Vince il partito
del non voto

Promossi e bocciati della competizione elettorale. Si va allo spareggio con qualche sorpresa

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V4D1420-300x199 di Matteo Zallocco

La partita per la Provincia si giocherà al ballottaggio ma sarà uno spareggio per il secondo e terzo posto. Il vincitore c’è già e si chiama astensionismo: alle urne è andato solo il 55,78% dell’elettorato contro il 70,67 del 2009, 40mila maceratesi in meno rispetto a due anni fa. Su 274.855 aventi diritto al voto si sono recati ai seggi solo 153.341 cittadini e va considerato anche l’altissimo numero di schede bianche (3975, il 2.59%) e le nulle (5.296, il 3,45%).
Pensate che sul totale dell’elettorato Antonio Pettinari prenderebbe il 22,60 e Franco Capponi il 22,42, entrambi dunque non rappresentano, almeno per ora, neanche un quarto della popolazione. Troppo poco. Questa campagna elettorale evidentemente non ha portato i frutti sperati, nonostante il continuo viavai di big della politica nazionale, i candidati non sono riusciti a portare la gente alle urne. Un dato che evidenzia la dissafezione dei cittadini nei confronti di questa politica, spesso incomprensibile ai più con le decisioni che vengono prese da pochi “eletti” nelle stanze blindate dei partiti.

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Il voto nazionale, in particolare a Milano, Torino e Bologna, evidenzia le difficoltà del centrodestra e del Premier Berlusconi. E anche la coalizione di Franco Capponi ha pagato la campagna fortemente politicizzata che ha visto arrivare a Macerata quasi tutti i Ministri: una scelta sbagliata, il centrodestra avrebbe dovuto puntare sui suoi candidati e sulle tematiche locali anzichè portare nelle nostre piazze la bagarre politica che ogni giorno ascoltiamo nei network televisivi.
Un po’ a sorpresa ha pagato di più la politica regionale portata a Macerata da Antonio Pettinari che ha scelto il Governatore delle Marche Gian Mario Spacca come suo primo sponsor per bissare la vittoria elettorale arrivata l’anno scorso a Palazzo Raffaello dove è stata sperimentata per la prima volta l’alleanza Pd-Udc-Idv. Un’alleanza che ha portato un risultato positivo in questo primo turno al segretario regionale dei centristi che era stato uno dei principali artefici dell’accordo.

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Il risultato ottenuto oggi dall’Udc (7,7%) conferma il trend dello scorso anno, nonostante il calo rispetto all’11,5 delle provinciali di due anni fa. Insomma, nonostante molte polemiche, la maggioranza degli elettori dell’Udc sembra aver premiato questo matrimonio.
E i voti persi dell’Udc pesano come un macigno sul centrodestra. Rispetto alle elezioni del 2009, quando Capponi (51,3)  vinse a sorpresa al primo turno contro Silenzi, diversi partiti sono cresciuti, a partire dal Pd salito dal 23,2 al 25,7% di oggi passando per l’Idv (dal 5,8 al 6,5). Ottimo risultato, nello schieramento di Pettinari, anche per la lista civica “La nostra Provincia” di Massimiliano Bianchini e del Psi che ha portato a casa il 5%.

Nelle fila del centrodestra è in crescita la Lega Nord che sale dal 3,9 al 4,6 nonostante il divorzio da Enzo Marangoni che a sua volta ha raccolto il 2,11. Buonissimo risultato anche per la civica  “Nuovo Polo per Capponi” (4%) costituita in gran parte dai finiani del Fli, mentre La Destra conferma il risultato del 2009 (da 3,2 a 3,5) ma risulta essere solamente la quarta forza dello schieramento di centrodestra. Il Pdl scende dal 30,5 al 27,2, conseguenza anche della separazione dei finiani.
Nonostante il buon risultato complessivo della coalizione di Acquaroli ci si poteva aspettare di più dai vendoliani di Sel (4,6): nel 2009 la lista “Sinistra per la tua provincia” a sostegno di Silenzi  aveva ottenuto il 5,1. La Federazione della Sinistra si è fermata al 4,2 (due anni fa Rifondazione e Comunisti Italiani insieme avevano ottenuto il 5,8).
Tutti numeri relativi che vanno letti in maniera ridimensionata perchè il grande vincitore è l’astensionismo ed è con questo che dovranno fare i conti i due candidati rimasti al ballottaggio. Si riparte da 0 a 0 con Pettinari che però dovrebbe avere una panchina più lunga, rinforzata dall’ala sinistra. Nichi Vendola sembra essere d’accordo. GUARDA IL VIDEO

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