Maxi rissa ai Giardini Diaz
tra nordafricani e albanesi
Macerata - Lite tra 30 giovani per una ragazza. Sequestrato un coltello
Maxi rissa nel tardo pomeriggio di ieri ai Giardini Diaz. Intorno alle 18 è arrivata una segnalazione al 113: all’interno dei giardini di Macerata era scoppiata una violenta rissa tra circa 30 giovani ragazzi di varie etnie, armati di bastoni di legno che avevano staccato dagli alberi.
La Sala Operativa della Questura di Macerata ha inviato subito sul posto la pattuglia della squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura e ha chiesto aiuto anche al comando dei Carabinieri di Macerata che ha inviato sul posto una pattuglia del Radiomobile, in aggiunta alle auto della Squadra Mobile e della Digos della Questura.
All’arrivo immediato della “Volante” c’è stato un fuggi-fuggi generale e gli agenti di Polizia sono riusciti a fermare una decina di giovani di nazionalità albanese, macedone e nordafricani. Con l’ausilio delle altre pattuglie sono riusciti ad identificarli e dai primi accertameni è emerso che il tutto era scaturito perché un giovane minorenne africano aveva guardato una giovane ragazza che era in compagnia con un cittadino albanese. Questa era stata la scintilla per la quale entrambi i giovani avevano richiesto aiuto ai propri connazionali ed in un giro di un paio di minuti si erano trovati in una trentina per affrontarsi ai giardini Diaz. La pronta segnalazione al113 e l’immediato arrivo della Volante aveva stoppato la probabile rissa.
Durante l’identificazione dei soggetti controllati il personale della Squadra Volante ha rinvenuto a a terra, nelle immediate vicinanze del controllo di Polizia, un grosso coltello a serramanico della lunghezza totale di circa 30 cm che è stato sequestrato.
Durante la serata venivano ascoltate diverse persone per far chiarezza sulla dinamica dei fatti e tra questi anche ignari cittadini che si trovavano con i propri figli ai giardini Diaz.
Tra i controllati vi erano anche due minorenni cittadini nord africani che hanno rifiutato le cure del caso per delle escoriazioni subite durante lo scontro con gli albanesi, tutti maggiorenni.
Il giovane africano che aveva subito lesioni si è rifiutato di sporgere denuncia nei confronti dell’albanese e ha confermato che il tutto era iniziato poiché lui aveva guardato insistentemente la giovane ragazza che si trovava con l’albanese.

serpenti-coltelli-risse-tentati stupri che bel posto son diventati i giardini per portare a spasso i nostri piccoli!
ma sti 30 ragazzi stanno tutti in ferie???
(sebbene poi non servano a nulla, se non ci sono addetti che le guardano 24 su 24) Non sarebbe forse il caso di mettere qualche telecamera anche a Giardini Diaz?
Purtroppo 30 ani fa non sarebbero servite, ma non possiamo fare finta che non sia cambiato il tessuto sociale-economico cittadino e che, pertanto, bisogna adeguarsi ai mutamenti sociali, che non sempre sono per il meglio?
Inoltre, visto che anche i Giardini Diaz, così come altri luoghi pubblici di ritrovo (Piazza Mazzini, Villa Lauri, Sasso d’Italia, ecc.) dovrebbero essere controllati non sarebbe forse il caso di spostare le pattuglie a piedi (che si dice siano ormai diventate specializzate nel tacchinaggio delle commesse) anche in quelle zone???
Chiedilo alla tua giunta Cerasi, se non ricordo male il tuo ex sindato Meschini negò questo tipo di problemaa ridosso delle elezioni.
Le forze dell’ordine fisse ai giardini sono diventate oramai inevitabili.
Peccato avere uno spazio così bello e doverlo negare ai propri piccoli perchè chi li amministra non ha interesse di tutelarli!!!
Povera la mia Macerata……
@Prenna
Credo che lei abbia un concetto distorto di proprietà.
Votare per X non significa che X sia una mia proprietà.
Così come, ad esempio, essere Capo del Governo non significa che uno Stato diventa proprietà personale e che si possa fare e disfare le leggi come servono (per non finire in galera) o che si possono pagare Giudici e testimoni per ammorbidire delle sentenze o dei lodi.
E tra l’altro votare per Y (che magari, non avendo nulla da proporre, chiede a gran voce di cambiare le serrandine della Prefettura) non significa neanche che uno sia sempre d’accordo con quello che Y decide di fare o non fare.
E guarda un pò che caso strano capita pure a volte di votare il “meno peggio” decidendo di votare chi, tra i due pupi, ha meno fili attaccati.
comunque le telecamere ai giardini ci sono
Poveri alberi!
@paolapagna
Non sapevo che avessero installato le telecamere anche ai Giardini…
Ma se ci sono evidentemente non funzionano bene (oppure forse riprendono male) o nessuno le stava controllando, visto che sembra sia arrivata chiama al 113
Mi stupisco di come ci sia qualcuno che parli di telecamere quando le stesse (le teorie criminologiche in merito sono moltissime) hanno dimostrato la propria inefficacia..
…ad ogni modo: qualcuno saprebbe dirmi perchè quello che era il bar della rotonda è oggi un locale chiuso, sebbene ristrutturato?
grazie
Inefficacia, le telecamere, se non c’è nessuno avanti al video 24 ore su 24 e se, in caso di allarme, le Forze dell’Ordine non intervengono subito.
Dove le telecamere sono costantemente controllate, e dove le Forze dell’Ordine intevengono rapidamente, il controllo sul territorio è maggiore….
Certo è che se il filmato della telecamera lo controli tre giorni dopo (in funzione solo repressiva) non ha lo stesso valore che se lo controlli in tempo reale (in funzione deterrente).
Tra l’altro in Italia c’è un rapporto tra le Forze dell’Ordine e popolazione che è assai più alto che in USA, Francia, Germania, Inghilterra eppure il controllo del territorio è peggiore…
@david del bianco
l’affitto richiesto per la rotonda è esorbitante. e i locali fatiscenti sotto la casa del guardiano dei giardini? la presenza di qualche attività umana all’interno dell’area giardini potrebbe essere un deterrente “pacifico” contro vandalismi e zuffe
@cerasi:
ho scritto in numerosi post i vari motivi alla base dell’inefficacia delle ccct cameras (telecamere a circuito chiuso)…esse rappresentano un inutile investimento di soldi (nostri) in quanto:
1. non rappresentano un deterrente per chi vuole commettere un reato (pensi ad un maniaco);
2. il raggio di ripresa di una telecamera è limitato e copre solo una area limitata,
3. anche qualora ci fosse una persona pronta a monitorare l’area 24 h su 24 l’intervento sarebbe tardivo (reato-chiamata-intervento)
…queste sono solo alcune ragioni…se vuole posso essere molto più dettagliato…
in questo modo non si realizza un intervento preventivo, ma altresì repressivo. L’equivalente di un pattugliamento…
Ma di chi è questo stabile???
1) in caso di maniaco, oppure di uno completamente fuori di testa per droga o alcool, o di un matto totale (cioè tutti casi limite) se il controllo non è con “marcamento ad uomo” (cioè se non ha attaccato al sedere un agente) non c’è deterrente che funzioni… Ma quanti sono questi pochi i casi-limite, rispetto alle centinaia di casi di danneggiamenti, schiamazzi, risse, aggressioni?
2) Dipende quante telecamere metti in una zona e cosa vuoi controllare, ma comunque se non c’è un addetto che poi le controlla (24 ore su 24) servono solo “dopo” per vedere chi ha comesso il reato (ma, counque, servono in funzione post-reato).
3) Se l’intervento avviene dopo poco tempo è comunque utile (vedi es. Londra); ovvio che se l’addetto deve chiamare, poi la pattuglia deve uscire e il luogo che deve raggiungere la pattuglia è lontano questo sistema (reato-chiamata-intevento) non è efficace.
Diverso sarebbe il caso di controllo del territorio dove le telecamere aiutano le molte pattuglie presenti e dislocate nelle varie zone (ma non è quello che accade in Italia): in questo caso l’intervento sarebbe molto più veloce.
Ovvio che a monte di tutto ci deve essere un controllo del territorio diverso da quello che avviene in italia dove, spesso, più o meno sai dove sono collocate le pattuglie perchè bazzicano gli stessi posti.
Comunque sia all’Estero le telecamere, con un adeguato pattugliamento, sono utili.
Ovvio che c’è un forte aggravio di costi.
Ma bisogna anche considerare altri fattori, anche psicologici.
Inoltre sapere che, in quel luogo, c’è un controllo tramite telecamere è comunque un deterrente perchè (a) se c’è un intervento immediato rischi di essere preso subito oppure (b) possono venire a prenderti a casa subito dopo che hai commesso un reato.
@david del bianco
la rotonda, come la casa del guardiano, sono di proprietà comunale. così so
@Cerasi: mi occupo di criminalità e sicurezza urbana da ormai quasi 5 anni e purtroppo la copiosa letteratura in ambito mi suggerisce che ciò che Lei sta dicendo (mi scusi il tono che non vuole essere confidenziale) è sicuramente superficiale. Lei sta usando quel buon senso che quando si parla di sicurezza urbana deve essere messo da parte: “facciamo questo perchè dalle altre parti funziona”. Per fare sicurezza occorre innnanzitutto fare ricerca, conoscere la zona in cui si va ad applicare la misura di sicurezza e conoscere la misure di sicurezza stessa. Tale dinamica prende il nome di ricerca-azione=conoscere per capire (anche in questo caso la letteratura è abbondante). Se, solo per fare un esempio, le ccct hanno avuto un ottimo impatto a Londra, ciò non vuol dire che a Macerata, ai Giardini Diaz, si possano ottenere i medesimi risultati. Purtroppo anche questa volta il buon senso dell’uomo comune non ci viene di aiuto…serve fare ricerca e conoscere i problemi intrensechi di una specifica area….
Ora non mi si fraintenda, io non sto dicendo che le ccct siano completamente inutili, ma sto sostenendo che l’uso che se ne fa è inutile e si configura come uno spreco di soldi (sempre nostri)…
Chi sostiene che le ccct fanno prevenzione non ha una benchè minima cognizione delle più affermate teorie criminologiche in merito.
@avit: mi scusi l’ignoranza, ma dove si trova la casa del guardiano?
@Del Bianco
Io non sono un’esperto, ma osservo e talvolta qualche approfondimento sui testi lo faccio anche io.
Se lei deve rendere sicuro un perimetro attraversole telecamre può farlo; magari servono 10 telecamente, invece che 5, ma il perimetro è completamente coperto.
Ma se dietro queste telecamere non vi è nessuno ne può mettere anche 50 che non servirebbe a nulla, in funzione preventiva (ma servirebbero sicuramente in funzione repressiva perchè si potrebbe individuare chi commette il reato).
Ma se dietro le telecamente c’è chi costantemente controlla e, contemporaneamente, ci sono pattuglie in zona (che hanno ossibilità di intervenire in brevissimo tempo) il controllo è totale a Londra così come a Macerata.
Ma è altrettanto ovvio che se piazzi 10 telecamere ai Giardini e c’è chi controlla ma la pattuglia è distante 15 minuti serve a poco avere chi è piazzato davanti alle telecamere perche, anche se avvertisse di un’emergenza, la reazione sarebbe non immediata.
Inoltre, come le avevo cercato di spiegare sopra, c’è una componente soggettiva da non trascurare: il cittadino “si sente più sicuro” (non è detto che sempre lo sia, ma ci si sente) ed il delinquente sa che le probabilità di essere pizzicato (prima o dopo aver commesso il fatto) aumentano in virtù proprio delle telecamere.
Ma è altrettanto vero, come nel caso italiano, che se chi pattuglia fa sempre gli stessi giri (quindi sai se l’auto è a Macerata o a Montecassiano) ed il pattugliamento è carente (cioè servirebbero più agenti per le strade, rispetto ai pochi che ci sono ed ai molti che sono in ufficio) di telecamete ne puoi installare anche 200 per tutta Macerata che comunque non serivrebbero per agevolare una risposta immediata.
Un “aiuto” potrebbe venire dal progetto che ha messo in piedi la Metropolitan Police di Londra: un corso per addestrare giovani (studenti, disoccupati, ecc.) che “part time” (ed in borghese) fungono da ausiliari e potremmo dire che sono gli ulteriori occhi (oltre alle telecamere) che la polizia londinese usa per controllare il territorio.
Ovviamente in Inghilterra la selezion è seria, la mia paura è che qui (se si facesse una csa simile) prenderebbero inanzitutto amici, parenti senza alcuna selezione seria e pertanto avremmo il rischio di avere non dei poliziotti par-time ma degli imbecilli sceriffi con il distintivo che si credono padreterni.
@Cerasi: Lei parla di “rendere sicuro un perimetro”. Anche in questo caso commette un grossolano errore in quanto pensi di monitorare ogni cm di suddetta area racchiusa da un perimetro. A questo punto la nostra area all’interno del perimetro è perfettamente monitorata (non vuol dire sicura) e perfettamente controllabile. Se usciamo dal perimetro, a questo punto, ci troviamo in un’area al di fuori dell’occhio della telecamera e alla mercè di chiunque voglia commettere un reato. Tale fenomeno molto diffuso prende il nome di fenomeno displacement per cui gli autori di reato si muovono dalle aree coperte da una misura di sicurezza (nel nostro caso le telecamere) ad una area limitrofa priva di misure di sicurezza.
Capisce a questo punto che le Sue ipotesi cadono nel momento in cui si palesa l’impossibilità di coprire tutta l’area di Macerata con delle telecamere.
Capisce anche quando dico che collocare una telecamera per sentirsi più sicuri equivale a mettere lo sporco sotto il tappeto anzichè fare pulizia…..
Anche per quando riguarda la questione della percezione della criminalità devo fare qualche precisazione alla Sua analisi: innanzitutto esiste una differenza tra la criminalità reale (il numero dei reati che si verificano in un determinato contesto) e faccio riferimento a tutti quei reati che rientrano (l’analisi è più complessa, ma Le sto facendo una breve sintesi) nelle evidenze statistiche e la percezione che si ha di un determinato contesto. In questo caso faccio riferimento alla percezione di un luogo come sicuro o insicuro.
Posso sostenere che spesso un determinato luogo può essere percepito come sicuro anche se il tasso di reati commessi è particolarmente alto e viceversa altre volte un luogo è considerato insicuro anche se non sono commessi reati…
Anche in questo caso le politiche in materia di sicurezza adottate a Macerata si caratterizzano per una lacuna fondamentale: la mancanza di ricerche qualitative, quelle ricerche che in altre regioni (in Emilia Romagna ad esempio) prendono il nome di Indagini di Vittimizzazione e che sono condotte dall’Istat con periodicità quinquennale.
Ancora per quanto riguarda quello che Lei definisce “aiuto” devo dire che (il programma è noto in America con il nome di Neighborhood watch) l’adozione di soggetti ausiliari (in America sono chiamati gli occhi e le orecchie della polizia) trova la sua efficacia in contesti molto piccoli, quali piccoli paesini o quartieri molto piccoli dove è facile individuare la presenza di individui non appartenenti a suddetti contesti ed individuare gli eventuali movimenti sospetti.
Come dicevo all’inizio fare sicurezza è un’attività complessa e il buon senso o il trapianto di attività poste in essere in altri contesti, senza una pregressa attività di ricerca, possono risultare dannosi.
Spero di essere stato utile con queste precisazioni.
ps: scusate l’ignoranza, ma questa casa del guardiano dove si trova?
@Del Bianco
Però prima dobbiamo metterci d’accordo sui punti della discussione, perchè lei ogni volta introduce un diverso argomento, che va sempre ad ampliare a dismisura il precedente.
Lapalissiano che se devo controllare il punto A, ma il punto B è senza telecamere, il delinquente tenderà a spostarsi sul punto B…..
Ma il discorso iniziale riguardava SOLO il punto A.
Quindi, come si diceva un tempo, torniamo a monte: se devo controllare un perimetro con le telecamere questo perimetro può essere controllato. Punto.
Non si parlava di controllare più perimetri o addirittura una intera città, ma si stava discutendo solo di come poter rendere sicuro uno spazio.
Il problema è che se controllo, ma non ho poi un intervento immediato, posso anche controllare diecimila punti in città ma le telecamere servono a poco.
Per quanto riguarda le indagini sul senso di sicurezza,reale o presunto, dimentica di ricordare che oramai da anni una serie di reati sono in diminuzione (non perchè realmente diminuiscono ma) perchè semplicemente NON vengonopiù denunciati e non vanno più in nessuna statistica: furti, scippi, danneggiamenti all’auto… Poichè si sa che oramai in questo genere di reati il colpevole moltoooooooo difficilmente verrà preso il cittadino quasi non li denuncia nemmeno più.
Il programma del controllo del territorio da parte di civili (con tanto di adesivo alle porte di molte case dei quartieri), dove se vedono qualcuno che non è del quartiere in atteggiamenti sospetti chiamano subito la Polizia, è almeno 30 anni che esiste nel Regno Unito.
Così come i Neighborhood watch chiamano la polizia se vedono una luce in una casa e sanno per certo che il proprietario è assente.
Almeno in UK è capillare su tutto il territorio nazionale, comprese le grandi città, e funziona.
Ma io stavo parlando di un programma diverso della Metropolitan Police di Londra (e non so se ve ne sono di simili in altre grosse città del Regno Unito).
C’era almeno fino a 2 anni fa un corso di formazione (mi sembra di almeno 300 ore) dove civili vengivano addestrati ad essere poliziottia tutti gli effetti (ed infatti quando erano in servizio avevano regolare teserino di riconoscimento dlla polizia) e svolgevano in borghese regolare servizio di pattuglia: non dovevano intervenire (se non in casi estremi) ma segnalare eventuali misfatti alla centrale.
Ma in UK la stragrande maggioranza della popolazione vede il poliziotto come una persona con cui collaborare; il “poliziotto di quartiere” (presente in tutti i quartieri, anche nelle grandi città) conosce l’ambiente, conosce la maggioranza dei residenti, sa quali sono le problematiche del quartiere…
Non a caso va in giro disarmato perchè sa che non ha bisogno di armi per imporre la propia autorità, poichè sa che la sua autorità viene rispettata (non a caso, proprio perchè aggredire un poliziotto -disarmato- era un crimine fortemente percepito, fino all’inizio degli anni ’70 in UK la pena di morte era previta SOLO se ammazzavi un poliziotto).
Ora è ovvio che le tematiche e le strutture inglesi non si possono importare, ma non è detto che non si possa prendere qualcosa.
In UK le telcamere funzionano principalmente perchè oltre la sorveglianza (24 ore su 24) l’intervento è pressochè immediato.
Lo ripeto a Macerata puoi mettere anche 500 telelcamere, ma se l’intervento è lento NON servono a molto.
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La casa del guardiano, se non erro, è dalle parti delle gance di bocce, dove c’è il passaggio epr andre in Via Mugnoz, dal lato dei bagni pubblici.
@Cerasi: io non introduco alcun diverso punto…solo che quando si fa sicurezza non si deve ragionare a compartimenti stagni.Se Lei copre di telecamere i giardini, avrà dei giardini ipersicuri (oltrechè blindati…dia un’occhiata alla teoria della gated community sulla quale non intendo soffermarmi) e dei potenziali autori di reato pronti a commettere reati fuori dal perimetro dei giardini. Mi sembra superfluo dire che coprire di telecamere i giardini (sto facendo un’ipotesi assurda necessaria ai fini di una maggiore comprensione) equivale a dire agli eventuali autori di reato: “prego andate a commettere reati intorno alle mura dove non ci sono telecamere”!!!…ma il problema reati a Macerata rimane eccome. Se poi il problema è “diminuire i reati all’interno dei giardini diaz” allora blindiamo l’area e abbiamo risolto e sono in accordo con Lei. Tra qualche mese saremo qua a dibattere sui reati intorno alle mura (sto utilizzando degli esempi per essere concreto).
Per quanto riguarda invece i reati che non vengono denunciati, le indagini di vittimizzazione di cui le parlavo servono anche per capire quei reati (si parla di numero oscuro) che non rientrano nelle statistiche proprio perchè non sono denunciati. Ora se un reato non viene denunciato non per questo perde la sua dignità. Le ricordo che con queste indagini sono venuti alla luce reati come le violenze in famiglia che sono tra i più difficili da individuare. Inoltre pensi al furto della bici (frequentissimo dove vivevo a Milano): a me se rubano la bici non vado in questura a denunciare (mi fanno una risata sulla faccia)il furto…ma non per questo non mi girano le palle…mi scusi il tono colorito. E non per questo non mi ritengo una vittima di reato…
Per quanto riguarda l’adozione di personale in borghese da formare, sinceramente non so cosa dire perchè ancora ricerche sull’impatto di tali misure di sicurezza non sono realizzate…so che in Emilia hanno fornito a soggetti privilegiati alcuni palmari dove segnalare eventuali situazioni pericolose o di degrado ambientale. Ma tali segnalazioni, senza poi un intervento efficace (pre o post) lasciano il tempo che trovano….
@Del Bianco
Dove sono state piazzate le telecamere, in funzione di deterrente, queste funzionano.
Che poi non si possa mettere le telecamere ovunque e che la delinquenza di sposti da dove ci sono a dove non ci sono è la scoperta dell’acqua calda.
Però visto che lei è esperto, ed io profano, sarebbe interessante che ci spieghi, anche brevemente, come si potrebbe rendere più sicura una città, attraverso quali stategie.
@Cerasi: come prima cosa io non sono esperto proprio di nulla, ma lavorando in questo settore e avendo fatto approfondimenti per ben due tesi di laurea credo di poter offrire un punto di vista un pochino più scientifico…e mi sembra che le lacune in materia (come si evince anche dai post precedenti) siano particolarmente vaste…
Per quanto riguarda l’acqua calda Le rispondo dicendo che chi voleva piazzare le telecamere per monitorare il mero perimetro dei giardini diaz era Lei…io Le ho fatto notare le conseguenze di questa strategia. Avrò anche scoperto l’acqua calda ma Lei si è scottato…che poi tra l’altro l’acqua calda non l’ho scoperta io ma i teorici della prevenzione situazionale (si faccia un breve ricerca su internet e vedrà quanta acqua calda troverà).
Soprattutto quando mi chiede di fornire le strategie per rendere più sicura una città, commette un errore grossolano. Si rende conto di come può essere difficile rendere sicura una intera città, seppur piccola come Macerata? Macerata si caratterizza per la presenza di zone differenti, a loro volta caratterizzate da gruppi sociali e da usi differenti. Quando parlo di uso di un determinato quartiere o di una via faccio riferimento al motivo per cui (solo per farLe un esempio) Corso Cairoli è trafficato (non solo di macchine, ma anche di persone) di giorno, mentre la notte è un deserto.
Park diceva che la città è come il nostro organismo, che si compone di parte separate, ma anche fortemente legate tra loro. Se comprende ciò capirà la banalità delle sole telecamere ai giardini.
Pensare la città come un tutt’uno e non come costituita di parti è un errore molto grave, soprattutto quando si fa sicurezza.
Infine, se prova a rileggere qualche post precedente troverà il termine ricerca-azione…non l’ho usato a caso…
1.ricerca=conoscenza; 1.a ricerca quantitativa: quanti reati sono avvenuti nello scorso anno ai giardini?In quali ore del giorno?Chi sono le vittime?Gli autori sono stati presi?etc etc…in questo ambito una collaborazione con le forze di polizia sarebbe auspicabile…
1.b ricerca qualitativa (La rimando in questo caso alle indagini di vittimizzazione di cui Le parlavo prima): perchè di notte i giardini sono deserti?sono considerati insicuri?e se si perchè?…etc etc….
Comprende come la ricerca è moooooolto complessa.
2.azione=implementazione delle strategie sulla base dei dati ottenuti. Una volta rielaborati i dati spetta alle istituzioni (io non ho ricette) mettere in atto strategie di prevenzione, cioè finalizzate a evitare che il reato sia commesso e non a perseguire il reato dopo la sua commissione.
Se Lei mette una telecamera che riprende un malintenzionato mentre La scippano o La minacciano, secondo Lei è prevenzione o repressione?
Comprende così che fare sicurezza vuol dire un impegno, da parte dei politici, concreto, uno sporcarsi le mani che non fa comodo a nessuno. Si preferisce investire risorse in strategie pressochè inutili senza alcuna cognizione del loro impatto.
@Del Bianco
Le assicuro che io non mi sono scottato per nulla in quanto io, da profano, avevo fatto una semplice constatazione: se metti le telecamere ai Giardini, e le sai mettere, il perimetro dei Giardini lo controlli. Stop.
Lei, con argomenti scientifici e dalla sua esperienza, ha tentato di confutare questa mia constatazione non confutando però nulla ed inserendo, in una discorso semplice-semplice, molte altre argomentazioni, considerazioni, riflessioni….
…. Per carità tutte giuste, esatte, precise e scientifiche (del resto l’esperto è lei perchè ci ha fatto 2 tesi di laurea) ma che con il mio discorso iniziale nulla ci entravano….
……Si può rendere sicuro un perimetro attraverso il monitoraggio di telecamere?
La risposta, ripulati da tutti i suoi prolissi interventi, è SI.
Inoltre dopo tutte le sue considerazioni, le sue riflessioni, ricerche qualitative, indagini di vittimizzazione, ecc. ecc. ecc. lei NON fornisce alcuna risposta PRATICA, limitandosi a fare semplicemente TEORIA (“mettere in atto strategie di prevenzione, cioè finalizzate a evitare che il reato sia commesso e non a perseguire il reato dopo la sua commissione”: lavata dai paroloni, per noi profani, che significa????) che nella fattispece concereta non serve assolutamente a nulla.
Continua a fingere di non comprendere che se metti solo le telecamere (è la terza volta che lo scrivo, mi sembra) ma non hai una struttura che intervenga immediatamente le telecamere servono a quasi nulla….
D’altro canto se hai una struttura che, mentre viene commesso un reato, riesce ad intervenire in brevissimo tempo (vedasi Londra) le telecamere servono sebbene le zone della città (sorvegliate) siano diverse per popolazione, censo, cultura, crimini.
@Cerasi:
1.ha perfettamente ragione Lei, se voglio controllare il perimetro dei giardini piazzo le telecamere e via…guardi non serve neppure saperle mettere con criterio. In qualunque luogo le mette avrà dei giardini sicuri e al riparo da occhi indiscreti. Ma perchè limitarci alle telecamere?Potremmo anche alzare delle mura di cinta di due metri o piazzare un ponte levatoio no? In Sudafrica hanno realizzato delle strade private accessibili ai soli residenti per ovviare al problema della criminalità…che ne pensa di chiudere i giardini?
Poi se al di fuori del perimetro dei giardini si verificano molteplici reati che importa…!!!
Ma lo sa che in alcuni luoghi mettono una telecamera finta solo per spaventare i malintenzionati…
Quando Lei parla di efficacia di una misura di sicurezza parla di aria fritta se le Sue parole non sono supportate dai dati che dimostrano l’impatto della misura sull’area (ad esempio i giardini) e su quelle limitrofe.
2. fare ricerca non significa fare teoria…altrimenti non si chiamava ricerca…significa sporcarsi le mani sul campo, studiare l’insicurezza dei cittadini maceratesi e poi agire di conseguenza…farsi delle domande e rispondersi. Cosa che le istituzioni maceratesi non fanno…però si dia un’occhiata alle ricerche che si fanno in regione come l’Emilia o la Lombardia, o i patti Roma sicura, Milano sicura…ahhhh quanta teoria fanno là. Se il ministero dell’interno e altri enti commissionano tali ricerche un motivo ci sarà, non crede??? Invece da noi c’è gente che ragiona per compartimenti stagni, si improvvisa criminologo e usa le parole senza una minima cognizione.
3. se Lei non conosce il significato del termine prevenzione non è colpa mia…è italiano. Anche la mia frase che ha riportato è sempre italiano. Io preferisco non subire uno scippo, piuttosto che vedermi poi il video del reato commesso ai miei danni…e Lei??? Se stasera vado a fare una passeggiata ai giardini e mi scippano sono contento se chi mi ha fregato il portafoglio poi venga preso e sconti la sua pena in modo certo e veloce, ma sarei ancora più contento di farmi la mia passeggiata senza dovermi guardare alle spalle…e Lei?
Dopo aver letto l’articolo e tutti gli interventi sottoriportati, mi sembra che qualcuno sia uscito dal seminato… L’articolo verte su una rissa scoppiata ai giardini e qualcuno ha suggerito l’installazione delle telecamere, sia a livello di prevenzione, sia a livello di repressione. Che c’è di sbagliato in questo?
Forse che piazzando le telecamere solo in alcuni punti dei giardini, altri punti resterebbero scoperti? O forse che monitorando interamente i giardini, le mura non sarebbero protette? Questi sarebbero altri discorsi!!
E’ poi ovvio che non si può blindare una città!!!
Comunque, tornando all’oggetto in questione (la sicurezza ai giardini) e volendo fare un’analisi sui reati ivi consumati (risse, tentati stupri, scippi), per lo più commessi da sbandati, più che da veri e propri criminali, non capisco perchè venga bocciato l’uso delle telecamere.. Secondo me avrebbero, almeno, una buona funzione deterrente.
Premessa: ieri sera mi trovavo in Piazza Libertà per la Festa Indiana per l’Indipendenza (originariamente prevista per il 15 agosto e poi slittata di una settimana)
Premessa della Premessa: alle ore 20.30 e di nuovo alle ore 21.45, al contrario dello scorso anno, non c’era alcun vigile a controllare la piazza e alla guardiola della Questura c’erano 2 agenti.
Canti tradizionali, balli, un sistema di amplificazione di tutto rispetto che permetteva alla musica di raggiungere anche Piazza S. Giovanni (fondo Corso); insomma chi era nei pressi di Piazza Libertà non poteva non accorgersi che si stava svolgendo una festa.
I fatti: Verso le 22.30, a causa di un ubriaco, scoppia una semi-rissa sotto il porticato del Comune.
Qualcuno si appresta a correre ad avvisare gli agenti di guardia all’ingresso della Questura e, nel frattempo, il sottoscritto allerta il 113.
Io…..“Buonasera qui in Piazza c’è la festa indiana ed è appena scoppiata una rissa all’ingresso del Comune”
Operatore…..“da quale Comune sta chiamando?”
Io (sorpreso che l’operatore dalla Questura non sentisse la musica e che non sapesse della festa in piazza) “Mi trovo a Macerata, proprio sotto le logge del Comune è scoppiata una rissa”
Operatore…. “Ma la sede in Piazza oppure al Direzionale?”
Io….. “in Piazza della Libertà”
Operatore…. “Mando subito la pattuglia”
La pattuglia è arrivata dopo 5 minuti buoni, quando i 2 agenti di guardia alla Questura erano usciti ed avevano già allontanato l’ubriaco dalla folla e l’aveva portato all’ingresso della Questura.
Quindi suppongo che, alle 22.45 di domenica sera, non vi sia alcun tipo di intervento immediato che possa partire dalla Questura, in quanto l’operatrice ha fatto intervenire una pattuglia che era già fuori e (a parte i 2 agenti di guardia) non è uscito nessuno.
In un caso simile anche se in Piazza ci fossero state 100 telecamere, ma la risposta non fosse immediata, le telecamere servirebbero sicuramente a poco in funzione preventiva.
MA TORNIAMO A NOI.
Caro sig. Del Bianco
Io non ho la pretesa di essere un esperto, quale invece è lei, però come avevo già avuto modo di scriverle lei introduce continuamente altri argomenti, per sostenere la sua tesi, che con il discorso iniziale nulla c’entrano.
Comprendo che lei voglia fare un discorso di natura più generale (infarcendolo di dati, tesi di laure e parole inglesi) ma se il punto della discussione è (come è, nonostante i suoi interventi dilatatori) controllare i Giardini con le telecamere si può benissimo fare.
Che poi eventualmente la criminalità dai Giardini si sposta in altra zona è lapalissiano: ma qui non si stava discutendo su come la criminalità si sposta, i perché ed i percome.
Si stava facendo un discorso molto più terra-terra, discorso che lei ha voluto generalizzare per implementarlo con altre considerazioni (tutte giuste e sacrosante) ma che con il discorso iniziale c’entravano come i cavoli a merenda.
Mi spiego: se decido di monitorare il perimetro di casa mia, ovviamente è perché voglio monitorare il MIO perimetro (che poi sia utile o inutile è un altro discorso, ma non è questo il contendere della discussione, mi consenta)
E se decido di piazzare le telecamere personalmente non faccio complicati ragionamenti sull’efficacia generale di una misura di sicurezza: deve essere efficace per me non per tutto il quartiere.
L’impatto della misura nell’area, come dice lei, riguarda solo il MIO perimetro.
Impatto positivo visto che con le telecamere controllo se qualcuno lo viola.
Lei invece nei suoi interventi continua a fare un discorso molto più generale ma le ricordo che non bisogna improvvisarsi criminologi per poter studiare i mutamenti sociali, basta qualche manuale di sociologia.
Che il nostro sistema di sicurezza sia soprattutto repressivo (cioè individuare l’autore dopo che ha commesso il fatto e non prevenire il delitto) non c’è bisogno di averci dato 2 tesi di laura, mi consenta.
Anche qui basta aver studiato un minimo di Storia delle Istituzioni Politiche.
Io so benissimo cosa significa prevenzione, cioè evitare che il delitto venga compiuto, però l’esperto è lei ed è lei che deve spiegarci, a noi profani che non ci sporchiamo le mani sul campo, cosa significa.
@Cerasi: se riesce a parlare senza offendere la mia professionalità ed aprendosi al dibattito allora posso continuare a parlare con Lei altrimenti mi fermo qua. Forse dialogare con chi, senza presunzione, mette a disposizone le proprio conoscenze non Le farà male. Un pò di umiltà e di educazione…quindi veda di cominciare il seguente post con delle scuse rivolte a me, alle due lauree, ai paroloni e ai termini inglesi che utilizzo e alla professionalità di criminologo, altrimenti i miei commenti si fermeranno qua davanti all’arroganza e all’ignoranza di gente come Lei.
Fatta questa premessa cominciamo coi punti di accordo: non ho nulla contro le telecamere, in molti casi sono veramente efficaci…ma magari, al mondo, esistono altre strategie di prevenzione e prima di spendere soldi (nostri) si può almeno pensare di valutare l’applicazione di misure di sicurezza alternative.
Non si tratta di una MIA critica alle telecamere…sto solo riportando le critiche fatte dalle teorie criminologiche e dalle relazioni di valutazione. E’ in uso in ambito anglosassone, ma anche qua da noi, fare una valutazione delle misure di sicurezza per osservare le dimensioni dell’impatto: in altre parole, piazzo la telecamera e vedo quanti reati prima e quanti poi…
Potrebbe essere che se piazzo le telecamere ai giardini i reati diminuiscono nell’arco di sei mesi (e sono il primo ad essere felice)…ma se poi i reati aumentano intorno alle mura?
Spero di continuare la discussione in toni civili ed educati e attendo delle scuse, altrimenti come detto sopra, non continuerò il presente dibattito con persone maleducati ed ignoranti.
@del Bianco
Fermiamoci pure qua.
Lei è più volte intervenuto, dando dell’incompetente a destra e a manca, facendo valere le sue 2 lauree come se tutti dovessero limitarsi ad ascolare perchè lei è “l’esperto”.
Però, dopo tanta teoria e tanti studi criminologi compiuti e nonostante la citazione di report e statistiche, all’atto pratico (a noi che siamo ignoranti) ancora non ci ha illuminato su come fare prevenzione…
Non capisco perchè tutte le volte che si parte da un argomento, poi si finisce con lo spaziare a destra e a manca, perdendo completamente il filo del discorso.
Come ho già detto sopra, l’argomento di cui si tratta è la sicurezza ai giardini Diaz, non la sicurezza in generale… e soprattutto siamo in un forum, non all’interno di un simposio!!!
Non penso di poter sostenere più con Lei una conversazione appropriata…dato che Lei continua ad insultare ancora la mia professionalità. Non devo illuminare nessuno, tantomeno Lei.
Prevenzione si fa facendo ricerca…conoscendo le insicurezze dei cittadini, le mie e le Sue. Conoscendo i mutamenti di una realtà che non è sempre la stessa. E si fa, come Lei dice, aprendo un paio di manuali di sociologia.
qualcuno di mia conoscenza avrebbe detto ” fino a quando si ammazzano tra di loro”……..ma qui si mina anche la sicurezza di tutte quelle persone che hanno il desiderio ( legittimo ) di godersi un sito pubblico come i Giardini…….è sempre peggio e tutte i vostri “flirt” da professori,le lezioni di criminolgia e i battibecchi da checche isteriche ( e annoiate ) non servono ad un cazzo ( scusate il francesismo ).
Se volete spazio per solleticare il vostro ego aprite un blog……….non riempieti di commenti sterili una pagina di un sito.