Sciapichetti: “Sanità regionale in crescita,
ora debbono assumere un ruolo decisivo
le aree vaste”

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Angelo Sciapichetti

Scrive Angelo Sciapichetti, consigliere regionale del Partito Democratico:

“L’appello ai consiglieri regionali rivolto nella conferenza stampa di fine anno dalla dirigenza della Cisl maceratese offre molti spunti di riflessione. All’inizio del 2000 la Regione aveva accumulato più di 158 milioni di euro di debito, con il commissariamento dietro l’angolo.

Le Marche dovettero intervenire con decisione, tanto da effettuare un prelievo fiscale straordinario. Le scelte degli anni successivi hanno ridotto il deficit a 55,2 milioni di euro nel 2006, sino a conseguire il pareggio nel 2007 e a toccare un attivo di 5 milioni nel 2009.
Oggi le Marche sono al secondo posto in Italia per qualità delle prestazioni sanitarie ed efficienza della spesa, e sono scelte dal Governo di centro destra, insieme a Lombardia, Toscana e Umbria, come punto di riferimento a livello nazionale.
La manovra approvata recentemente dal Governo taglia verticisticamente il 67% delle risorse a tutte le Regioni, senza tener conto del fatto che, negli ultimi tre anni, proprio le Regioni hanno contribuito ad abbassare la spesa pubblica del 6,7%, mentre i Ministeri hanno contribuito ad incrementarla del 10,8%. Per la sanità marchigiana significa 250-300 milioni di euro in meno nel triennio 2011-2013 ed il blocco al 70% del turn over dei dipendenti che vanno in pensione, ponendo un macigno sulla soluzione dei problemi giustamente denunciati dalla Cisl.
Il nuovo assetto sanitario approvato recentemente sancisce che la Regione decide le strategie e gli indirizzi, gli obiettivi e il budget, e che il dipartimento sanitario li realizza. In questo quadro, nel medio termine, debbono assumere un ruolo sempre più decisivo le aree vaste, chiamate a tradurre sul territorio gli indirizzi regionali, monitorando l’offerta sanitaria in ogni provincia, le eccellenze e i punti critici. Per la prima volta, quest’anno, il budget di spesa è stato assegnato secondo il criterio di area vasta: l’equilibrio economico territoriale, pertanto, andrà ricercato entro questo ambito e non più come avvenuto fino ad oggi per singola zona, perché una cosa non è più tollerabile: la spesa pro-capite in area vasta per ogni cittadino maceratese (1.711 euro) non può continuare ad essere diversa da quella di un cittadino di Ancona (1.894 euro); media regionale (1.749 euro). Occorre abbinare a livello provinciale un lavoro di programmazione che sappia unire ad una efficace gestione ordinaria scelte di fondo rispetto alle quali il nostro territorio rischia di rimanere indietro perché, con gli investimenti di lungo periodo dell’ospedale unico Marche Nord (Pesaro-Fano) e Marche Sud (Ascoli- San Benedetto), e con le nuove strutture avviate a realizzazione dell’ospedale di zona di Fermo e Ancona Sud (Inrca), la provincia di Macerata rischia di rimanere fuori dalla realizzazione di un piano pluriennale di investimenti strutturali nel settore sanitario.
Anche in questo caso l’area vasta risulterà strategica per riconvertire con coraggio alcune delle strutture sanitarie esistenti, privilegiando la non autosufficienza, valorizzando le eccellenze territoriali per alcune specialità (oculistica, otorino, urologia, trasfusionale, etc.), evitando doppioni di sale operatorie o reparti a pochi km di distanza, concentrando in una nuova unica struttura le funzioni di un ospedale baricentrico, da realizzare vicino all’asse stradale SS 77.
Per far ciò occorre una interlocuzione forte tra Regione, Provincia, Enti locali, forze sociali, avendo fiducia nella nostra capacità di perseguire obiettivi essenziali per il territorio”.



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