Una civitanovese nel mezzo
del disastro del Queensland

Federica Ercoli è in Australia, proprio nella zona colpita dalla devastante alluvione

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Federica Ercoli

di Laura Boccanera

Tra gli sfollati di Brisbane c’è anche una civitanovese: si tratta di Federica Ercoli, trentenne viaggiatrice che ha scelto l’Australia come patria adottiva e che in queste ore è coinvolta nell’evacuazione generale della città del Queensland. L’alluvione che sta inondando case e strade arrivando quasi a 5 metri dal livello del fiume ha provocato fino ad ora numerosissimi danni oltre che feriti, morti e dispersi. Federica, nata e vissuta a Civitanova fino a 18 anni, vive all’estero ormai da parecchio tempo e da circa un anno si trova proprio a Brisbane, nel Queensland. La notizia delle recenti inondazioni e della pioggia incessante ha fatto rapidamente il giro del mondo e la giovane ha rassicurato via Facebook amici e parenti preoccupati dopo aver visto le immagini terribili mandate in onda dalle tv nazionali. <<A famiglia e amici preoccupati per l’alluvione nel caso le comunicazioni telefoniche si interrompano: il fiume e’ straripato, il parco e le strade davanti casa sono allagate, il centro citta’ evacuato, ma qui tutto bene, la casa e’ a due piani, rialzata rispetto al fiume di 10m e stiamo facendo provviste di cibo, gas e acqua. E’ tutto a posto>>. Così scrive Federica sulla sua bacheca due giorni fa, subito tempestata di messaggi di amici.

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Oggi pomeriggio il fratello della ragazza, Bernardo Ercoli, è riuscito a mettersi in contatto con lei: <<Pensava di essere un po’ più al sicuro invece lei e i suoi coinquilini sono stati svegliati nel cuore della notte, alle 4 ora locale perchè l’acqua arrivava già al primo piano della loro palazzina, all’altezza della vita e continuava a salire. Ora sono ospiti della proprietaria dell’appartamento che ha una casa più in alto e per ora stanno in casa con questa famiglia. Mia mamma è riuscita a parlarci dieci minuti, per fortuna non sono saltati i collegamenti telefonici>>. Nel corso della telefonata con il fratello Federica ha raccontato che l’alluvione che sta colpendo l’Australia è considerata la peggiore del secolo, strade completamente allagate, auto trasportate via dalla corrente e un esodo di persone in fuga dalla città per mettersi ai ripari. Federica racconta che la situazione è resa ancor più critica dall’apertura della diga, provvedimento preso per evitare la rottura della struttura, ma che ha innalzato ulteriormente il livello dell’acqua. La famiglia di Federica è molto conosciuta a Civitanova, figlia della docente Franca Piccolini dell’Itc e del dottor Ludovico Ercoli, pneumologo all’ospedale di Civitanova, dopo la laurea alla Bocconi ha dedicato la sua vita al viaggio, Laos, Cambogia, Brasile, Nuova Zelanda ed infine l’Australia. Primogenita di quattro tra fratelli e sorelle Federica lavora in una multinazionale australiana dopo aver vinto una borsa di studio per un master di specializzazione. La Farnesina ha reso noto che il Consolato ha istituito una linea telefonica di emergenza per gli italiani in difficoltà. Alle 22 ora locale il livello dell’acqua era di 4,2 metri, in molti supermercati cominciano a scarseggiare le scorte di generi di prima necessità, mentre alcune raccolte di rifiuti e collegamenti con mezzi pubblici sono sospesi. Oggi la piena è arrivata fino al centro di Brisbane, terza città dell’Australia per grandezza. Le persone che ancora non sono state sfollate resistono nei grattacieli e negli alberghi, mentre per tutti gli altri nelle ultime ore è scattato il piano di evacuazione. L’Australia, che solitamente scarseggia d’acqua, deve in queste ore fare i conti con situazione mai vissuta prima. Dalla rete si diffondono le immagini del bestiame in difficoltà che cerca di cercare riparo sui tetti delle abitazioni, ultimo baluardo della terra ferma. Il picco delle inondazioni è atteso prima dell’alba di domani a Brisbane, solo dopo di allora si potrà fare la conta dei danni. I soccorritori stanno cercando 43 dispersi, e la premier del Queensland, Anna Bligh, attraverso le agenzie di stampa internazionali ha detto di attendersi che quasi 2.000 case vengano inghiottite dall’acqua in quello che definisce il peggior disastro naturale dello Stato.



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