La sinistra boccia l’apparentamento
Nessuna alleanza per il ballottaggio

Candria (Sel): "Non ci sono le condizioni". Marangoni: "Non appoggiamo nessuno, sono entrambi invischiati nella peggior partitocrazia". Gentilucci: "Non siamo stati contattati, evidentemente non siamo appetibili" Paolini (Lega Nord): "Flop di Marangoni, ora dovrebbe dimettersi dal Consiglio regionale"
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Enzo Marangoni, Francesco Acquaroli e Luigi Gentilucci (foto Picchio)

di Alessandra Pierini

Sarà il ballottaggio a decidere l’esito della prossima campagna elettorale. Difficile fare previsioni sull’andamento del voto visto che al primo turno Tonino Pettinari si è portato avanti per poco più di 500 voti.
Peserà sulla competizione elettorale un ulteriore aumento dell’astensionismo, fisiologico in questi casi. E’ comunque evidente che la sinistra estrema ha portato a casa nel primo turno un ottimo risultato. Il bacino di voti raccolti dalla coalizione di Francesco Acquaroli non può che far gola a Tonino Pettinari e ai suoi e anche il centro destra guarda con attenzione a Sel- Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra, i cui elettori (9,93%) potrebbero portare  in forte vantaggio gli avversari. Nonostante il peso del partito, però, nella riunione di ieri sera Sel ha deciso di restare all’opposizione nonostante il calo del berlusconismo renda ancora più appetibile l’avvicinamento alle altre forze di centro sinistra. Chiara è la dichiarazione di Esildo Candria, segretario provinciale di Sel:«Ci siamo riuniti ieri sera e l’assemblea ha deliberato che non ci sono le condizioni per un apparentamento formale».

L’indicazione di voto comunque non è ancora definita e potrebbe essere volta a lasciare liberi gli elettori o a dissertare le urne  ma anche a votare per Antonio Pettinari e la coalizione di centrosinistra (“l’occasione è ghiotta per partecipare alla sconfitta del berlusconismo dopo 20 anni”, fa sapere qualche altro esponente di Sel) .

Candria commenta anche i risultati con particolare riguardo al capoluogo: «Il modello Marche non può fare a meno della sinistra e in particolare di Sel. Nel capoluogo siamo addirittura tra i protagonisti della vita politica e siamo per numero di voti nelle primi posizioni tra i partiti che amministrano il Comune».

Ha già preso una posizione chiara Enzo Marangoni che in una nota esprime soddisfazione per i risultati ottenuti e  comunica che, dopo essersi consultato con la sua squadra,  ha deciso di non appoggiare nessuno dei due candidati  che concorreranno al ballottaggio del 29 e 30 maggio “poiché sono entrambi lontani dai problemi delle persone comuni e invischiati nelle logiche della peggiore partitocrazia”.

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Esildo Candria, coordinatore provinciale Sinistra Ecologia e Libertà

«Lasciamo ai nostri elettori –continua Marangoni- la libertà di votare al ballottaggio il candidato che preferiscono, secondo loro coscienza».

Intanto Luca Paolini della Lega Nord chiede in una nota le dimissioni di Marangoni da consigliere comunale:« Marangoni, dopo aver riempito, da marzo, terra e aria della provincia con manifesti, vele, spot radio-televisivi, sedi, inserzioni a pagamento …ottiene, con due liste, 2213 voti, laddove la LAM, da sola, e con spese, a occhio, 20 volte inferiori, ne ha presi 2496.! E parla di “exploit”. Il tutto dopo aver vantato di avere dietro decine di migliaia di persone, di avere in lista gente davvero rappresentativa del territorio, e aver fatto di tutto per confondere gli elettori con uno spregiudicato e ambiguo uso del termine “Lega” e della sua ex-appartenenza alla movimento! Risultato: nonostante spese faraoniche, nessun eletto, e parecchi suoi candidati che pigliano solo i voti dei parenti stretti. Doveva far dimezzare i voti alla Lega Nord che, invece, passa dal 3,9 al 4,7 %, conferma il consigliere e, se si vince al ballottaggio, potrebbe prenderne 2.  Se questo è un exploit …auguri!  Come ogni storia, c’è una morale: accertato che Marangoni è in Regione con i voti della Lega Nord, e non suoi, dato che per essere ivi eletti ne occorrono circa 25.000, e lui ha dimostrato di muoverne meno di 3000, ora dovrebbe dimettersi, dato che ha chiesto il voto contro i partiti definiti “poltronari” e “comitati d’affari”.  Uno che parla così, dopo essersi fatto contare, non dovrebbe restare un minuto di più seduto su una poltrona ottenuta, come oramai è chiaro a tutti, solo grazie all’appoggio di un partito e non al suo “appeal” personale . Se non la lascerà vorrà dire che ha preso in giro i maceratesi e i pochi ingenui che hanno creduto alle sue parole».

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Luca Rodolfo Paolini

Esclusa dai giochi per il ballottaggio anche la Lam di Luigi Gentilucci: «Ci riuniremo questa sera per discutere i risultati ma non siamo ancora stati contattati da nessuno. Evidentemente non siamo molto appetibili».

 

 

 



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