Cavallaro (Pd): “4 Sì al Referendum per essere protagonisti”
Da Mario Cavallaro, deputato del Pd, riceviamo:
“Votare e votare si. Il 12 e 13 giugno siamo chiamati ad un esercizio di democrazia e di partecipazione, su temi molto importanti per la vita del paese.
Spesso ci lamentiamo del fatto che i cittadini non sono protagonisti delle scelte pubbliche e questa è una buona occasione per contare ed esprimere il proprio convincimento; è grave che invece si cerchi addirittura di scoraggiare il voto, sostenendo che si tratta di questioni prive di rilievo o troppo tecniche per poterle affidare al voto popolare.
Al contrario, è necessario che siano i cittadini a dare un’indicazione politica generale alla quale poi il Governo, il Parlamento ed i tecnici si dovranno adeguare; non ci lamentiamo altrimenti se si diffondono la disaffezione al voto e la sfiducia.
Il quesito sul tema nucleare, che Cassazione e Corte Costituzionale hanno unanimemente dichiarato ammissibile, nonostante la moratoria di un solo anno che il Governo aveva furbescamente e frettolosamente approvata nella speranza di evitare il voto, ripropone in realtà un tema su cui il popolo italiano si era già pronunciato con grande chiarezza nel 1987.
L’Italia non era favorevole all’installazione di centrali nucleari sul proprio territorio e rimarrà sicuramente di tale avviso; si tratta solo di dare nuovamente forza a questa posizione ampiamente maggioritaria e che ormai dilaga in tutta Europa facendo raggiungere al referendum il quorum necessario.
Per le Marche, possibili destinatarie di un sito di stoccaggio di scorie nucleari, una buona ragione in più per votare SI.
I due quesiti sull’acqua pubblica tendono a rafforzare il controllo pubblico sul sistema di distribuzione dell’acqua e proprio per l’esperienza di amministratore posso affermare che ad una originaria attenzione per le tesi favorevoli alla liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali ho da tempo sostituito la convinzione che molti di essi, e sicuramente l’acqua e i rifiuti che sono essenziali per un’ordinata vita sociale, per garantire benessere e qualità della vita e per il buon funzionamento delle città, debbono essere fortemente posti sotto l’autorità ed il controllo pubblico.
Non ci deve essere alcun contrasto fra sistema pubblico e sistema privato, con l’uno che sarebbe sinonimo di scarsa efficienza e l’altro invece produttivo di buoni risultati economici.
Abbiamo fra l’altro proprio nelle Marche e a Macerata esempi che i consorzi e le società pubbliche possono ottenere buoni risultati e si tratta semmai di esercitare efficaci controlli sulla qualità dei servizi e dei prodotti, combattere gli sprechi e i clientelismi, fare investimenti e garantire un accesso economico ed uguale per tutti i cittadini.
Nessun dubbio, infine nel votare SI anche sul referendum sul legittimo impedimento: la norma, che abbiamo contrastato aspramente in parlamento ed è palesemente incostituzionale, consente al presidente del consiglio di sottrarsi ai processi che si celebrano contro qualsiasi altro cittadino deducendo generici impegni di governo.
E’ giunto il momento che sia il popolo attraverso il suo voto a riaffermare il principio che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e che non debbono più essere approvate dalla maggioranza leggi che hanno il solo scopo di favorire il premier nelle sue private vicende giudiziarie, di cui non ci interessa l’esito, ma solo la regolarità anche rispetto alla Costituzione.
Si tratta di un voto su argomenti delicati ed importanti, al quale si dovrebbe partecipare non per spirito di fazione, ma per contribuire alla qualità delle scelte democratiche che siamo chiamati a fare.
Raggiungere il quorum, obbiettivo non facile, significherebbe anche ridare alla partecipazione dei cittadini quel ruolo attivo che è molto diminuito negli ultimi anni”.

Portare-a-votare-i-nonni-col-catetere-e-le-nonne-con-la-bombola-dell’ossigeno-please.
Non andare a votare al referendum (e a questi, poi, così concreti e sulla pelle di tutti) significherebbe che il malato non è solo grave, ma già in coma.