Raduno dei carri funebri a Macerata
….Un vero “mortorio”

Partecipazione all'iniziativa molto ridotta rispetto alle attese. Polemiche tra la gente e tra gli organizzatori del raduno mondiale da guinness che si terrà a Monsano
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raduno_carri_funebri-3-300x199di Alessandra Pierini

(fotoservizio di Guido Picchio)

Il primo raduno nazionale dei carri funebri è stato un vero “mortorio”. L’insolito appuntamento era stato proposto dagli organizzatori come una kermesse unica nel suo genere che doveva unire tradizione, arte funeraria e motori, in realtà in pochi hanno risposto all’appello e dei 50 carri attesi in piazza della Libertà a Macerata in realtà ne sono arrivati solo 7 anche se forse qualcuno si aggiungerà lungo il percorso. La lunga processione (doveva essere di  8 chilometri) si è così ridotta in un piccolo corteo carente anche dal punto di vista storico. I veicoli d’epoca mancavano, unica eccezione un carro proveniente dall’Abruzzo, con tanto di fiori, e non si è neanche vista la carrozza napoletana, usata in un film di Vittorio De Sica, più volte promessa dal comitato ma mai arrivata a Macerata. In compenso numerose sono state le polemiche, sia quelle di alcuni cittadini che non hanno affatto gradito che il salotto buono della città fosse utilizzato per una manifestazione macabra (“A Civitanova fanno Vita Vita e noi portiamo la morte in piazza” ha vociferato qualcuno), sia quelle dell’organizzazione del Primo Raduno Mondiale dei Carri Funebri, previsto per il 18 settembre a Monsano e destinato ad entrare nel Guinness dei Primati. Gli anconetani infatti rivendicano di essere stati i primi ad avere l’idea, poi fatta propria da Flavio Bergamelli, patrono bergamasco dell’incontro di oggi.

raduno_carri_funebri-5-300x200Prima di iniziare la marcia, Flavio Bergamelli, impresario funebre di Bergamo ha spiegato il senso dell’iniziativa: «E’ un evento che vuole superare lo spirito goliardico di matrice anglosassone per dare voce ad una figura professionale spesso considerata scomoda e tabù, appunto quella dell’impresario funebre che fa il suo lavoro con passione e rispetto.  Vogliamo anche far passare il messaggio che il nostro è un mercato libero e ognuno può rivolgersi a qualunque impresa, senza costrizioni.
Una parte del ricavato della giornata sarà devoluto all’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus perchè comunque vogliamo far capire che teniamo al bene degli altri ed è anche nostro interesse la sicurezza delle strade ». Davanti alla chiesa di San Paolo è stato posizionato in un bus-carro attrezzi per il recupero stradale e ovunque campeggia il logo dello sponsor “Scrigno del Cuore”, novità del settore brevettata da pochi mesi.

CALANDRINI

Cristian Calandrini mostra “Lo scrigno del cuore”

Il suo inventore, Cristian Calandrini, impresario di L’Aquila, mostra orgoglioso un cofano in legno sul quale sono stati intagliati 53 cuori e  ne illustra il funzionamento: «I cuori in legno sono rimovibili e durante la cerimonia, un valletto riporrà i cuori in una scatola da gioielliere e ne consegnerà uno ad ogni familiare. Al posto dei cuori saranno inseriti nelle fessure dei cuoricini in cartone sui quali ognuno potrà lasciare la sua dedica. I cuori eventualmente avanzati saranno riposti in una elegante scatola più grande che sarà consegnata alla famiglia». Lo Scrigno comprende un kit completo di ogni necessità. C’è la pettorina per il valletto di cerimonia, il libro delle firme personalizzabile, i cuori in cartone e anche adesivi e per finire un rosario con grani a forma di cuore e una maneggevole borsa a tracolla. «Lo proponiamo dallo scorso luglio – spiega Calandrini – e c’è molta richiesta». Il cuoricino in legno nella scatola è rimasto a lungo esposto nel carro. «E’ una bomboniera» ha azzardato una anziana signora. Immediata la risposta di un maceratese: «Una tomboniera piuttosto».
Mentre gruppi di turisti, curiosi per la strana iniziativa, si sono fermati per qualche scatto, anche il Prefetto Vittorio Piscitelli, in bicicletta, si è avvicinato ai mezzi: «Ho un pessimo ricordo dei funerali, a Napoli erano veramente macabri e partecipava anche la banda.  Vedendone diversi, di vari colori e forme non può che venirmi in mente la “livella di Totò”» .

raduno_carri_funebri-7-300x200Se lo slogan del raduno nazionale di carri funebri è “il primo raduno non si scorda mai”, Terenzio Palanca di Santa Maria Nuova di slogan ne ha parecchi tanto da coprire un furgoncino giallo che per tutta la mattinata ha promosso il contro raduno di Monsano che si svolgerà il prossimo 18 settembre: “Piano piano tocca a tutti, anche se ti tocchi” è la scritta più in evidenza  sul suo pullman. «Bergamelli ha saputo della nostra idea e l’ha fatta propria – ci dice Palanca – ci aveva proposto di usare la nostra mailing list e di organizzare il raduno insieme, noi abbiamo rifiutato e lui ha anticipato la nostra iniziativa con il raduno di oggi. Comunque non si può parlare di raduno con così pochi carri e l’evento per il Guinness vedrà una partecipazione molto più numerosa. Per scaramanzia non vi diciamo quante, ma abbiamo già ricevuto moltissime adesioni. Nel corso della manifestazione faremo anche il primo annullo filatelico del settore. Siamo qui oggi per far sapere a tutti quanto è accaduto».
Le logiche umane ed aziendali, insomma, non hanno nulla a che fare con la pace dell’eterno riposo.
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Terenzio Palanca

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