In attesa del SOF Pizzi resta
con una cattedra in Accademia

E' lui il primo docente del Master in Rappresentazione teatrale che prenderà il via a novembre e sarà insignito della laurea honoris causa. "Allo Sferisterio ci sono poche risorse ma non mi sono mai lamentato"
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Pierfrancesco Giannangeli, Pier Luigi Pizzi e Anna Verducci

di Alessandra Pierini

E’ l’Accademia delle Belle Arti il primo ente maceratese a stabilire un rapporto col maestro Pizzi, scelto per essere il primo  docente  del Master in Rappresentazione teatrale che prenderà il via il prossimo novembre. «Abbiamo anticipato tutti gli altri enti – ha proclamato sosddisfatto Pierfrancesco Giannangeli, direttore del master questa mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione – e ne siamo ben felici perché possiamo vantare un maestro riconosciuto dal teatro a livello mondiale». Giannangeli che, di recente, ha completato la biografia del Maestro Pizzi, ne ripercorre il curriculum artistico e parla del maestro come se non fosse seduto lì vicino e pronto a correggere le sue inesattezze sulle cifre relative alla sua carriera. «Il Maestro ha al suo attivo 600 spettacoli è stato e continua ad essere un innovatore». «Veramente gli spettacoli sono più di 600» sottolinea Pizzi.

«La nostra scelta è un riconoscimento dell’Accademia al valore aggiunto portato al territorio marchigiano con 25 anni al Rossini Opera Festival, 6 anni allo Sferisterio Opera Festival e la lunga attività svolta alle Muse di Ancona. Tra l’altro abbiamo visto come questo giovane ragazzo di 81 anni lavora con i giovani e come i ragazzi rispondono prontamente e non abbiamo potuto che sceglierlo». La direttrice dell’Accademia Anna Verducci, in fin di mandato, ha anche annunciato un ulteriore riconoscimento per Pier Luigi Pizzi: «Abbiamo deliberato la consegna del premio honoris causa all’attuale direttore artistico dello Sferisterio come docente di eccellenza. Negli anni della sua direzione artistica, il rapporto dello Sferisterio con l’Accademia è molto cambiato e i nostri studenti sono passati ad essere da semplci stagisti a giovani contrattualizzati».
gianangeli_pizziIl bando del Ma.r.te (Master in rappresentazione teatrale) sarà pubblicato il primo agosto, l’ammissione scadrà a ottobre, saranno ammessi dai 15 ai 25 studenti che abbiano già conseguito la laurea triennale. La partecipazione costerà 4.000 euro, durerà un anno e sarà pubblicizzato attaverso canali tradizionali ma anche nei social network. Oltre alle materie artistiche, sono previsti corsi in economia e marketing per dare completezza alle figure che saranno formate. Tra gli insegnanti ci saranno Giorgio Marangoni, Enrico Pulsoni e Massimo Gasparon. «Il risultato finale – ha precisato Gianangeli –  non sarà una simulazione ma uno spettacolo concreto, prodotto dall’Accademia con il lavoro del master che vivrà nei teatri marchigiani».
Massimo è il riserbo sul titolo dell’opera ma diversi sono gli elementi, trapelati man mano nel corso della conferenza: è un’opera di prosa, senza musica, creata per piccoli teatri, a due voci, è un titolo europeo, poco conosciuto in Italia e debutterà all’inizio della primavera.
conferenza_accademiaIn un clima tanto accogliente ed amichevole il Maestro Pizzi, perfettamente a suo agio, ha parlato molto liberamente di sé e della sua esperienza maceratese, come in una chiacchierata al tavolo di un bar, approfittando dell’occasione anche per togliersi diversi sassolini (pietre) dalle scarpe: «Fa piacere sentirsi bene accolti – ha esordito  – dopo unn anno di preparazione del master ora passeremo ai fatti con la consueta professionalità e il solito entusiasmo. Tornerò volentieri in questa città che ho amato e continuo ad amare, parsimoniosa di affetti ma capace in alcune occasioni, come oggi, di essere vicina. Non abbiamo certezze economiche e politiche, ma abbiamo la fiducia di poter formare qualcuno che crede nel teatro come ho fatto io per 60 anni. Sto lavorando sempre di più nell’arte e molti, quando mi chiamano, mi trovano già impegnato. Nel prossimo anno lavorerò a Venezia per allestire la Galleria dell’Accademia, a Roma per rifare il Museo degli Strumenti Musicali e, la parte più divertente, a Versailles dove allestirò una grande mostra volta a ricreare nel castello l’atmosfera che si viveva all’epoca di Louis XIV. In mezzo a tutto questo ci sarà anche il master».

pizzi-allo-sferisterio-in-prova Pizzi ha parlato anche delle risorse economiche  e delle sue scenografie: «Il master ha risorse modeste ma va benissimo. Non mi sono mai disperato per avere soldi, ho sempre fatto con quello che avevo, anche perché nessuno può più permettersi di lasciare debiti dove passa. Negli anni sono passato da megascenografie, le quali talvolta hanno prodotto applausi ad apertura di sipario che oggi risulterebbero anacronistici, a scenografie minimaliste, non er la carenza di risorse ma perché il linguaggio espressivo è cambiato e la scenografia da sola non basta più. Oggi la scenografia non è protagonista ma deve suggerire». L’importanza della pratica per gli studenti è stata sottolineata anche da Massimo Gasparon: «Abbiamo avviato un master anche a Verona e in questi giorni gli studenti stanno lavorando allo Sferisterio perché è solo in teatro che nasce la vera passione».




 



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