L’appello di Roberto Spaccesi:
“Mia nonna sia l’ultima vittima di via Bramante”

MACERATA - Il nipote della donna scomparsa in un tragico incidente stradale ha inviato una lettera aperta alle amministrazioni comunale, regionale e provinciale per chiedere di prendere provvedimenti
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Nonna-Flora-Valori

Flora Valori

Non sono passate neanche 2 settimane dal giorno in cui Flora Valori, maceratese di 83 anni, ha perso la vita in via Bramante, investita da un suv (leggi l’articolo). Suo nipote, Roberto Spaccesi, ha inviato una lettera aperta alle amministrazioni comunale, regionale e provinciale per chiedere di prendere provvedimenti perchè eventi del genere non si ripetano, soprattutto nel quartiere Vergini dove più volte i residenti hanno chiesto un marciapiede.
Scrive Roberto:
«Nel suo messaggio mensile, la Madonna dice :”Svegliatevi dal vostro torpore!” Questo invito lo rivolgo a tutti noi: svegliamoci! Svegliamoci noi automobilisti, che presi dal nostro tran tran quotidiano non ci accorgiamo che la strada non è solamente nostra. Svegliamoci noi cittadini che diciamo che niente può cambiare a Macerata e anche noi che diciamo che va tutto bene.
Svegliatevi voi che dite di tenere a questa città e la lasciate degradare alla stregua di una periferia malfamata di una qualsiasi metropoli. Svegliatevi voi che chiedete voti e ringraziate di averli presi, cercando di capire che ogni piccolo pezzettino della vostra città e quello che fate per essa rimarrà in eredità ai vostri figli. Svegliatevi voi tutti che pensate che ogni cosa deve essere fatta per un tornaconto.La mia nonna non c’è più. Se n’è andata sulla strada. Sulle strisce pedonali. Così come otto anni fa se n’era andato il figlio. Sulla strada.Abbiamo tutti un appuntamento con il nostro destino ma non voglio arrendermi alla pura fatalità. Voglio invece cercare di partire da qui e chiedere aiuto a tutti coloro che possano darne e ad avvertire tutti coloro che per quella strada sono soliti passare.

vergini-6-300x200Chi scende da Macerata verso Piediripa non può fare a meno di notare il cimitero in via Pancalducci e, proseguendo lungo la strada, entrare nel quartiere Vergini. Per chi lo fa in auto sembra tutto normale. Ma per chi va a piedi? Il marciapiede di sinistra si inoltra verso la Chiesa delle Vergini proseguendo per via Pancalducci mentre quello di destra si ferma all’incrocio con via Bramante sparendo completamente e lasciando posto, subito dopo l’ingresso del gommista, ad una sterpaglia pericolosissima a bordo strada. Dopo poco più di un centinaio di metri (e una curva a dir poco da Rally a causa di auto e bus a velocità folle) inizia un marciapiede fatto qualche anno fa. Quando venne realizzato quel marciapiede, noi che abitiamo in quella zona, chiedemmo che venisse prolungato fino al cimitero (non dimentichiamo che è un luogo pubblico di culto) e ci venne risposto che non si era trovato un accordo tra le parti competenti in quel tratto di strada. A causa della nostra insistenza ci venne data la classica risposta che io chiamo “azzittatutti”: non ci sono i soldi. Si potrebbe obiettare che il marciapiede è, su quel tratto di strada, dal lato sinistro.Per quanto riguarda la parte sinistra di questo primo tratto di via Bramante non c’è da stare molto allegri.  Spunta dall’asfalto una sorta di mensola cementizia di pochi centimetri nella quale sono piantati, nel mezzo, anche i pali dell’illuminazione pubblica.Così i pedoni camminano per strada, a rischio, ogni volta, della vita.
vergini-2-300x200Se non si è tranquilli sulle strisce figuriamoci a bordo della strada!In pratica sarebbero poco più di cento metri da coprire con un semplice marciapiede pedonale magari sulla parte destra (visto che dall’altra il risultato è disastroso) o, a limite, fornire tutti i passaggi pedonali  di quelli che io chiamo semafori educativi per gli automobilisti.Noi tutti automobilisti dovremmo capire che la strada non è nostra e che la velocità e la disattenzione uccidono più del cancro (dati ISTAT).Mia nonna è morta tornando, come ogni mattina, dal cimitero e attraversando, come ogni mattina, per ben tre volte la strada,in poco più di 400 metri.Che sia competenza del comune, della provincia, della regione o dello stato centrale, la domanda sorge spontanea, come soleva dire un noto conduttore televisivo. Non si potrebbe, per un anno solamente, evitare di patrocinare qualche festa (anche io ne organizzo una e non mi importerebbe) o qualche altra manifestazione per trovare quei pochi soldi atti a mettere in sicurezza per i pedoni quel tratto di strada? Credo che le grida di dieci persone non servano a nulla, né tantomeno quelle di chi vi scrive, ma i ragazzi che frequentano l’Università nel quartiere Vergini e che si trovano tutti i giorni a camminare in quel maledetto e assassino tratto di strada, non contano nulla?
vergini-4-300x200Invito tutti voi a scendere dal cimitero verso Piediripa e a farvi un’idea della condizione della strada e del problema di cui vi parlo.Certo! Si potrebbe passare nel quartiere nuovo e allungare di più del doppio la strada percorsa a piedi. Buona soluzione. Sali e scendi da pista da sci, macchine parcheggiate ai lati delle strade (non per colpa loro ovviamente ma di chi ha fatto enormi abusi edilizi in quella zona) e servizio pubblico assente (si sono accorti, dopo aver fatto case, strade e marciapiedi che due autobus che si incrociano, ahimè, non ci passano). Il mio quartiere è sicuramente una stella negletta in questo universo maceratese e lo voglio denunciare perché amo questa città e voglio viverci rendendola miglioreIo non credo che queste mie parole possano smuovere qualcosa, ma so che anche se, uno solo di coloro che le leggeranno le utilizzerà a fin di bene, esse avranno sicuramente raggiunto il loro scopo».

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