Marcello Veneziani: “A Macerata
il primo Tea party italiano”

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Marcello Veneziani, Fabio Pistarelli e Masino Ercoli

“Il forum è un luogo dove incontrarsi e sulla scia degli Stati Uniti, chissà che questo di Macerata non possa essere il primo Tea party italiano”. È il saluto che Marcello Veneziani ha rivolto agli oltre 180 ospiti riuniti, venerdì sera, al ristorante “Le Case”, per la prima conviviale del “Forum delle Idee e delle Associazioni”, dal titolo “Centocinquant’anni rifare l’Italia. La sfida del Presente”.

Veneziani, presentato dalle parole dell’animatore del Forum, Fabio Pistarelli, “riallaccia un discorso aperto in campagna elettorale” quando l’editorialista de Il Giornale era già stato a Macerata per parlare del suo ultimo libro, “e ora torna per aiutarci a non gettare via idee ed entusiasmo come spesso succede dopo le elezioni”.

La serata, condotta da Evio Hermas Ercoli, ha riguardato sia la storia sia la riflessione sulla contemporaneità “circa la quale – ha promesso Ercoli – Veneziani tornerà a parlare quest’estate a “Popsophia”, il prossimo Festival di Civitanova”. Sulla storia dell’Unità d’Italia Veneziani ha attribuito più meriti alla cultura che alla politica: “l’Italia è stata fondata molto prima da Dante rispetto a Cavour”. Poi, secondo Veneziani, dopo l’Unità del Risorgimento, “un Paese che era riuscito ad alfabetizzarsi e a diventare la quinta potenza economica al mondo” è stato arrestato “dal triennio che va dal ’68 al ’70”. Anche qui più cultura che politica.

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In quegli anni secondo Veneziani si è formata la contrapposizione odierna “fra pensiero e vuoto, fra cultura nazionale ed esterofilia” fino anche alla denigrazione che noi italiani facciamo di noi stessi all’estero. Tuttavia dalla sintesi del discorso è apparso chiaro che una Nazione “con il maggiore scrigno di storia e cultura mondiale” non abbia bisogno di essere rifatta. Un Veneziani, come spesso accade per sua stessa ammissione, partito “da ipotesi apocalittiche per giungere a conclusioni piuttosto ottimiste”.

Durante la serata non è mancato neppure l’accenno all’attualità politica nella quale “il parlamento si riduce al commento dei presunti scandali sessuali di Berlusconi” e alla propria vicenda personale con il ricordo del padre che ha portato il filosofo a denunciare “la schizofrenia di una società dove il sesso è diventato un argomento pubblico e la morte un tabù”.

Erano presenti anche il vicecoordinatore regionale Carlo Ciccioli, il deputato della Lega nord, Eraldo Isidori, il coordinatore provinciale del Pdl Mario Lattanzi, Francesco Acquaroli e Franco Capponi.


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