Tutti i numeri di Popsophia
Mobili: “Un risultato difficile da immaginare”
Molto soddisfatto il sindaco di Civitanova. L'assessore Marzetti: "Incremento del 15% sui pernottamenti". Enrico Ghezzi e Federico Moccia hanno chiuso il primo Festival del contemporaneo
di Laura Boccanera
Era iniziato con “Un senso” di Vasco Rossi ed è terminato con “Il meglio deve ancora venire” di Luciano Ligabue. La vocazione al contemporaneo di Popsophia si manifesta anche nei video che hanno aperto e concluso la kermesse culturale di Civitanova, una ciclicità segnata da alcuni numeri che sono stati resi noti questa mattina durante la conferenza stampa di chiusura: 75.000 spettatori
5.000 libri venduti, 4 weekend, 169 ospiti, 157 eventi, 40 concerti, 29 location in contemporanea, 16 mostre d’arte, 20 rassegne, 1000 studenti e 100 insegnanti coinvolti e 168 volontari nelle varie postazioni dedicate alle rassegne. “Un risultato difficile da immaginare all’inizio, in particolare lo scorso aprile, quando iniziavamo a dubitare sul sostegno da parte della città” -ha commentato il sindaco Massimo Mobili. Un successo che guarda fuori Civitanova, tanto che sul web le città da cui proveniva il maggior numero di clic erano Ancona, Macerata,
Roma, Napoli, Milano, Civitanova Marche e Pescara. Questa mattina al Miramare soddisfazione da parte del direttore artistico Evio Hermas Ercoli, del direttore tecnico Alfredo Di Lupidio. Con loro anche il sindaco, l’assessore al turismo Sergio Marzetti e il direttore della Pinacoteca Enrica Bruni. “C’è stato un incremento del 15% sui pernottamenti alberghieri ed extra alberghieri rispetto allo scorso anno – ha riferito Marzetti, segnale che il festival ha avuto anche un’importante ricaduta sul territorio. “Dietro alla tolleranza e alla libertà di cui godono gli ospiti di Popsophia c’è una scelta politica precisa – ha sottolineato il sindaco che ieri per la serata conclusiva è stato raggiunto anche dal sindaco di Macerata Romano Carancini – è bene chiedersi in quale altro Comune d’Italia, di destra o di sinistra, tutte le idee, anche le contrarie a quelle dell’Amministrazione in carica, hanno libero spazio come da noi” Sulla stessa idea si è soffermato l’intervento del direttore artistico Ercoli che ha rimandato le proprie considerazioni a mercoledì in una conferenza stampa sul bilancio culturale del Festival insieme a Pietro Marcolini, Antonio Gnoli e
Umberto Curi. “Civitanova – ha detto Ercoli -, è stata un emblema di tolleranza e uguaglianza. Forse – ha concluso – per sua natura ma anche per il carattere del suo Sindaco. Mi auguro che altre città si aprano come questa e ospitino tutte le voci, non solo quelle gradite. Quando succederà vorrà dire che il Paese è cambiato e che saremo usciti da una faida che ci divide in due blocchi contrapposti dalla fine della Prima Repubblica”.
Ma quello appena terminato è stato il week end del futuro e proprio sul palco il sindaco ha dato appuntamento al 2012: ad aprire, dopo l’intervento di Margherita Hack venerdì in un Lido Cluana traboccante di gente attenta e curiosa, è stata la volta della città alta che ha aperto con un dibattito con Marcello Veneziani e Massimo Teodori. Ultrà e tifosi al chiostro hanno scoperto “la filosofia di Mourinho” grazie alla presenza di Amedeo Goria e Elio Matassi, mentre in piazza un suggestivo
spettacolo fra musica, parole e filosofia con Massimo Donà e David Riondino ha portato alla scoperta di Andrea Emo, filosofo del 900 che ha anticipato alcune posizioni di Heidegger. Non gliel’hanno invece mandata a dire, ad Andrea Camilleri, le 4 grandi signore del giallo: Margherita Oggiero, Tecla Dozio, Nicoletta Vallorani e Barbara Garlaschelli hanno “sfidato” in un singolare “processo” lo scrittore siciliano che tempo fa ebbe a dire che non legge gialli al femminile perchè noiosi. Domenica di grande cinema e musica per la chiusura: chiostro pieno anche per Enrico Ghezzi che ha spiegato come il cinema sia permeato di filosofia, tanto che non è possibile pensare ad un cinema filosofico e ad un cinema non filosofico perchè il cinema è filosofia. Per l’appuntamento finale tutti in piazza dove l’orchestra Salvadei diretta da Alfredo Sorichetti ha accompagnato gli aforismi di Federico Moccia e dove con una pioggia di coriandoli si è conclusa la kermesse. Ma dal momento che di
pop si parlava, in realtà poi la festa è proseguita fino alle 4 del mattino all’interno del chiostro di Sant’agostino, dove lo spazio dedicato a “la cura di sè” e gestito da Vitality’s si è trasformato in una discoteca all’aperto. Organizzatori (sindaco, Di Lupidio ed Ercoli compresi) staff e ospiti hanno dismesso le vesti da “filosofi” e indossato quelle più pop di ballerini scatenati, perchè Popsophia, come era solito ripetere il direttore artistico all’apertura di ogni serata è “il festival che indaga il pop e dove il pop racconta la filosofia”.
(Foto di Luigi Gasparroni)
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Spazio anche alla cronaca nell’ambito del festival, quando sabato, durante l’incontro con Massimo Teodori, Marcello
Veneziani e l’architetto Fabrizio Romozzi una delegazione dell’associazione no al cavalcavia si è presentata per protestare contro l’opera che dovrebbe sorgere alla fine della superstrada 77. I componenti hanno alzato lo striscione quando l’architetto Romozzi ha iniziato a parlare, senza però innescare particolari proteste animate, solo una presenza per manifestare il dissenso nei confronti del viadotto.
Nonostante la presenza e la contestazione, l’architetto Romozzi ha continuato il suo intervento relativo all’ “invenzione del futuro”, rispondendo tra le righe alle polemiche e sottolineando che “il non fare ha un costo maggiore rispetto al fare” e ricordando che il cantiere della Quadrilatero ha creato 1600 posti di lavoro.






“C’è stato un incremento del 15% sui pernottamenti alberghieri ed extra alberghieri rispetto allo scorso anno – ha riferito Marzetti, segnale che il festival ha avuto anche un’importante ricaduta sul territorio”
scusate chi è che in campagna elettorale a Macerata disse che questa manifestazione non spostava niente? magari se la redazione riemtte su i vecchi post facciamo il confronto.
toh strano qui c’è un evento che crea indotto sul territorio… a differenza di altri …
“Un successo che guarda fuori Civitanova, tanto che sul web le città da cui proveniva il maggior numero di clic erano Ancona, Macerata Roma, Napoli, Milano, Civitanova Marche e Pescara”
dai no si diceva che era solo un evento “provinciale”
infine la chicca: “Civitanova – ha detto Ercoli -, è stata un emblema di tolleranza e uguaglianza. Forse – ha concluso – per sua natura ma anche per il carattere del suo Sindaco. Mi auguro che altre città si aprano come questa e ospitino tutte le voci, non solo quelle gradite”
solo complimenti e per parte mia tantissimo rimpianto e rammarico
Congratulazioni per l’evento che ha saputo coniugare curiosità, riflessione e spettacolo. Questo lo si deve, e lo dico autenticamente, a due fattori. Il primo risiede nella mente creativa e pragmatica del prof. Ercoli che, da solo e da sempre, si è dato da fare per trovare non solo una location ideale, ma anche ha saputo “organizzare” un “prodotto” popolare e con un suo format riconoscibilissimo. Il secondo fattore riside, a mio avviso, nella stessa “antropologia” civitanovese. Città dinamica e viva, rapida e non imbalsamata nell’accogliere nività e sperimentazioni. Grazie anche, e ci tengo a dirlo, a quel lavoratore passionale e indefesso che è il Direttore dei Teatri Di Lupidio.