon senso, e con saggezza e rispetto dei ruoli dovrebbe accettare di buon grado il giudizio democratico almeno degli iscritti del PdL.

Come si può pensare di incassare il suffragio popolare al punto di rivincere, se si teme il confronto democratico anche all’interno del partito stesso!?

Comprendo Mobili, che è conscio di aver fatto delle cose per la città e perciò  vuole riproporsi ma al tempo stesso lo critico per il metodo e per la cattiva gestione della maggioranza. I consiglieri comunali non sono un ostacolo tra il Sindaco e i cittadini, bensì sono la risorsa primaria, il miglior mezzo per parlare alla città.

Senza un PdL coeso ed una maggioranza forte non si va da nessuna parte. Stiamo  lavorando per questo. Rilanciare il centro-destra, compatti per amministrare ancora  Civitanova. Questo deve essere il nostro obiettivo. Purtroppo però non tutti stanno agevolando il percorso e spingendo in questa direzione.

Concordo sul fatto che i tempi stringono ma porsi come candidato unico soltanto perché la scadenza elettorale si avvicina, pare più un atteggiamento da regime che non da stato democratico.

Maggio è ancora lontano e tempo ce n’è. Già per sabato e domenica prossima potremmo indire le primarie del PdL con Mobili, Troiani e chi vorrà  presentarsi come candidato Sindaco. Saranno i nostri iscritti a decidere chi sarà il rappresentante democraticamente scelto dal partito. Credo che solo allora le forze della coalizione potranno dire se e come aderire ad un progetto di rilancio per  una nuova vittoria  del centro-destra a Civitanova.

 

 

 


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