Pierpaolo Borroni
dopo la gaffe sui gay:
“Non sono omofobo”

E' il presidente del Consiglio comunale

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I testi scritti da Pierpaolo Borroni sulla bacheca di Facebook

di Laura Boccanera

Fa un passo indietro sui contenuti il Presidente del Consiglio comunale di Civitanova Pierpaolo Borroni dopo le dichiarazioni di ieri in cui esprimeva consenso nei confronti della posizione del Premier sui gay, ma contesta la modalità con la quale quelle informazioni sono state diffuse: <<Fa parte della mia sfera personale rivolta ai miei amici – scrive in un comunicato – quanto apparso sulla stampa e non era parte di un comunicato, le frasi estrapolate (che in realtà sono state riportate senza censure  eccezione fatta per i contenuti scurrili ndr) sono soggette ad interpretazioni, ma in nessun modo da parte mia si vuole ledere i diritti innegabili di ogni persona di qualsiasi inclinazione sessuale e se ce ne fosse la necessità sono disponibile ad incontrare chiunque per chiarire le mie vedute, non sono mai stato e non sarò mai una persona che condanna l’omosessualità>>. Commenti e dibattito intanto continuano sulla bacheca pubblica facebook di Borroni, dove in molti tra il serio ed il faceto condannano l’incidente diplomatico. Critica più formale arriva da Francesco Micucci dell’opposizione che sembra quasi prendere in prestito la famosa Catilinaria ciceroniana “Quo usque tandem Catilina abutere patientia nostra” per lanciare un messaggio a Borroni: <<Non si può continuamente scambiare il consiglio comunale con il bar – dice Micucci – E non ci si venga a dire, come spesso si fa per coprire le uscite imbarazzanti del premier, che si trattava solo di una battuta>>.

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La foto utilizzata come profilo facebook da Pierpaolo Borroni, presidente del Consiglio comunale di Civitanova

Dello stesso avviso anche Sinistra per Civitanova che rigetta le affermazioni <<Borroni è il presidente del consiglio comunale e come tale, le sue affermazioni hanno rilevanza pubblica quando vengono espresse in pubblico come lo è la piazza della rete.  In tali affermazioni non ci riconosciamo e non le riconosciamo come legittime per un rappresentante di un organo istituzionale. Come movimento politico, come cittadini non ci riconosciamo e non ci sentiamo rappresentati da chi professa tale scala di valori, che tra l’altro ci riporterebbero a schemi culturali pre illuministici>>.


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