Alfano con Capponi canta l’inno d’Italia
Carancini con Pettinari

Chiusa la campagna elettorale. Il Ministro della Giustizia a Tolentino e Macerata a sostegno del candidato del centrodestra. Il centrosinistra in piazza Mazzini
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di Alessandra Pierini

La campagna elettorale arriva al termine. Dalla mezzanotte di oggi scatta ufficialmente il silenzio elettorale. Proprio le ultime ore sono state quelle più calde per i candidati alla presidenza della Provincia di Macerata che hanno giocato tutte le loro carte per conquistare voti.
E’stato il ministro Angelino Alfano, ultimo di una lunga serie di rappresentanti del Governo,  a chiudere la campagna del centro destra e a sostenere Franco Capponi. La prima tappa della visita maceratese del Guardasigilli è stata Tolentino. Qui, accompagnato dallo stato maggiore del Popolo della Libertà marchigiano, il ministro ha tenuto un comizio in piazza della Libertà. Al suo arrivo e durante il comizio, Alfano è stato contestato da un gruppo di ragazzi del posto che hanno anche esposto uno striscione con sopra scritto “Siamo indignati”. Non si sono comunque registrati problemi di ordine pubblico di alcun tipo.

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Arrivato a Macerata in Piazza Cesare Battisti affollata e in attesa, è stato accolto dalle parole di Franco Capponi che l’ha definito «un amico che ha proposto riforme eccezionali per tenere all’avanguardia il Paese». Franco Capponi ha poi fatto un rapido bilancio dell’ultimo mese di campagna: «Abbiamo avuto l’attenzione di tanti ministri e tutti sono arrivati con delle soluzioni, per l’università, per la bonifica del basso bacino del Chienti, per le concessioni demaniali e oggi chiedo ad Angiolino un’attenzione particolare per il carcere di Camerino». Pronta la risposta di Alfano che ha dichiarato: «Sono stato presente virtualmente all’informatizzazione del Tribunale di Macerata  e a Camerino faremo il nuovo carcere. Ho simpatia per il vostro candidato – ha detto il ministro – perché mi sono messo nei panni di chi per governare una volta deve vincere due elezioni». Il ministro, seguito passo passo dalle sue guardie del corpo è stato affiancato sul palco troppo stretto da tutti i candidati maceratesi e dai dirigenti dei partiti della coalizione e ha conquistato il suo pubblico con un linguaggio semplice, con simpatia e con il piglio di un ottimo one man show. Il suo intervento è stato molto critico nei confronti del centro sinistra:«Mi chiedono se le elezioni a Macerata rappresentano un test nazionale ma dipende dalla sinistra. Se vinceranno diranno che era un grande banco di prova, se perderanno diranno che era una semplice votazione per un’amministrazione locale. Sono gli unici che dopo le europee sono riusciti a far cadere persino il governo ombra, sono professionisti dell’instabilità. Loro si presentano come portatori sani di verità, sanno sempre cosa c’è da fare».

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Alfano prende come esempio anche la politica mondiale e prende in prestito una considerazione utilizzata da Matteo Renzi, sindaco di Firenze: «In America, ogni volta che c’è un comizio ci sarà un podio sul quale ci sarà sempre lo stesso simbolo e sul quale si avvicenderanno diversi leader,; nel centrosinistra in Italia è il contrario, i leader sono sempre gli stessi, mentre continua a cambiare il simbolo».
Il ministro ha poi difeso il governo Berlusconi: «Rispetto a come sono loro – ha detto rivolgendosi ancora al centro sinistra – siamo meglio noi, abbiamo tenuto dal punto di vista economico, ci siamo accollati una sfida riformatrice , riformeremo anche la giustizia perché ognuno faccia il suo lavoro e perché anche un magistrato che decide sulla libertà e la vita delle persone, se sbaglia possa essere citato dal cittadino. Chiediamo alla provincia di Macerata  di confermare il loro sostegno al centro destra perché così facendo saranno vicini al Parlamento e al Governo».
E’ stato l’inno d’Italia di Mameli, cantato più o meno convintamente dai presenti, a mettere definitivamente la parola fine sulla campagna di Franco Capponi e della sua coalizione.

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Qualche ora più tardi, in Piazza Mazzini, è stato il candidato di centro sinistra Antonio Pettinari che, accompagnato dai rappresentanti dell’intera coalizione, ha concluso il suo cammino elettorale. Introdotto da Bruno Mandrelli, segretario del Pd cittadino, Oriano Giovannelli, parlamentare urbinate del Pd ha sostenuto la candidatura di Pettinari: «Nell’ente locale servono figure che sanno come devono amministrare. La Giunta dovrà portare l’idea del gioco di squadra. Occorre gente pronta a servire la comunità e non gente che si serva della politica. Vogliamo scuotere o no la nostra coscienza? Siamo noi la vera alternativa a Berlusconi e alla politica».
Antonio Pettinari, arrivato al termine di un lungo tour in tutta la provincia, ha fatto il suo appello al voto: «Siamo una unione di forze moderate cattoliche e di progressisti: autentici democratici insieme contro le destre. Sono al servizio della Provincia da 25 anni, sia in maggioranza sia in minoranza e la Provincia è la mia passione. La nostra buona battaglia riguarderà i temi del lavoro, dell’innovazione, i giovani, le infrastrutture, cultura , turismo, ambiente e agricoltura e un obiettivo unico e grande,  il rilancio economico».

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Parlando della situazione di crisi e della politica nazionale ha concluso: «Non possiamo permetterci la rassegnazione , dobbiamo reagire. La scelta della coalizione che mi sostiene è coerente a quella già attuata con successo lo scorso anno in Regione dove l’Udc collabora con il presidente Gian Mario Spacca ed è un modello per la comunità nazionale. Votiamo perciò, pensando al futuro del nostro paese ».
L’intervento conclusivo a sostegno di Tonino Pettinari è toccato a Romano Carancini, sindaco di Macerata che ha parlato di tre ottimi motivi per votare il candidato di centro sinistra: «Il primo motivo è evitare la degenerazione del nostro Paese e opporsi alle forze conservatrici che lo governano. Pettinari rappresenta tutto ciò che è stato il valore antifascista di sessanta anni fa ed è una risposta democratica alla destra. Sono convinto che Macerata sarà all’altezza e saprà dimostrare che non abbiamo bisogno di un Presidente del Consiglio che ogni giorno attacca gli enti, le istituzioni e persino il Presidente della Repubblica. Qualcuno ha attaccato Pettinari dicendo che è un traditore, non dimentichiamo che l’Udc è una forza di centro e si trova all’opposizione di Governo. Traditore è il modo in cui il Pdl tratta le questioni, in cui caccia dal Governo una coalizione seria come l’Udc. Il secondo è che Pettinari incarna il bisogno di infrastrutture della nostra città e per finire non è caduto nelle provocazioni del centro destra e ci ha messo la faccia».

(Foto di Guido Picchio)

 

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