Da Montelupone sognando la California
Ecco la musica dei Malibustesi
Viaggio nel mondo delle band maceratesi (quarta puntata)
di Lucia Paciaroni
Il loro nome rimanda alle bianche spiagge di Malibu, dove vorrebbero distendersi i quattro componenti del gruppo. Sono Andrea Stortoni (chitarra e voce), suo fratello Daniele (basso), Matteo Ercoli (chitarra) e Francesco Cintioni (batteria), ossia i Malibustesi. Nascono come cover band nel 2002, ma già nel 2003 decidono di comporre musica propria, “che nasce come filosofia di un pensiero sintetico, atto a segnalare verità ed attualità di argomenti in confusione, come interpretazione dinamica dell’odierna realtà”.
Il primo album “Quando volano gli asini” esce nel 2009 grazie ad un progetto del Comune di Montelupone. Un sogno realizzato che aprirà ai Malibustesi le porte di un anno ricco di concerti in tutta Italia. Si definiscono “un gruppo sopravvissuto”, che ha incontrato per caso il suo batterista, Francesco, di Corridonia, ad un concerto dei Subsonica, dove è subito nato un legame di amicizia molto particolare.
A raccontarci il loro percorso e i progetti futuri sono Andrea e Daniele Stortoni.
Dove vi ha portato l’uscita del vostro primo album?
Il 2009 e il 2010 sono stati anni ricchi di date in tutta Italia. Abbiamo vinto il concorso aPeRock Music Festival a Bologna e abbiamo suonato in tantissime altre città. Il disco ha dato più frutti di quelli sperati. Abbiamo partecipato alla finale di Italia Wave Marche e vinto Pandemia Festival. Con il cd abbiamo avuto molta visibilità e le persone ci hanno ascoltato. E non solo, il gruppo è stato scelto per aprire diversi concerti, come quelli de Il Teatro degli Orrori, Giardini di Mirò, LNRipley e Casino Royale.
L’album è stato prodotto grazie ad un progetto del Comune di Montelupone, paese di Andrea, Daniele e Matteo.
Si, grazie al Comune siamo riusciti a produrre l’album. Fare un cd rappresenta una grossa spesa. Il Comune investiva molto sui giovani e così abbiamo presentato un progetto all’allora assessore alle politiche giovanili Marina Baldassarri. Montelupone ha una ludoteca con sala prove e registrazione annessa ed è lì che abbiamo creato il nostro primo album. E’ anche lo stesso locale dove abbiamo debuttato in occasione dell’inaugurazione del centro di aggregazione giovanile.
State pensando ad un secondo album?
Si, qualche pezzo è in cantiere e pensiamo di iniziare la registrazione ad ottobre. Proprio per questo adesso non fissiamo troppe date per i concerti, vogliamo concentrarci sulla preparazione dell’album. Siamo in contatto con il Tpo di Bologna per la registrazione. Una realtà diversa, anche per dare alla nostra musica una diversa visibilità. Partendo da Montelupone, ovviamente copri la regione Marche. Il Tpo è un centro sociale, propongono progetti paralleli alla musica, per esempio organizzano eventi con il Dams, c’è una cooperazione di diverse forme di arte.
Cosa c’è nei testi dei Malibustesi?
I testi sono sintetici e vengono utilizzate parole per dirne altre. Sono interpretabili in base al proprio stato d’animo.
Marche e musica: come vedete questo rapporto?
Ci sono sempre meno locali che fanno suonare gruppi con pezzi inediti. E’ questo il vero problema delle Marche: non esistono veri e propri posti per ascoltare musica. Ci sono bar e locali, ma mancano punti di riferimento concreti come l’ex Barfly. Se ci fossero locali ben attrezzati per questi eventi, la scena sarebbe diversa, più dinamica, ogni gruppo può fare anche da gruppo spalla ad altri. Se pensiamo all’esperienza all’Italia Wave, nessuno ti conosce, nessuno sa che suoni e nessuno ha seguito i tuoi passi. La scena musicale te la devi cercare.
I Malibustesi parteciperanno al Weikap! Festival.



