Duello nella chiesa
Il vescovo Giuliodori
su La Stampa

Il caso fa discutere
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Il vescovo Claudio Giuliodori

Di seguito pubblichiamo il servizio uscito oggi su La Stampa, uno dei più importanti quotidiani nazionali, a firma del nostro Mauro Montali. Il giornale torinese ha dedicato una pagina intera all’argomento con foto del vescovo Giuliodori e della sala prediche dei servi di Maria, titolando “Duello nella chiesa/ Preti contro frati/ “Ci rubano i fedeli”.

Abbiamo parlato diffusamente di questo insolito duello ma per ora il vescovo non rilascia nessuna dichiarazione dopo le parole pronunciate nel corso dell’omelia per la festa del patrono di Montefano.

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di Mauro Montali

Frati contro preti, studiosi biblici versus la Curia. Succede nelle cattolicissime Marche, a Montefano, cittadina a cavallo tra Ancona e Macerata. Per ora vincono gli innovatori, ossia i fraticelli del convento di San Filippo Benizi dei Servi di Maria, l’ordine di padre Turoldo, le cui omelie progressiste, a favore dei gay per esempio, si irradiano via Web per tutt’Italia mentre la Chiesa parrocchiale di San Donato si svuota di fedeli e di tolleranza. «Le hanno provate tutte – racconta padre Alberto Maggi, sacerdote che ha dedicato la sua vita allo studio “scientifico“ della Bibbia – per farci chiudere. La parrocchia di San Donato aveva anche organizzato una raccolta di firme per mandarci via. Mi pare che abbiano trovato l’adesione di una decina di persone. Ma la colpa è la nostra? Ci accusano di essere eretici, senza sapere bene cosa dicono, noi siamo organicamente dentro la Chiesa di Roma».
Alberto Maggi, assieme a padre Ricardo Perez Marquez, sbarcò a Montefano una quindicina d’anni or sono per ridare linfa al convento e studiare «parola per parola» la Bibbia, attraverso la fondazione del centro studi «Vannucci».
Il successo, se così si può dire, arrivò poco a poco. Prima i giovani, poi interi gruppi famigliari.
Infine siti e pubblico elettronico. E la «casa madre» di Montefano sempre presa d’assalto. «La sera del sabato santo la nostra Chiesa non è riuscita a contenere tutti i fedeli e siamo stati costretti ad aprire le porte, nonostante la gelida serata» si inorgoglisce padre Maggi, un anconetano sessantacinquenne pieno di energia e di carisma.
Sulla sua strada, ecco arrivare, però, un altro dorico carico di studi e di ambizioni, in cerca ancora del carisma sufficiente per governare una comunità, quella maceratese, complessa, aggredita dalle logge massoniche e attorniata da movimenti di base.
Ex braccio destro di monsignor Ruini nella Cei, il giovane Claudio Giuliodori tre anni fa fu nominato vescovo di Macerata, con la prospettiva di ritornare presto a Roma tra le gerarchie che contano.
Di Montefano si è già dovuto occupare, quando l’ex parroco fu indagato per abusi sessuali nei
confronti di una minorenne nordafricana. Il caso si chiuse quasi subito. Al suo posto, un giovane: don André. Il quale ha malsopportato il «successo» dei frati del centro biblico. Alla base di tutto pare ci sia anche la ricca torta delle offerte.

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Padre Alberto Maggi mentre pronuncia l'omelia

Monsignor Giuliodori che poteva fare? E’ andato, una domenica, a Montefano per una sconfessione pubblica dei frati. «Chiesa e parola di Dio sono la stessa cosa e quindi attenzione a ciò che si dice e a come lo si dice» ha tuonato dal pulpito della Chiesa di San Donato.
Era un passo, in un certo senso, annunciato dopo le proteste dei cattolici «ortodossi». Padre Maggi non si è scomposto per niente. E ripete il ritornello: «E’ colpa nostra se non hanno più credibilità?».
La discussione fra le due parti in causa ha raggiunto improvvisamente il diapason. Sono nati due siti, uno a favore del centro biblico, l’altro contrario. «Se non era per questi fraticelli – ha scritto per esempio Luca Perilli nel blog del giornale on line “Cronache Maceratesi” – io sarei diventato ateo».
Andrea Pugliese non è di quest’avviso: «Le avete mai ascoltate le omelie dei frati? Siamo fuori
dalla Chiesa cattolica…».
La guerra fra Curia e frati biblici è agli inizi. E le offerte dei fedeli stanno lì, su di un ricco piatto.



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