Il Maestro Bavaj torna a Macerata:
“Questo Rigoletto non mi è piaciuto”

L'INTERVISTA - Il noto pianista ricorda gli anni trascorsi allo Sferisterio con Claudio Orazi e parla dell'attuale stagione lirica
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bavaj_carreras1-300x260di Lucia Paciaroni
Da Macerata a Milano per poi esibirsi nei più importanti centri musicali italiani e all’estero come solista e con l’orchestra e vantando collaborazioni con celebri artisti. E’ la brillante carriera di Lorenzo Bavaj, nato a Macerata e diplomatosi a 18 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale al conservatorio “G.Rossini” di Pesaro. A 19 anni è stato chiamato al conservatorio “G.Verdi” di Milano per insegnare pianoforte. Per diversi anni ha lavorato allo Sferisterio e pochi giorni fa è tornato in città per assistere all’opera lirica.

 

Maestro Bavaj, da quanto tempo non tornava a Macerata? A quale opera ha assistito e cosa ne pensa? Qual è la sua idea sulla stagione lirica di quest’anno allo Sferisterio?

“Si, dopo diversi anni sono tornato sabato 30 scorso allo Sferisterio per assistere ad una recita del Rigoletto. Cosa posso dire della recita? Lo spettacolo dal punto di vista scenico non mi è piaciuto – naturalmente è un parere personale – per la povertà di idee e per il palcoscenico così grande e maestoso lasciato miseramente vuoto. Dal punto di vista musicale ho apprezzato il giovane direttore Battistoni anche se, data l’età (ha appena 24 anni, ndr), non ha ancora esperienza nell’accompagnare il canto troppo sacrificato nei tempi rigidamente osservati della partitura. Sul cast preferirei stendere un velo pietoso; voci assolutamente inadeguate – per un’opera così universalmente conosciuta- sia per peso vocale che per timbro e volume. Un’arena all’aperto è diversa da un piccolo teatro chiuso. Un mio caro amico avvocato pesarese appassionato di lirica e assai competente ha abbandonato l’arena dopo il primo atto!
Sull’altra opera presente in cartellone “Ballo in Maschera” non mi pronuncio perchè non l’ho vista, ma ho visto le foto del libretto di sala e quelle mi sono bastate per decidere di non andare a vederla”.

bavaj_0934-300x225In che anni Lei ha lavorato allo Sferisterio? Che ricordo ha di quel periodo e come ha trovato la stagione lirica rispetto al passato?

“Ho lavorato in Arena con Claudio Orazi nel periodo 1993-2001 circa. I ricordi di quelle stagioni liriche sono fantastici per una serie di motivi; penso che per tutti – al di là delle polemiche strumentali – spettacoli come il “Sansone e Dalila”,”Turandot”,”Aida” solo per citare i primi titoli che mi vengono in mente, abbiano rappresentato non solo per Macerata, ma per il mondo lirico delle eccellenze assolute. In quel periodo Macerata era un punto di riferimento indiscutibile per la lirica estiva; la stampa nazionale e soprattutto internazionale aspettava gli spettacoli maceratesi come eventi sui quali paragonare tutti gli altri! Questo era il clima che si respirava in quegli anni, l’entusiasmo di noi tutti che lavoravamo a questi eventi era palpabile e i risultati ci incoraggiavano a fare sempre di più e meglio! Forse i miei concittadini non l’hanno compreso appieno soffermandosi spesso con cattiveria più su aspetti marginali che sul fatto che comunque la stagione lirica di quegli anni dava un lustro ed una risonanza mondiale a Macerata, risonanza che, ahimè, è da tempo finita! Per chi come me ha l’opportunità di girare il mondo e di avere quindi un osservatorio sui fatti musicali italiani imparziale e distaccato, non può non passare inosservato il deprimente silenzio che da alcuni anni è sceso sulle stagioni dello Sferisterio”.

Di cosa si sta occupando adesso e quali sono i suoi progetti futuri? Le piacerebbe tornare a Macerata?

“In questo momento mi occupo di varie cose, da una parte l’insegnamento al Conservatorio “Rossini” di Pesaro e nei vari corsi di perfezionamento che tengo in Spagna e in Giappone, dall’altra un’attività di concerti come solista e con vari artisti- incluse diverse registrazioni discografiche che mi impegneranno nei prossimi mesi. Sul piacere di tornare a Macerata la risposta è scontata: Macerata è la mia città e venire ogni tanto – come turista – è sempre bello ed emozionante”.

Lei si è diplomato al conservatorio “G. Rossini” di Pesaro con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale e a 19 anni è stata chiamato al conservatorio “G. Verdi” di Milano per insegnare pianoforte in questo prestigioso istituto. Ha poi collaborato con artisti celebri, basta citare, tra i tanti, Carreras. Che consiglio si sente di dare a chi studia musica?

“Consigli per chi studia musica: domanda difficilissima! La situazione in Italia è tale da scoraggiare chiunque voglia vivere di musica, ma certamente, in presenza di un vero talento, bisogna stringere i denti ed andare avanti; sono sicuro che la buona occasione capiterà. I miei migliori allievi diplomati in trenta e più anni di insegnamento sono tutti occupati con soddisfazione nel campo musicale, non necessariamente della musica classica: ad esempio un mio allievo – Marco Sabiu – è direttore d’orchestra al Festival di Sanremo e non solo lì!”



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