SOF, Carancini dà i numeri
Pistarelli: “Dati inadeguati e inutili”

Il sindaco parla di pubblico e incassi in aumento, ma il capogruppo del Pdl lo smentisce. La ricetta di Sciapichetti (Pd): "Rinnovare subito il Cda, cercare mecenati, aprire al territorio e creare una scuola locale"
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carancini-megafono-sferisterioIl sindaco e presidente dell’Associazione Sferisterio Romano Carancini ha dato i primi numeri sul SOF parlando di una stagione molto positiva sotto il profilo artistico ma anche sotto il profilo del pubblico e degli incassi con  una media di 1762 spettatori per le otto serate, contro i 1603 dello scorso anno e di una media di 285 persone al Lauro Rossi (tre repliche del “Così fan tutte” e la Festa Monteverdiana)  contro le 257 a serata del 2010.

Non si fa attendere la replica di Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl: “Il sindaco, sullo Sferisterio, come su tutto, è in evidente difficoltà, che cerca di coprire offrendo dati del tutto inadeguati e inutili. Peraltro suggeriti da chi? Ho già predisposto una richiesta di documentazione formale del bilancio 2010 e del pre-consuntivo di quest’anno.

Primo dato: Carancini fa il raffronto con il 2010, la peggiore stagione nella storia dello Sferisterio. Sbagliato. I raffronti si fanno almeno nel triennio.

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Fabio Pistarelli, coordinatore del Pdl Macerata e capogruppo in Consiglio comunale

Secondo dato: gli spettatori. Vorremmo sapere quelli paganti, al netto degli omaggi, e la media deve essere fatta sui paganti e per tutte le serate. La serata annullata di Rigoletto non può esser tolta dalla media, visto che comunque va a incidere nel bilancio, dato che non c’era assicurazione. Peraltro una parte di spettatori sono  tornati nelle repliche. Infine il confronto con i gruppi esteri lo si deve fare su scala pluriennale, non sull’anno scorso che è stato disastroso.

Terzo e più importante dato: gli incassi. Li vorremmo conoscere al netto e non al lordo.

Gli incassi al netto ammontano a circa 700mila euro, ma il bilancio di previsione, perlatro mai presentato pubblicamente, indicava alla voce biglietteria un incasso previsto tra gli 800 e 900mila euro. Siamo almeno a 100mila  euro in meno delle previsioni. Altro che successo!

Quarto e ultimo punto: il bilancio dovrebbe essere soggetto a verifiche in corso d’opera. Sono state fatte? Ad aprile- maggio era già evidente che le opere avrebbero prodotto un incasso inferiore alle aspettative, così come era sicuro che le sponsorizzazioni non erano quelle precedenti. Si sarebbe dovuti intervenire sulle spese. Esempio: “Così Fan Tutte” è costata 400mila euro per un incasso che è stato di circa 30-40mila euro. Quanto è stato alla fine lo sbilancio tra previsione e pre consuntivo? E’ qual è il risultato d’esercizio finale? Queste sono le cifre che contano per una seria valutazione.

Infine è grave e si qualifica da sola  l’affermazione di un sindaco che dice che è mancato uno sponsor (il riferimento è alla Gaz de France, ndr)perché non ha più realizzato il rigassificatore! Può un primo cittadino esprimersi così o è l’ennesimo grave segno di inadeguatezza?

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Angelo Sciapichetti

Sul SOF interviene anche Angelo Sciapichetti, consigliere regionale del Pd:

Intorno allo Sferisterio, si è acceso nelle settimane scorse  un dibattito che, se da un lato potrebbe essere considerato positivo perchè conferma l’interesse dei maceratesi per il nostro teatro, dall’altro rivela il fatto che non ci sono più nè idee particolarmente  originali da proporre nè ricette nuove da formulare perché in questi anni sulla stagione lirica e sullo Sferisterio,si è si è detto tutto e il contrario di tutto; oserei dire, (se il paragone non risultasse irriguardoso) che i maceratesi stanno allo Sferisterio come gli Italiani alla nazionale di calcio in occasione dei mondiali: ognuno ha una sua formazione vincente da proporre all’allenatore di turno.

Di nuovo (e non è poco!) rispetto anche al recente passato c’è invece che siamo in presenza di una situazione drammatica dal punto di vista economico e che i trasferimenti statali e regionali di cui finora ha usufruito il nostro teatro,tenderanno a diminuire fino quasi ad annullarsi nei prossimi anni.

Cosa fare quindi rispetto a questo quadro ineludibile? E’ questa la domanda di fondo a cui la politica deve dare una risposta non demagogica né tanto meno evasiva. Per quanto mi riguarda cercherò di dare alcune mie sintetiche indicazioni che riassumo, per brevità, in pochi punti:

a) innanzitutto sullo Sferisterio andrebbero  evitate speculazioni politiche di ogni genere ( purtroppo in questi giorni qualche autorevole rappresentante del centro destra sta  cercando  di imbastire una inutile quanto dannosa polemica sulla stagione appena conclusa, senza conoscere nel dettaglio  i dati e dimenticando peraltro che nel CDA  siedono rappresentanti nominati anche dalla sua stessa parte politica);

b) mantenere la lucidità necessaria per evitare future improvvisazioni e facili velleitarismi perché nei quasi ormai 50 anni di attività spesso le buone intenzioni hanno dovuto fare i conti con una realtà quasi sempre molto ben diversa.

C) evitare paragoni in ambito regionale, pensando magari al ROF che non ha i rischi di un’arena all’aperto con un palcoscenico di oltre 90 metri o addirittura nazionale,a Verona o ad altri  Ente lirici che pur percependo ben altri aiuti dallo Stato chiudono i bilanci in profondo rosso molto più dello Sferisterio.

Occorrerebbe invece: a) pensare innanzitutto ad un rinnovo urgente, non più rinviabile del CDA, facendo fare alla politica un passo indietro per recuperare il ritardo accumulato (dovuto a diversi fattori) . Partecipare al gioco del toto – nome sul Direttore artistico senza prima aver risolto il problema del nuovo Consiglio di amministrazione che deve dare gli indirizzi per i prossimi anni è come  voler risolvere un problema partendo dalla fine. Occorre però a tale proposito che Sindaco e Presidente della provincia  facciano presto perché tergiversare ulteriormente nelle nomine significherebbe vanificare gli sforzi che debbono essere compiuti per programmare il futuro e aprire inevitabilmente un nuovo ciclo. Occorre ridesignare un progetto che, insieme ai soldi da trovare, consenta di pianificare il futuro.

b) impegno ufficiale per portare a compimento, entro l’anno, la riforma statutaria che mantenga in mano pubblica il controllo del CDA ma permetta l’ingresso di mecenati (che ci sono anche nella nostra regione e andrebbero cercati con spirito diverso e con un rinnovato impegno) il cui apporto di capitali  diventa fondamentale ed indispensabile per guardare al futuro. Occorre consentire una chiara strategia di sostegno(almeno triennale) da parte del privato. L’esempio di Della Valle che restaura il Colosseo (e non solo),non ci deve far riflettere?

c) aprirsi al territorio, regionale e nazionale  favorendo la collaborazione anche con altri teatri per la produzione e promozione di spettacoli, orchestra, ufficio stampa, studio grafico,scene,costumi, acquisto materiali ecc. Ogni forma di collaborazione è necessaria e ormai indispensabile ma non può essere a scapito dell’autonomia di ciascuno. Macerata, per essere chiari, deve continuare ad avere la sua testa e la sua capacità decisionale ed essere magari capofila di un progetto regionale più ambizioso e non viceversa essere “guidata”da altri pur importanti teatri.

d) Creare una “scuola locale” utilizzando non solo a parole ma nella realtà le professionalità che ci sono sul territorio, partendo da un diverso utilizzo dell’Accademia e delle Università.

Nel lungo periodo, occorre che la Città creda di più nel ruolo dello Sferisterio per lo sviluppo di Macerata Città della cultura. L’arena è stata considerata fino a d oggi quasi come un “giocattolo” della nostra Città, occorre capire che bisogna fare un salto di qualità non tanto nella gestione dello Sferisterio, quanto invece nel rapporto tra il SOF, la Città ,la sua Provincia e la sua Regione. Occorre rinnovata tenacia, voglia di crederci e caparbietà.



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